Nella stagione 2027-2028 tornerà in campo il Club Italia maschile: lo ha comunicato la Federazione Italiana Pallavolo in occasione della presentazione dei programmi e del calendario federale delle attività dei processi di qualificazione nazionale giovanile, sia femminili che maschili, per un’esperienza che vuole andare ad affiancare i processi di selezione e di sviluppo del percorso degli atleti di alto livello già in corso nell’ambito della FIPAV.
Quello dei processi di qualificazione nazionale giovanile è “un programma integrato che coinvolgerà entrambi i settori, con l’obiettivo di ampliare il bacino di osservazione, garantire continuità tecnica e accompagnare la crescita degli atleti più promettenti verso le Nazionali Giovanili e successivamente le Nazionali Seniores“, come ha sottolineato la Federazione. Il progetto, coordinato dai direttori tecnici Marco Mencarelli (settore femminile) e Vincenzo Fanizza (per quello maschile), si articolerà in una prima fase autunnale e in una successiva fase nel 2027, con stage nazionali, attività territoriali e, per il settore maschile, anche l’avvio dei primi Club Italia Zonali.
In particolare, il progetto di Qualificazione Nazionale Maschile e quello dei Club Italia, sempre tra gli uomini, nelle intenzioni si pongono l’obiettivo di creare un livello intermedio e complementare tra l’attività delle società e quella delle Nazionali Giovanili, senza sostituirsi al lavoro svolto dai club, offrendo agli atleti un’ulteriore opportunità di formazione, allenamento, confronto e monitoraggio. La prima fase del progetto, come detto, prevede tre linee di attività integrate: i Club Italia Zonali, gli stage nazionali e i processi selettivi territoriali.
A partire da settembre 2027, invece, prenderà il via anche il Club Italia Nazionale, un progetto federale che dovrebbe essere rivolto a un gruppo selezionato di atleti tra i 14 e i 16 anni con la partecipazione iniziale al campionato di Serie B e la possibilità, poi, di passare ad una categoria superiore negli anni successivi, in funzione del livello raggiunto dagli atleti e degli obiettivi. Un percorso di crescita complementare all’attività delle società e delle Nazionali giovanili, finalizzato ad accompagnare i giovani talenti verso livelli agonistici sempre più alti.
Per il Club Italia è un ritorno nel settore maschile (mentre resta una costante del settore femminile: QUI la storia della squadra federale delle ragazze fino allo scorso anno, in questa stagione la formazione azzurra è ancora impegnata in Serie A2), dopo che ne era stata “sospesa” l’attività prima della stagione agonistica 2019-2020.
Il Club Italia degli uomini, ideato e avviato nel 2008, infatti, aveva mosso i suoi primi passi in un campionato nella stagione 2009-2010, con due espressioni distinte, ma strettamente connesse: il Blu College e il Club Italia, tra Serie B1 e B2. La sede principale dell’attività era a Roma. Nel 2010-2011 la Fipav iscrive la squadra alla Serie A2, oltre che alla Serie B, stessi campionati affrontati nella stagione successiva. Poi, dal 2012-2013 è solo Serie B, fino al 2015-2016 con il ritorno alla Serie A2 (oltre che in B). Nel 2017-2018, c’è solo la Serie A2, fino al 2018-2019, l’ultima stagione giocata dal Club Italia con Monica Cresta come primo allenatore e ragazzi nati dal 1997 al 2002, chiusa in decima posizione (su quattordici) con 30 punti, anche se la squadra era considerata fuori classifica.
L’idea della Federazione per il futuro, con il ritorno di un Club Italia nazionale da affiancare ai Club Italia Zonali a partire dalla stagione 2027/2028, è quella di avviare un progetto che avrà una durata di due o tre stagioni con un gruppo selezionato di atleti appartenenti alle fasce di età più giovani, indicativamente tra i 14 e i 16 anni.
Una prospettiva di medio-lungo periodo per sostenere il percorso di quegli atleti che, pur non essendo ancora completamente formati, presentano caratteristiche fisiche e potenzialità tali da poter raggiungere i massimi livelli negli anni successivi. Nelle intenzioni, infatti, la crescita tecnica, fisica e agonistica di questi atleti richiede tempo, continuità di lavoro e la possibilità di confrontarsi con coetanei di analogo interesse. La possibilità di svolgere con regolarità attività di alto livello e di confrontarsi con atleti di pari interesse a livello federale può rappresentare un elemento determinante per accelerare il processo di crescita e ridurre il divario che, in alcuni casi, si crea tra le esigenze delle Nazionali giovanili e il percorso quotidiano svolto dai giocatori presso le società di appartenenza.
Dalla formazione degli “azzurrini”, per fare qualche esempio, sono passati negli anni atleti come Lanza, Vettori, Caneschi, Federici, Gardini, Mosca, Salsi, Cantagalli, Recine, Russo e via dicendo. Ed è quasi inutile ricordare che la Nazionale femminile deve al Club Italia, nato da un’intuizione di Julio Velasco nel 1998, parte della sua struttura (anche se le differenze del percorso tra maschile e femminile sono sempre state marcate). Ora, la storia si ripete.
Di VolleyNews.it
(© Riproduzione riservata)