Ormai manca poco! Giovedì 30 aprile alle ore 20.30 andrà in scena al PalaBarton la prima delle gare che assegneranno lo Scudetto 2025/2026 e che vedranno Perugia e Civitanova contendersi ancora una volta il titolo (che si deciderà al meglio dei cinque match). Da un lato, la Lube vuole scrivere un’altra pagina della pallavolo italiana conquistando l’ottavo Tricolore della sua storia; dall’altro Perugia vuole incoronare una stagione incredibile dopo il primo posto nella Regular Season e la vittoria della Supercoppa.
Quella che inizierà il 30 aprile sarà la sesta serie Scudetto che vede protagoniste Perugia e Civitanova (QUI l’analisi della sfida di Paolo Cozzi): è la sfida tricolore più giocata nella storia della SuperLega/Serie A1, superando il precedente storico tra Modena e Treviso, che si sono incontrate cinque volte.
In attesa di vivere le Finali Scudetto, ripercorriamo i precedenti tra le due squadre.
STAGIONE 2013/2014: PRIMA FINALE PER PERUGIA AL SECONDO ANNO IN SUPERLEGA/SERIE A1
Il primo storico incontro tra Perugia (intesa come Sir) e Lube, allora ancora Macerata, risale alla stagione 2013/2014. La Sir era ancora una sorpresa del campionato: mai prima di allora, infatti, era riuscita a raggiungere l’ultima fase della corsa allo Scudetto. Ad avere la meglio è stata la Lube, più esperta e abituata a giocare partite importanti, che, dopo essersi imposta in quattro gare vincendo quella decisiva al PalaEvangelisti, ipoteca il terzo Tricolore della sua storia.

Nonostante la prima partecipazione alle Finals Scudetto, Perugia non si fa intimidire dalla corazzata già due volte campione d’Italia e parte subito forte. In Gara1 la squadra umbra passa in vantaggio di set ben due volte (sullo 0-1 e sullo 1-2), obbligando Macerata al recupero al tie-break. Trascinata da Ivan Zaytsev, che allora indossava la maglia marchigiana, la squadra di Alberto Giuliani mette in campo tutte le sue risorse e pareggia, per poi aggiudicarsi il match al quinto set. Se il primo incontro della serie ha dato spettacolo, il secondo non è stato da meno: al PalaEvangelisti, Perugia risponde con la stessa moneta. Davanti al proprio pubblico, la squadra di Boban Kovac si porta ancora in vantaggio 1-0. I fantasmi della sfida precedente erano in agguato: la Lube, infatti, recupera subito il set di svantaggio e quello successivo. Al contrario di quanto successo in Gara1, però, è Perugia a dover allungare il match fino al quinto: e così fa. Nel parziale decisivo, un magistrale Aleksandar Atanasijevic, capocannoniere della Regular Season e MVP di Gara2, decide che la serie deve restare aperta: 1-1 è il punteggio dopo le prime due gare. Per l’allora 22enne serbo sono 27 i punti segnati nei cinque set giocati. La sfida torna quindi al Fontescodella di Macerata, che non delude i tifosi accorsi al palazzetto. Nonostante una vittoria per 3-0 dei padroni di casa, i tre set sono equilibrati: i primi due, infatti, si sono chiusi con il parziale di 25-23, mentre il terzo 25-20. La differenza sul finale l’ha fatta la gestione dei palloni decisivi da parte di Michele Baranowicz, MVP di Gara3, e l’esperienza di Bartosz Kurek, che mette in saccoccia 12 punti, con quella di Zaytsev, a quota 14. Il PalaEvangelisti è il teatro della sfida che ha deciso lo Scudetto a favore di Macerata. Ancora una volta, Perugia parte bene vincendo il primo set, ma la Lube non vuole prolungare ulteriormente il match. Dopo aver recuperato ed essersi portata in vantaggio 2-1, la squadra di Giuliani reagisce di forza, fino ad arrivare a un quarto parziale infinito, chiuso sul 33-35 con un muro finale su Atanasijevic. Arriva così il terzo Scudetto di Macerata, ultimo con questa denominazione prima del trasferimento a Civitanova Marche.
La finale 2013/2014 ha segnato l’ingresso di Perugia come protagonista del campionato italiano: iniziata con l’obiettivo Playoff, la stagione del club di Sirci ha stupito andando oltre le aspettative, battendo la ben più affermata Piacenza in semifinale prima di arrivare a un passo dal titolo. A dare spettacolo tra le fila perugine è sicuramente il giovane Aleksandar Atanasijevic, rivelazione della stagione: al suo primo anno in Italia si afferma come capocannoniere della Regular Season, scalzando nomi più esperti come Giulio Sabbi e lo stesso Zaytsev e superando spesso i 20 punti a partita. La freschezza dell’opposto serbo, però, unita all’esperienza del 41enne Goran Vujevic, non basta a fare l’impresa contro una squadra già consolidata. Nelle fila di Macerata, invece, Zaytsev ha chiuso una stagione da trascinatore con 77 punti solo nelle Finals, prima di trasferirsi in Russia. Lo schiacciatore italiano ha preso per mano la squadra nei momenti di difficoltà, riuscendo a trovare la giusta chiave per portare Civitanova alla vittoria. Al carisma dell’allora 25enne si aggiunge la fisicità straripante di Kurek, difficilmente contenibile per gli avversari (63 punti e 10 muri punto nelle Finals). Baranowicz completa la diagonale della Lube: con la sua regia riesce a gestire i tanti campioni presenti nel roster marchigiano. Tra i protagonisti anche Marko Podrascanin, ancora in servizio a Macerata, premiato MVP. Infine, all’allenatore Giuliani va il merito di aver saputo gestire le pressioni di una piazza che voleva il titolo dopo due anni di digiuno.

