Foto: FIVB

Un altro caso di doping “retroattivo” in Russia: squalificato Dmitry Ilinykh

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Di Redazione

Ancora un caso di doping sanzionato con quasi 10 anni di ritardo in Russia: dopo Dmitry Musersky e Alexander Butko, anche l’ex schiacciatore Dmitry Ilinykh, a sua volta campione olimpico con la nazionale a Londra 2012, è stato punito per un caso di positività a un test antidoping rilevato nel lontano 2013. A differenza degli ex compagni, però, Ilinykh non ha accettato di “patteggiare” con la FIVB e ha ricevuto la sanzione più pesante: la revoca di tutti i titoli conquistati tra l’11 maggio 2013 e il 10 maggio 2015, tra cui l’oro ai Campionati Europei e quello alle Universiadi, oltre alla sospensione per due anni da qualsiasi incarico ufficiale.

Lo schiacciatore, che ha lasciato l’attività agonistica nel 2021 e oggi è il direttore sportivo del Belogorie Belgorod, ha annunciato che farà ricorso al Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna contro questa decisione. La sostanza rilevata nel campione incriminato è la stessa di Muserskiy, la dimetilamilammina, ed è molto probabile che la positività dei due giocatori sia stata constatata nel corso dello stesso controllo, quando entrambi militavano proprio nel Belogorie. In seguito però, come avvenuto negli altri casi, la RUSADA (l’agenzia antidoping russo) aveva “insabbiato” i risultati nascondendoli alla WADA e provocando il grave scandalo che aveva portato all’esclusione della Russia dalle competizioni internazionali.

Recentemente la FIVB ha svelato un altro caso di doping relativo allo stesso periodo, quello riguardante la beacher Anna Vozakova, trovata positiva alla sibutramina (un riduttore dell’appetito) in un controllo eseguito a giugno 2012 nel corso della Continental Cup. In questo caso, anch’esso parte dell’investigazione della WADA sui laboratori di Mosca, la giocatrice ha trovato l’accordo con la Federazione internazionale per una squalifica di due anni, che scadrà a gennaio 2024.

(fonte: BO Sport)

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