Lui, è arrivato a Perugia nella stagione 2017-2018, quando il club del Presidente Gino Sirci si stava facendo strada nel panorama del volley nazionale, arrivando a sfiorare trofei, senza riuscire a conquistarli. Da giocatore già affermato aveva fin da subito confessato di essere intrigato e affascinato dalla storia della Sir, una società con tante ambizioni e passione, solida e determinata a vincere. Appena arrivato è stato subito protagonista del primo storico trofeo del club, in un anno stellare che si sarebbe concluso con la conquista di tutti i trofei in palio nel campionato italiano. Lui è Massimo Colaci! Il libero bianconero è stato protagonista in tutti i 18 trofei vinti dal club e dopo 9 stagioni consecutive è ancora in grado di dire che “la fame non passa mai“.
Quella di mercoledì è stata, di fatto, la sua ultima partita sul taraflex dell’impianto di Perugia, l’ultima partita nel campionato di Superlega Italiana, prima di tuffarsi nella Final Four di Champions. E anche per questo, oltre che per il merito sportivo, che in occasione di Gara3 della Finale scudetto con la Lube gli hanno assegnato il titolo di MVP, del match e dell’intera serie con la Lube, un tributo al valore del suo gioco, ma anche un tributo alla sua intera carriera: “La cosa più bella sicuramente è aver alzato quel trofeo meraviglioso davanti ai nostri tifosi! Speravo potesse finir così: è stata una chiusura perfetta del cerchio, veramente, incredibile… bellissimo! Ringrazio tutti per il premio, è stata una grande emozione. Secondo me in questi Play Off, Wassim (Ben Tara, Ndr) è stato determinante, è stato il più bravo di tutti, però, mi fa comunque piacere perché ripaga di tutti i sacrifici fatti in questi anni”.
Il libero di casa Perugia, Colaci, conferma l’intensità e il grado di difficoltà del campionato. Una Superlega che ogni anno è sempre più avvincente perché il livello delle squadre continua a crescere. E con questa premessa, anche la Finale Scudetto ha regalato match di altissimo livello e un tasso di difficoltà sempre crescente: “Una Finale Scudetto deve essere così! All’inizio di ogni anno si parla del fatto che il campionato italiano è il più bello del mondo, se è il più bello significa che è il più difficile perché altrimenti non sarebbe così bello e, quindi, è giusto soffrire e questo, la difficoltà di queste partite rende tutto ancora più difficile e più bello!“
La Sir Susa Scai Perugia è stata protagonista nel finale di stagione, in scia con il percorso importante condotto nell’intera stagione. Chiudere in tre gare tutte e tre le serie Play Off, a cominciare dai quarti di finale con Monza, passando per le semifinali con Piacenza, fino alla Finale Scudetto con la Lube, è un risultato che eguaglia record storici: “E’ stato un po’ strano, mi aspettavo sinceramente di perdere qualche partita, soprattutto, in questa serie di Finale. Ci siamo andati vicini perché abbiamo fatto anche delle “brutte partite”, però, nei Play-Off non sempre riesci a giocare bene, perché c’è l’avversario che ti può mettere sotto. Abbiamo fatto anche “brutte partite”, ma le abbiamo portate a casa e, quindi, questo ti fa capire che questa squadra ha raggiunto una maturità importante, perché non è facile soffrire e ripartire all’interno di ogni singolo set e all’interno di una serie di Play-Off. Questo ci dice che c’è stato tanto lavoro dietro, perché magari negli anni passati queste partite le avremmo perse, quest’anno non è successo. Ci sono tanti fattori, ma a livello mentale abbiamo fatto uno step importante, merito del nostro staff!“.
(Fonte comunicato stampa)