STAGIONE 2017/2018: PRIMO STORICO SCUDETTO DI PERUGIA
Le Finali della stagione 2017/2018 rimarranno nella storia di Perugia: al termine di un’annata perfetta, con il primo posto in Regular Season e la vittoria di Supercoppa e Coppa Italia (entrambe conquistate proprio contro Civitanova), la formazione umbra alza il primo storico Scudetto davanti ai propri tifosi dopo una serie decisa alla quinta e decisiva gara contro i marchigiani, completando uno storico Triplete riuscito a poche squadre. In poco tempo, il club di Sirci è passato dall’essere una novità nel campionato italiano a diventare una nuova forza, stabile nelle posizioni che contano.
Perugia parte forte vincendo Gara1 tra le mura di casa del PalaBarton. Trascinata da Zaytsev, giunto a Perugia nel 2016 dopo due anni in Russia, Atanasijevic e Aaron Russell, devastanti in attacco con il 40%, il 53% e il 55% di efficienza, la squadra del Presidente Sirci impone il suo ritmo su Civitanova, che prova a riaprire la partita vincendo il terzo parziale, ma crollando poi nel quarto. E’ in Gara2 che la Lube si prende la sua rivincita, portandosi a casa la sfida al tie-break. Il match era iniziato, però, con Perugia che aveva ripreso da dove si era interrotta nell’incontro precedente, ovvero una vittoria convincente del primo e del secondo set. All’Eurosuole Forum si riparte nel terzo set con la Lube abile a prendere il controllo del match, dominando infine il tie-break, trascinata da Osmany Juantorena e da Dragan Stankovic, MVP della partita. Si arriva quindi in Gara3 in situazione di parità: spronata dal tifo dei propri sostenitori, Perugia non sbaglia e si aggiudica il terzo incontro della serie, anche grazie a una prestazione magistrale di Luciano De Cecco. La formazione di Medei lotta fino alla fine del quarto set, riuscendo sempre a superare la soglia dei 20 punti senza però andare mai ai vantaggi. Tornati all’Eurosuole, la Lube sfodera una prestazione di altissimo livello, con una prestazione al servizio che mette in difficoltà i ricevitori avversari. Nonostante un secondo set strappato da Perugia ai vantaggi, Civitanova controlla agevolmente il match, rimandando l’appuntamento con il Tricolore alla sfida decisiva. Gara5 è senza storia: in un PalaBarton sold-out, la Sir gioca la partita perfetta. I set sono combattuti punto a punto, con il terzo che termina 27-25, ma il sestetto di Bernardi è chirurgico nei momenti decisivi e non lascia spazio agli avversari. Con un secco 3-0 Perugia alza quindi il suo primo Scudetto della storia, incoronando una stagione da dominatrice assoluta.

