Il messaggio di affetto di Leandro all’Italia: “Monza, obrigado… boa sorte”

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Di Redazione

Era arrivato a Monza con l’anno nuovo, forte di un buon contratto ma in un momento non facile della sua carriera. Ha lasciato l’Italia in silenzio e con qualche rimpianto. Parliamo di Leandro Vissotto, opposto storico della nazionale brasiliana, un’altezza di 2.12 e una potenza da gioco impressionante.

Oggi è a Campinas, stato di San Paolo e gioca nel Volei Renata, squadra che punta a ottenere risultati importanti nella Superliga brasiliana che è appena cominciata. Il Campinas non ha mai vinto titoli in Brasile, lo scorso anno il grande sogno si è interrotto in semifinale, ma vuole vincere. L’arrivo di Leandro è un investimento significativo in questo senso: con lui la squadra è cresciuta, è arrivata a un passo dal titolo Paulista e punta a diventare protagonista del torneo confederale. Ma Leandro ha anche altri progetti… “Il mio sogno è poter vestire di nuovo la maglia della Seleçao – dice Leo – so di avere 34 anni e so che ci sono molti ragazzi giovani che stanno crescendo in fretta ma quello che chiedo è solo una valutazione oggettiva delle mie condizioni e delle mie prestazioni. È una delle cose che mi ha spinto a tornare in Brasile, vestire di nuovo la maglia della Nazionale”.

Leandro sa che il prossimo Mondiale sarà l’ultima grande occasione: “Non voglio sprecare questa opportunità, ho a disposizione compagni di grandissimo livello che possono mettermi nella condizione di giocare un grande volley e farò di tutto per convincere il CT”. Renan Dal Zotto non ha mai chiuso definitivamente la porta a Leandro, anzi… lo ha sempre seguito con grande attenzione anche quando era in Italia: “Ho un buon rapporto con tutti qui, sono sempre stato una persona seria, un atleta che ha sempre pensato solo a lavorare sodo e conto che se le cose continueranno in questa maniera qui a Campinas avrò la mia chance. Evandro ha 36 anni ed è in nazionale: mi ispirerò a lui”.

Leandro ha parole splendide per l’Italia e per Monza: “È stata una grande esperienza, devo ringraziare Monza e i suoi tifosi che mi hanno fatto sentire come in famiglia, è stato bellissimo anche per mia moglie, per le mie figlie. Un posto meraviglioso con una grande cultura di sport e di pallavolo. Avrei voluto fare di più ma non era un momento facile: arrivavo da qualche problema fisico e da un’esperienza in Qatar che mi aveva impegnato molto meno sotto l’aspetto tecnico e atletico. Avrei avuto bisogno di più tempo. Comunque a Monza sono cresciuto molto, tutte le esperienze mi hanno sempre fatto crescere. Restare in Italia sarebbe stato fantastico, è un paese meraviglioso e non c’è nulla che possa ripagarti come il vivere in un paese straniero e assorbirne la cultura. È stato importante per me e anche per la mia famiglia. Ma ora il mio futuro è qui a Campinas”.

Torcedor del Flamengo, dove ha giocato per dodici anni, Leandro ammette di aver trovato un ambiente ideale: “Ho dei compagni di squadra incredibili. Con Tiago Mão e Vini andiamo spesso a pesca, ci chiamano ‘a galera pescadora’ (la compagnia dei pescatori n.d.r.) e se non peschiamo ci tocca offrire il churrasco”.

Leandro ha chiuso il campionato paulista da semifinalista con 228 punti, undici muri e dodici aces, le sue percentuali sono state tra le più alte dell’intero torneo. Il suo ultimo pensiero è per Monza: “Grazie della vostra ospitalità e del vostro affetto, mi sarebbe piaciuto poter dare ancora di più di quello che ho dato. Vi porterò nel cuore, boa sorte”.

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