L’enigma dei 600 euro per i collaboratori sportivi: solo 83mila i beneficiari

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Di Redazione

All’uscita del decreto Cura Italia, finalizzato a mitigare gli effetti economici dell’emergenza coronavirus, nel mondo sportivo c’era stata una certa soddisfazione: per la prima volta l’immensa platea di collaboratori del settore era parificata alle altre categorie e sostenuta con un contributo una tantum di 600 euro. L’entusiasmo si è però raffreddato quando si è scoperto che il fondo a disposizione di Sport e Salute sarebbe stato di soli 50 milioni, quindi sufficiente a sovvenzionare appena 83mila collaboratori sulla galassia dei 500mila operanti in Italia.

Soprattutto, però, a 17 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale nel provvedimento, non c’è ancora traccia del decreto attuativo del Ministreo dell’Economia e delle Finanze che, secondo l’articolo 96, dovrebbe individuare le modalità di presentazione delle domande e definire i criteri di gestione del fondo. Gli interessati stanno monitorando più volte al giorno il sito di Sport e Salute, anche perché, come specifica lo stesso decreto, i benefici saranno erogati “secondo l’ordine cronologico di presentazione“: chi primo arriva meglio alloggia, in parole povere, con i prevedibili rischi legati all’uso della tecnologia.

Secondo il Corriere dello Sport, dalla call che il Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora ha sostenuto martedì scorso con gli Enti di promozione sportiva è emerso che dal provvedimento saranno esclusi tutti i collaboratori sportivi che hanno un reddito annuale superiore a 10mila euro, oltre a quelli che percepiscono altri redditi, come già indicato nel “Cura Italia”. Ma restano comunque almeno 400mila persone in attesa, di cui meno di un quarto riceveranno effettivamente il bonus.

Il ministro ha fornito rassicurazioni sul sostegno allo sport di base – dice Bruno Molea, presidente dell’Aics – ma molti nodi restano. Società e associazioni rischiano di morire prima di poter attingere alle risorse promesse. (…) La corsa disperata al bonus è ciò che preoccupa di più i nostri associati, che, da settimane, ci inviano messaggi per tenersi informati sull’attivazione prevista sulla piattaforma di Sport e Salute“. E Marco Perissa, presidente dell’Opes, chiede che il bonus venga ampliato in tre direzioni: “La prima è aumentarlo già nel mese di marzo, la seconda allargarlo anche a chi percepisce un reddito superiore, la terza prevedere un sostegno economico nel mese di aprile“.

Quella di lunedì 6 aprile è indicata da molti come la data più probabile per la pubblicazione delle nuove norme. Vedremo se stavolta la scadenza sarà rispettata…

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