Zaytsev-Atanasijevic, ancora loro. A differenza delle Finali Scudetto precedenti, però, dove giocavano in due schieramenti differenti, nel 2018 sono compagni di squadra. Quindi, chi scegliere? Da un lato il campione italiano, leader con esperienza e carisma che tiene unito il gruppo, dall’altro il giovane serbo, che, al suo quinto anno a Perugia, si è già affermato come protagonista del campionato italiano. Con due giocatori così a disposizione, la scelta su chi tenere in panchina è difficile; per ovviare al quesito, Coach Bernardi decide di schierarli entrambi: lo “Zar” in posto quattro per farlo convivere con il “Bata” in posto 2. I numeri delle finali premiano la scelta dell’allenatore: le Finali che hanno consegnato a Perugia il primo Scudetto della storia, infatti, portano il nome di Atanasijevic e Zaytsev: i due terminali offensivi della Sir hanno messo a segno 154 punti in due (106 solo del serbo), ma non solo! Al servizio, sono oltre 20 gli ace collezionati dai due nell’intera serie, in particolare 8 dall’italiano e 18 dal serbo. A impreziosire il roster umbro, c’è anche De Cecco: le sue abilità sono ben note, ma nelle cinque partite ha dato spettacolo trasformando ogni ricezione e difesa in una alzata perfetta per i suoi attaccanti, tra cui un devastante Russell oltre ai due sopracitati, facilitato anche da una ricezione sempre precisa di Colaci. In particolare, la sua capacità di smarcare i centrali è stata fondamentale: Anzani e Podrascanin, arrivato a Perugia nella stagione 2017/2017, hanno messo a segno 53 attacchi vincenti (28 e 25). Per Civitanova, il leader tecnico è stato Juantorena, che, nonostante i problemi fisici, ha trascinato i suoi a suon di punti, 88 in totale nelle cinque gare. Se dall’altra parte della rete, l’opposto ha dato spettacolo, il pari ruolo della formazione di Civitanova non ha sfigurato: come il collega, Tsvetan Sokolov ha spesso risolto situazioni spinose, mettendo a segno 98 punti. Sottorete, invece, alla fantasia di De Cecco si contrappone la precisione chirurgica di Micah Christenson, al suo terzo campionato in Italia.

STAGIONE 2018/2019: LA RIMONTA DELLA LUBE AL TIE-BREAK DI GARA5
A solo un anno di distanza dal primo Scudetto di Perugia, le due compagini si ritrovano in Finale per la terza volta nella storia dei due club. Quella del 2018/2019 è senz’altro una delle finali più incredibili della storia recente della SuperLega: Civitanova, infatti, non solo si prende la rivincita dall’anno precedente, ma lo fa dopo una Gara5 che sembrava ormai persa, rimontata da uno svantaggio di 2-0 e decisa al quinto set. Perugia sfiora il titolo dopo aver vinto Coppa Italia e Regular Season a favore di una Lube che pochi giorni dopo avrebbe alzato anche la Champions League.
Le Finals 2018/2019 hanno visto rispettarsi il fattore campo fino a Gara5, dove a infrangerlo nel momento decisivo è stata la Lube al PalaBarton. I risultati delle prime quattro sfide, infatti, vedono la squadra di casa imporsi nettamente sull’avversaria, che non riesce mai a conquistare un set (a eccezione di Perugia in Gara2). Il primo incontro, giocato sul taraflex umbro, è a senso unico: i padroni di casa, trascinati da un incontenibile Wilfredo Leon (al primo anno in Italia), annichiliscono la Lube in poco più di un’ora (25-13, 25-18, 25-18), incapace di contenere servizio e attacco degli avversari. Sembrava l’inizio di un monologo di Perugia verso la vittoria del secondo scudetto consecutivo, ma, come si sa, ogni partita delle Finals è a sé e i pronostici non reggono. Dopo la brutta sconfitta in Gara1, Civitanova rientra tra le mura amiche dell’Eurosuole, dove scende in campo agguerrita per pareggiare la serie. Si ripete lo stesso copione della sfida precedente, ma a maglie invertite: Robertlandy Simon domina a rete, servito da un preciso Bruno, e Perugia soffre in ricezione. Nonostante i tentativi di Atanasijevic, la Sir vince soltanto il secondo set, prima di soccombere definitivamente alla potenza marchigiana. Ed eccoci arrivati a Gara3: i Block Devils tornano a far vedere quanto messo in campo in Gara1. Al PalaBarton, Leon è incontrastabile al servizio (tre gli ace) e la regia di De Cecco è impeccabile. Avanti 2-1 nella serie, Perugia ha ora il match point decisivo per la vittoria dello scudetto. In una partita da ‘dentro o fuori’, è la Lube a essere perfetta: in quella che sarebbe potuta essere la sfida decisiva per il titolo, la Sir non riesce a prendere il ritmo, schiacciata da una arrembante Civitanova guidata da Sokolov, Juantorena, Yoandy Leal, implacabili. E’ dunque tutto rimandato a Gara5, giocata a Perugia. Ancora una volta è la squadra di casa a portarsi in vantaggio di ben due set. Il PalaBarton, però, pronto a festeggiare, non ha ancora fatto i conti con una Civitanova che non si è mai data per vinta, nonostante lo svantaggio. Nel terzo set la squadra di Ferdinando De Giorgi cambia marcia, dominando il set 25-12. Da quel momento l’inerzia passò totalmente ai marchigiani: la Lube vince quarto e quinto set, completando una rimonta dopo più di due ore e mezza di gioco che ammutolì Perugia.

