Tema calendari: sentite cosa hanno detto Mozic, D’Amico, Argilagos e Mazzone ad AfterHours

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Dopo che nella prima puntata di AfterHours di questa nuova stagione era intervenuto Massimo Righi affermando, senza troppi giri di parole, che sulla riforma dei calendari 2028-2032 l’FIVB aveva raccolto solo pareri contrari ma deciso comunque di fare diversamente, nell’ultima Andrea Zorzi e Andrea Brogioni hanno chiesto un parere direttamente ai giocatori ospiti della puntata.

I pareri raccolti mettono nel mirino soprattutto il numero già esagerato, e compresso, di partite e il conseguente rischio infortuni per i giocatori. Mazzone, in particolare, esprime forse quel pensiero che in tanti stanno condividendo nell’ambiente in questi giorni, ovvero che solo i giocatori possono avere un ruolo decisivo in questa ‘trattativa/dialogo’ con la FIVB, a patto di essere disposti a fermarsi…

ROK MOZIC
(Schiacciatore Rana Verona e Nazionale Slovenia)
“Ne ho sofferto in prima persona, mi dispiace anche per altri giocatori come Alessandro Michieletto, che non aveva mancato una partita da quando sono in Italia, portando le squadre in cui giocava alla vittoria. Dopo l’iniziativa di Perugia, anche altre squadre stanno provando a spingere: vediamo cosa riescono a fare. Bisogna cambiare qualcosa, perché le partite sono troppe e si fa fatica, soprattutto per Nazionali – come la Slovenia – che non hanno 25 giocatori a disposizione per quel livello. Facciamo veramente fatica ad andare a giocare tutte le partite, ma se non vai perdi i punti e non riesci ad andare alle Olimpiadi, che alla fine sono l’obiettivo di tutti”.

FRANCESCO D’AMICO
(Libero Pallavolo Padova)

“Quando sono stato a Verona ho avuto modo di accorgermi come gli infortuni sono dovuti all’elevato numero di impegni fra club e nazionali, cui non si può dire di no per la necessità di fare punti per salire nel ranking. E quindi, come Mozic, uno vuole dare il massimo con il club in qualsiasi momento, ma anche con la nazionale. Bisognerebbe fare qualcosa perché adesso la situazione è diventata davvero quasi insostenibile. Infortuni come quello di Michieletto ma anche quello di Cortesia lo raccontano perfettamente. Nel mio piccolo, anch’io devo dire che allenarsi tre mesi tutta l’estate, per poi ritornare nel club e avere solo una settimana di riposo non è assolutamente il massimo. Sono d’accordo con i club che stanno protestando e spero che possa risolversi al meglio per squadre e giocatori, che sono i primi protagonisti”.

BRYAN ARGILAGOS
(Palleggiatore Acqua Sant’Anna Cuneo)
“Avendo vissuto l’anno scorso un campionato un po’ particolare con Perugia, con tante competizioni e tante partite ravvicinate, ho visto quant’è complicato gestire tante partite ravvicinate. Questo è il nostro lavoro e dobbiamo farlo, ma aumentare e comprimere ancora di più le partite diventa veramente deleterio per il fisico degli atleti e secondo me non è una cosa giusta. Se i club reagiscono come stanno facendo, è giusto porsi delle domande”. 

DANIELE MAZZONE
(Centrale Cisterna Volley)

“Se hanno già deciso, più che i club la voce grossa la possono fare i giocatori. Se i “big” iniziassero a non rispondere alle convocazioni, le nazionali con chi le fanno? Sirci è un “pezzo grosso” che non ha paura di dire le cose che pensa, ma chi può veramente fare un “aut aut” sono i giocatori, che possono dire “Io non vengo, voi fate quello che vi pare”. Dicendo: “Io non sono obbligato a stare alle vostre regole, il contratto ce l’ho col club, se non mi piace come vengono gestiti i calendari delle nazionali ai piani alti, io rinuncio”.

(fonte: Lega Volley)

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