Foto CEV/Federazione Italiana Pallavolo

Egonu e Antropova in campo insieme? Velasco dice no: ecco perché

DATA PUBBLICAZIONE
TEMPO DI LETTURA
più di 5 minuti
SHARE
SHARE
TEMPO DI LETTURA
più di 5 minuti

Tra i tanti dubbi sul prossimo futuro della nazionale femminile spunta una certezza pressoché assoluta: la suggestiva ipotesi di vedere in campo insieme Paola Egonu ed Ekaterina Antropova, a lungo accarezzata prima e durante gli Europei, è destinata a rimanere tale. Almeno fino a quando sulla panchina azzurra siederà Julio Velasco. Il neo CT è stato chiarissimo durante la conferenza stampa di presentazione: “Secondo me avere due opposte come Egonu e Antropova è la cosa migliore“. E nelle successive interviste ha ribadito il concetto con una buona dose di sarcasmo: “Adesso abbiamo un grande vantaggio rispetto al passato, c’è il Fantavolley. Chi vuole si può divertire lì. Per il volley vero io farò quello che serve alla squadra“.

Velasco ha poi approfondito così il suo scetticismo sullo spostamento di Antropova nel ruolo di schiacciatrice: “Se serve che giochino tutte e due vedremo… però è molto difficile per una giocatrice così giovane cambiare ruolo senza avere vissuto momenti di grande stress nel nuovo ruolo. Questo è un dettaglio di cui pochi tengono conto: non basta fare le cose bene nelle situazioni facili e di tranquillità, bisogna farlo nei momenti difficili, e come facciamo a saperlo? Andiamo alle Olimpiadi a provare? Non credo…“.

Nella stessa sede il CT azzurro ha risposto anche a una domanda sulla differenza tra la pallavolo maschile, di cui per decenni è stato un maestro, e quella femminile: “Le donne hanno virtù che sono indiscutibili, hanno maggiore capacità di lavoro, maggiore applicazione, maggiore concentrazione. Di diverso hanno un rapporto con l’errore molto difficile: a nessuno piace sbagliare, ma alle donne meno che meno. Però non è possibile l’apprendimento senza passare dall’errore, questa è una cosa su cui cerco di insistere molto. Per essere intraprendenti, provare giocate nuove e attacchi nuovi bisogna sbagliare: l’errore non è una dimostrazione di incapacità, è parte del processo di apprendimento“.

Un altro tema emerso dalla conferenza di presentazione è stata la particolare attenzione del neo CT per il fondamentale della ricezione: “Non ricordo partite che l’Italia abbia perso per l’attacco, semmai per la ricezione, quindi la mia preoccupazione è più che altro trovare più giocatrici che ricevano bene” ha dichiarato. Un approccio diametralmente opposto a quello del suo predecessore Davide Mazzanti, che tra le priorità della sua nazionale aveva individuato proprio la capacità di saper attaccare efficacemente anche con ricezione negativa e palla staccata: “Non sono dell’idea che chi ben comincia è a metà dell’opera, anche se ricevi bene la palla la devi sempre mettere a terra“.

Le idee di Velasco sembrano essere in controtendenza anche rispetto all’interessante dibattito emerso nell’ultimo periodo sul tema del ruolo sempre meno centrale della ricezione, che diversi tecnici (supportati dalle statistiche) considerano poco influente sul risultato finale. Lo stesso Massimo Barbolini, che di Velasco sarà il vice in nazionale, aveva ammesso: “Molti allenatori preferiscono avere in squadra un attaccante forte in più che non un buon ricettore. A volte questo porta risultati, a volte no, però è una problematica tecnica da cui deriva il fatto che a livello mondiale ci siano pochissimi ricettori di alto livello. Se si chiede a un allenatore quali giocatrici si potrebbero comprare come ricettori, è difficile arrivare a 4-5“. Ancora più difficile, viene da pensare, trovarle di nazionalità italiana…

CONDIVIDI SUI SOCIAL

Facebook

ULTIMI

ARTICOLI