In una rimonta come quella di Civitanova ai danni di Perugia sono tanti i protagonisti che hanno dato spettacolo. Chi ha creduto più di tutti nel titolo, nonostante lo svantaggio che sembrava irraggiungibile, è stato Juantorena, premiato come MVP delle Finali. Lo schiacciatore italiano ha ricompattato lo spogliatoio dopo la scottante sconfitta in Gara1 e ha preso per mano la sua squadra nel momento decisivo, mettendo a segno 16 punti solo in Gara5 con una positività del 57% in attacco. Un altro giocatore fondamentale per i marchigiani è stato Simon: la sua capacità di spostare gli equilibri a muro, unita ad attacchi imprendili (80% di positività solo in Gara5), fu la chiave per mandare in tilt il sistema difensivo di Perugia. L’altra potenza di fuoco della Lube è Leal, fondamentale nel dare equilibrio e potenza all’attacco di De Giorgi, coordinato magistralmente da Bruno. Il peso dell’attacco, però, passa soprattutto dalle mani di Sokolov, top scorer di Gara5 con 19 punti messi a segno e una positività in attacco del 71% L’allenatore italiano, inoltre, subentrato a stagione in corso, ha ridato fiducia al gruppo, accompagnandolo alla conquista dello Scudetto e poi della Champions League. Se nella rosa della Lube, la scena l’hanno presa Juantorena, Simon e Sokolov, in quella perugina è Leon a catalizzare l’attenzione su di sé. Al primo anno in Italia, lo schiacciatore cubano naturalizzato polacco ha giocato una finale monumentale, con 85 punti segnati, di cui 20 solo in Gara5, e 15 ace. Se si pensa a Perugia non si può dimenticare il simbolo della Sir: Atanasijevic, imboccato da De Cecco, è sempre presente nei momenti caldi, anche se in Gara5 cala d’intensità.

