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Britt Herbots: “Ci manca la continuità, ma lo spirito è giusto” (VIDEO)

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La Savino Del Bene Scandicci deve ancora rinviare l’appuntamento con la sua prima, storica finale di Coppa Italia Frecciarossa: contro Milano la sconfitta arriva al tie break. “Credo che sia stata una pallavolo bella da vedere – commenta Britt Herbotstra due squadre forti, che mettono l’avversario sempre in difficoltà; un set ci siamo riusciti noi, l’altro loro, è stato un volley di alta qualità. Abbiamo avuto ogni tanto difficoltà in ricezione e difesa, ma è soprattutto la continuità che ci manca: spingiamo forte nel primo set e poi caliamo un po’“.

Sono comunque molto fiera della pallavolo che abbiamo giocato – aggiunge la schiacciatrice belga – abbiamo lottato su ogni palla. L’atteggiamento si vedeva proprio nelle piccole cose, nei recuperi che abbiamo fatto e nel modo in cui siamo sacrificate l’una per l’altra: questo è lo spirito che dobbiamo avere ad ogni partita e che ci aiuterà a crescere ancora, per essere più forti alla fine della stagione“.

Una partita strana – aggiunge l’allenatore Massimo Barbolinipenso che tutte e due abbiano giocato solo a tratti. Noi abbiamo fatto molto bene nel primo set in battuta, difesa e attacco; il quarto l’abbiamo vinto forse più per demerito loro, poi peccato per il tie break, perché siamo arrivati 6-6 e loro hanno fatto un break molto importante con Egonu in battuta. Bravi loro, resta un po’ di rammarico, perché quando arrivi a 8-9 punti da una finale di Coppa Italia – che per Scandicci sarebbe stata la prima – resta il dubbio se potevamo fare qualcosa di più, perché a volte perdi anche per merito degli altri e credo che questo tie break sia merito loro“.

In vista della fase decisiva della stagione Barbolini chiede comunque un ulteriore step alla sua squadra: “Non c’è una cosa particolare da migliorare. Ci vuole più precisione nel primo tocco, più precisione quando ad alzare non è l’alzatore, loro hanno fatto la differenza anche in questo. E poi prendere il ritmo in battuta e avere un servizio più costante“.

di Eugenio Peralta

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