Forse, anche a ranghi completi, difficilmente questa Monza avrebbe potuto fare punti contro questa Perugia, ma di certo i primi due set persi con così tanto margine, e poi il terzo perso solo nel finale, un po’ di amaro in bocca lo lasciano. Quella di coach Eccheli è una squadra molto giovane, con un grande potenziale forse ancora non espresso del tutto, ma che in questo avvio di campionato sta pagando caro l’assenza del palleggiatore titolare Rowan. “Non mi piace parlare di questo – racconta Iliya Petkov a fine gara ai nostri microfoni –. Adesso siamo questi e dobbiamo lavorare di squadra con quelli che siamo”.
Nei primi due set le battute hanno giocato un ruolo decisivo.
“Perugia ha battuto sicuramente meglio di noi e così facendo ci ha messo molto sotto pressione in ricezione”.
Eloquenti soprattutto le percentuali di ricezione del secondo parziale: 91% di positiva per Perugia con il 36% di perfetta, 33% di positiva per Monza con nessuna ricezione perfetta.
Nel terzo set le cose sono andate meglio.
“Sì, dopo abbiamo alzato il nostro livello di battuta, ma anche di muro-difesa. Il finale di set è stato davvero un peccato, ce la stavamo giocando punto a punto, chissà magari potevamo andare anche al quarto”.
Perugia per vie centrali passava sempre facilmente. Forse troppo. Demerito vostro o merito di Giannelli?
“Giannelli è sicuramente difficile da leggere quando gioca con palla in testa nei tre metri, e purtroppo oggi glielo abbiamo permesso troppe volte. Con Solè e Loser ha giocato tante esclamative. Torniamo sempre lì, se contro queste squadre non batti bene, non le metti in difficoltà a partire dalla ricezione, poi gli permetti di giocare con palla veloce. Quando certi palleggiatori come Giannelli li metti nelle condizioni di giocare veloce, poi è durissima. E oggi lo abbiamo visto”.
Intervista di Giuliano Bindoni
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