STAGIONE 2020/2021: CIVITANOVA TRAVOLGE PERUGIA
Dopo una stagione in cui lo Scudetto non è stato assegnato a causa della pandemia di Covid-19, si torna in campo nel 2020/2021 in un’edizione unica giocata in palazzetti deserti senza il calore del pubblico. Per la terza volta consecutiva, all’atto finale sono Perugia e Civitanova ad affrontarsi sul taraflex, con la Lube che ha ancora cucito sul petto quello del 2019. Tricolore che rimarrà anche sulla divisa della stagione successiva, grazie alla vittoria dei marchigiani in una Finale decisa in quattro gare.
Perugia e Civitanova arrivano in Finale scudetto dopo un’annata non lineare, che ha visto l’esonero di entrambi gli allenatori a stagione in corso: De Giorgi viene sostituito da Gianlorenzo Blengini alla Lube, mentre Carmine Fontana prende il posto di VItal Heynen alla Sir. Nonostante il vantaggio del campo in Gara1 (seppur teorico senza tifosi), Perugia subisce subito l’aggressività marchigiana, chirurgica nei finali di set. E’ dopo questa sconfitta che il Presidente Sirci solleva clamorosamente Heynen dall’incarico, affidando la squadra a Fontana, vice del belga, per il resto della serie. La decisione sembra pagare: in una maratona durata cinque set, la reazione di Perugia è immediata. Leon si carica la squadra sulle spalle nei momenti decisivi del tie-break. D’altro canto, la Lube spreca diverse occasioni nel terzo set, permettendo agli avversari di pareggiare i conti nella serie. L’inerzia dell’improvviso cambio in panchina, però, non dura molto: in Gara3 è Civitanova ad avere il controllo di tutto il match mostrando una pallavolo perfetta contro una squadra che sembra senza idee, travolta dal servizio di Simon e dagli attacchi di Juantorena. Il copione non cambia in Gara4, se non per il fatto che Perugia riesce a strappare un set; troppo poco, però, per impensierire una Lube molto solida e determinata. Simon mette il sigillo finale con una prestazione dominante a muro, regalando alla Lube il suo sesto scudetto, il secondo consecutivo vinto contro Perugia.

In una finale a senso unico, sono Simon e Juantorena a dar lustro all’attacco di Civitanova. Il centrale è ancora una volta monumentale, chiudendo la serie con statistiche da attaccante laterale. Per citarne alcune: 60 punti segnati nelle quattro gare e 43 attacchi vincenti. A essere premiato, nuovamente, come MVP è però lo schiacciatore italiano, che si conferma come uomo delle finali con 59 punti. Menzione d’onore anche per De Cecco, che per la prima volta si trova ad affrontare gli ex compagni di Perugia nelle Finals. Il palleggiatore argentino distribuisce il gioco con freddezza e intelligenza, non facendosi travolgere dalle emozioni di giocare contro quella che è stata la sua squadra per sei anni. Non si può dimenticare neanche Blengini, che, subentrato a De Giorgi a stagione in corso, ha il merito di compattare il gruppo e trascinarlo verso la conquista del Tricolore. In una stagione difficile per la Sir, invece, l’ultimo a mollare è Leon, spesso l’unico in grado di penetrare il muro marchigiano. Le sue prestazioni al servizio hanno tenuto in vita Perugia, soprattutto in Gara2 dove ha messo a segno 5 ace, ma la sua solitudine offensiva è evidente. Oltre allo schiacciatore, anche Sebastian Solé è stato tra i giocatori più positivi con 35 centri messi a segno. Atanasijevic, assente nei Playoff fino a Gara2, conclude l’ultima stagione con 42 punti.

STAGIONE 2021/2022: CIVITANOVA NELLA STORIA DELLA PALLAVOLO ITALIANA
Quinto capitolo della saga Scudetto tra Perugia e Civitanova. Ancora una volta è la formazione marchigiana ad alzare il Tricolore al termine di una serie lunga quattro gare e conclusa davanti al pubblico di casa. La Lube conferma lo status di ‘bestia nera’ per la Sir, che ha perso quattro delle cinque finali giocate contro i marchigiani. La compagine umbra, dominatrice della Regular Season e vincitrice della Coppa Italia, non riesce poi a concretizzare nelle partite che contano. Con questo successo, l’ultimo nelle Finali Scudetto, la Lube sale a sette Tricolori vinti nella sua storia.
La prima delle quattro gare che hanno deciso il titolo della stagione 2021/2022 è di scena al PalaBarton. Perugia parte col freno a mano tirato: la Lube si aggiudica il primo set lasciando gli umbri a 17. La Sir reagisce subito portandosi in vantaggio di ben due parziali, con il secondo vinto ai vantaggi. Ancora una volta, però, come già accaduto in diverse sfide Scudetto nel corso degli ultimi anni, la squadra umbra si perde nel set decisivo, facendosi rimontare da Civitanova, guidata ancora una volta da Simon. Il fattore campo viene subito ribaltato e la Sir ne esce ancora ammaccata. La situazione non migliora all’Eurosuole Forum, dove i padroni di casa infliggono un pesante 3-0. Nonostante il punteggio netto, però, Perugia lotta fino alla fine, soprattutto nel secondo set finito ai vantaggi (29-27). Tuttavia, la Lube ha più soluzioni, con il solito Simon, Zaytsev (tornato a Civitanova), Ricardo Lucarelli che insieme hanno totalizzato 34 punti in Gara2. Un barlume di speranza viene acceso nel terzo incontro della serie con la vittoria di Perugia in casa. Dopo aver perso il primo set ai vantaggi, la squadra di Nikola Grbic ribalta l’inerzia del match, trascinata in attacco da Leon e Matt Anderson, mentre il muro perugino finalmente riesce a contenere Simon. La serie si riapre: 2-1 per la Lube. Dopo la sconfitta, Civitanova non si lascia più scappare il titolo e, davanti al proprio pubblico, gioca l’ennesima partita perfetta. Perugia appare tesa e fallosa, specialmente al servizio. I padroni di casa, invece, sono una macchina perfettamente funzionante: Simon chiude la sua esperienza in maglia Lube con una prestazione da 10 punti e il premio di MVP. È il terzo scudetto consecutivo per la Lube, il quarto vinto contro Perugia in finale.

