Simone Giannelli: “Fenomeni? Noi siamo noi, e vogliamo continuare a esserlo”

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Foto Fipav/Rubin

Di Redazione

La grinta è quella del capitano, il carisma anche. Ma nel “nuovo” Simone Giannelli, da domenica campione del mondo e MVP, c’è anche qualcosa di più: una tranquillità e una serenità che in alcuni passaggi della sua carriera gli sono mancati. Il perché lo ha spiegato lui stesso nel dopopartita e lo ribadisce oggi nella bella intervista di Pierfrancesco Catucci sul Corriere della Sera: “Sdrammatizzavamo gli errori e i momenti di difficoltà con una battuta. Scherzavamo. Sembravamo un gruppo di amici che si stavano divertendo con lo sport che amano, non che giocavano per un oro mondiale. Credo di non essermi mai divertito così tanto in campo“.

I meriti, inutile dirlo, vanno in buona parte a Fefè De Giorgi: “È stato straordinario – commenta Giannelli – ci ha insegnato a non farci prendere dal panico nei momenti complicati e a reagire con serenità e aggressività, senza mai eccedere in foga. Ci ha insegnato a essere consapevoli di quello che siamo e del talento che abbiamo, e questo ci ha fatto crescere tanto. E poi è un allenatore che scherza, ma che ti fa allenare in maniera durissima, cura ogni dettaglio ed eleva al massimo l’intensità in palestra. Il risultato è quello che si è visto agli Europei e ai Mondiali“.

Il regista azzurro scherza sul feeling con l’arena di Katowice (“Chiederò anche a Perugia di giocare le partite in casa in quel palazzetto…“) ma, quando gli si propone il confronto con la Generazione di Fenomeni, si irrigidisce: “Niente paragoni, per favore. Siamo diversi, anche se abbiamo sentito il sostegno di gente come Zorzi, Lucchetta, Giretto, che di quella generazione facevano parte. Noi siamo noi e vogliamo continuare a esserlo“.