La prima Italia al completo di questa VNL femminile 2026 è subito vincente: 3-1 sull’Ucraina con 23 punti di Antropova, schierata opposta titolare, 15 di una sontuosa Fahr (4 ace e 3 muri), 9 di Danesi, 11 di Sylla e 4 confezionati pure da Orro.
Non un’Italia bella, lucida e ‘superiore’ come avrebbe dovuto essere contro una squadra di livello così inferiore, ma siamo certi che tutti i tasselli andranno al loro posto nel corso di questa Week 3. A un primo e un terzo set giocati rasentando la perfezione, hanno fatto da contraltare un secondo perso subendo e concedendo un po’ troppo e un quarto giocato spalle al muro fino al 16-21. A quel punto però è successa una cosa che solo le grandi squadre sono in grado di fare, ovvero stampare nove punti in fila subendone zero. Un parziale devastante che si vede molto raramente a questi livelli.

EGONU PARTE DALLA PANCHINA
Subito una sorpresa inattesa nello starting seven dell’Italia. Delle big four all’esordio in questa VNL a partire da questa week 3, Velasco schiera subito Orro, Sylla e Danesi ma lascia in panchina Egonu. È dunque Antropova a iniziare il match come opposta titolare, Nervini seconda schiacciatrice, Fahr completa la coppia centrale e Fersino è il libero con Spirito che indossa la maglia da schiacciatrice per dare manforte all’occorrenza in seconda linea.
Dall’altra parte Gluszak si affida alle diagonali Sharhorodska-Artyshuk e Milenko-Nudha, Dorsman e Meliushkyna al centro, Lutsenko libero.

INIZIO IN FOLLE, MA POI…
Le Azzurre (oggi in maglia rossa) ci mettono qualche minuto a carburare, soprattutto in attacco (4-7). Entrambe le catene di muro fanno bene il loro lavoro toccando tanti palloni, poi Orro e Danesi iniziano a trovarsi a memoria, Antropova spara una diagonale strettissima che vale la parità agli 8, Sylla stampa il muro del sorpasso e inizia lo show dell’Italia: 9-8, 13-10, 16-12 e primo timeout del match chiamato dall’Ucraina.
Tante difese da un lato e dall’altro del campo, azioni prolungate da qualche pallonetto di troppo, ma a far correre il tassametro è sempre e solo la squadra di Velasco che prende il largo: 19-12 e secondo timeout speso da Gluszak. Orro, con le sue seconde al veleno, trasforma in punti anche un paio di ricezioni lunghette, dai nove metri arrivano anche due ace in fila di Fahr (best scorer di questo primo parziale con 6 punti), si diverte anche Sylla e il set finisce 25 a pochi (15).

IL SECONDO SET NON È UNA PASSEGGIATA
L’ace di Nervini ci regala subito un break di vantaggio in avvio di secondo set (5-3), ma questo parziale si rivela subito più complicato di quanto ci si potesse aspettare. L’Ucraina pareggia grazie a una invasione aerea fischiata a Orro e mette anche il naso avanti scartando un altro regalo (errore in attacco di Fahr), ma dai nove metri l’Italia ora spinge e l’ago della bilancia si sposta ancora (8-6). Velasco per ora è una sfinge in panchina: osserva braccia conserte, lascia giocare, non si pronuncia.
Al giro di boa il vantaggio però è minimo (14-13), complice qualche leggerezza non usuale da parte delle Azzurre che consente alle ucraine di restare in partita (15-16 con ace battezzato male da Sylla). Qui allora arriva il primo timeout del ct argentino: indicazioni per Orro sulla gestione troppo scontata e per le centrali sui posizionamenti a muro. Subiamo però altri due punti, scivolando sul -3 (15-18). Serve reagire, alzare l’asticella della concentrazione e pestare sull’acceleratore. Ci pensano Fahr con un muro e Nervini con un ace, parità ai 19 ma poi si torna a inseguire. Dentro Cambi ed Egonu, arriva il secondo timeout chiamato da Velasco con l’Italia sotto 21-24. Annulliamo due set-point a suon di muri (di Egonu), ma l’Ucraina alla fine fa festa con un gran mani-out di Dymar.

VELASCO NON FA UNA PIEGA
Nell’intervista a Volleyball World durante il giro di campo Velasco non si dice preoccupato. Fa i complimenti all’Ucraina, a cui riconosce d’aver giocato un gran set, ma ribadisce che bisogna fare meglio a muro e cercare di più il mani-out in attacco.
REAZIONE ‘CATTIVISSIMA’ DELL’ITALIA
Incassato lo schiaffone, le Azzurre tornano in campo con tutto un altro piglio. Dai nove metri spara bordate anche la specialista Antropova (due ace in fila) e l’Italia vola in un amen sul 6-1. Sempre dai nove metri Nervini genera due ricezioni slash e mettiamo in banca anche quelle (10-2). Funziona meglio, eccome se funziona, anche l’attacco e il set sembra subito avere un trama ben definita: 15-5, 21-7, 24-9, 25-10 e quel brutto secondo set è già un ricordo lontano.

SI RISVEGLIA L’UCRAINA, SI RIAPPISOLA L’ITALIA
Nel quarto set l’Ucraina torna a giocare su buoni livelli (8-6, 8-8, 11-13) battendo bene, difendendo la qualunque, sfruttando con cinismo la scompostezza del nostro muro. Velasco a questo punto chiama timeout e questa volta sì, alza la voce: “Facciamo quattrocento rullate in allenamento e poi qui facciamo cadere le palle a terra perché andiamo in pancake?”. L’Ucraina vola anche sul +3 (12-15) e sul +4 (13-17), dentro allora Omoruyi per Nervini, poi Cambi ed Egonu, ma subiamo un altro ace su Fersino (13-18). Secondo timeout di Velasco a stretto giro di posta!
PARZIALONE DI 9-0 E TANTI SALUTI
Si ritorna a schierare la formazione iniziale, e magicamente l’Italia accende l’interruttore mentre il quadro elettrico dell’Ucraina prende fuoco. Una volta arrivate sul 16-21, loro non segnano più, alle Azzurre invece riesce tutto: nove punti consecutivi, 25-21 e tanti saluti. Va bene tutto, ma noi siamo l’Italia!
ITALIA-UCRAINA 3-1
(25-15, 23-25, 25-10, 25-21)
ITALIA:Â Sylla 11, Danesi 9, Antropova 23, Nervini 8, Fahr 15, Orro 4, Fersino (L), Spirito, Cambi, Egonu 2, Giovannini, Omoruyi 2. N.E.: Meli e Nwakalor. All. Velasco
UCRAINA:Â Sharhorodska 6, Milenko 9, Dorsman 12, Artyshuk 11, Nudha 5, Meliushkyna 7, Lutsenko (L), Parfonova, Danchak 4, Fedyk, Kima, Dymar 4, Kotar 3. N.E.: Boiko. All. Gluszak
Arbitri: Jirasak Pumduang (THA) e Raquel Fernanda Maia Portela
Durata: 22’, 26’, 20’,Â
Italia: a 10, bs 2, m 13, e.t. 14.
Ucraina: a 4, bs 8, m 5, e.t. 34.
Di Giuliano Bindoni
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