Termina con un altro scudetto, l’avventura di Simon a Civitanova, durata quattro anni. Il centrale gioca ancora una Finale con percentuali altissime (in Gara4 chiude con il 73% di positività in attacco) e viene premiato con l’ennesimo titolo di MVP. Accanto al cubano, l’innesto di Lucarelli porta l’esperienza e l’equilibrio necessari nei momenti di massima pressione, specialmente in Gara1 e Gara2. Rimanendo sempre in Sudamerica, non si può tralasciare la mente di Civitanova: ancora una volta, De Cecco si dimostra il “computer” della squadra. La sua capacità di innescare Simon anche con ricezioni imperfette rese vana ogni tattica difensiva di Perugia. Dopo aver terminato la Regular Season con il miglior attacco e il miglior servizio del campionato, la Sir stecca nel momento decisivo per il titolo (12 errori dai nove metri solo in Gara4 a fronte di soli 2 ace). Leon non riesce a essere decisivo come lo è stato in altri momenti. Da ricordare anche la prima stagione a Perugia di Simone Giannelli, durante la quale ha cercato di dare un’identità diversa alla squadra. Nonostante la sua regia, la Sir soffre la mancanza di alternative quando Leon viene arginato. La sconfitta, inoltre, porta all’addio di Grbic a fine stagione.

STAGIONE 2025/2026: UNA FINALE TUTTA DA SCRIVERE
Ed eccoci qua al sesto atto di una rivalità ormai diventata storica, che però non si vedeva da ben tre anni. Le due squadre arrivano alle Finali in condizioni diverse: da un lato, Perugia ha dominato la Regular Season con 20 vittorie in 22 gare disputate, dall’altro la Lube è protagonista di una stagione meno lineare, conclusa al sesto posto.
I Block Devils arrivano quindi alla Finale Scudetto da favoriti, avendo dominato la Regular Season, conclusa al primo posto con 10 punti di vantaggio sulla seconda, la Rana Verona. La marcia di Perugia continua poi nei Playoff, dove la Sir ha superato Monza ai quarti e Piacenza in semifinale con due serie da 3-0. Dall’altra parte della rete troviamo una Lube autrice di una Regular Season in chiaro-scuro, fatta da alti e bassi che ne hanno caratterizzato il campionato, soprattutto in trasferta. Civitanova ha espresso il suo massimo livello però nei Playoff, eliminando prima Trento ai quarti in una serie da tre gare e poi la Rana Verona in rimonta, chiudendo la serie in quattro gare.

Nella stagione che si concluderà con la Finale Scudetto, sono stati tanti i protagonisti che hanno deciso il finale delle due squadre. Per Perugia non si può non nominare Giannelli, sempre impeccabile e preciso. Le mani del regista azzurro hanno servito palloni per Kamil Semeniuk, Oleh Plotnytskyi e Ben Tara, premiato come MVP delle semifinali, i terminali offensivi più prolifici degli umbri. Per Civitanova, invece, Aleksandar Nikolov e Mattia Bottolo hanno giocato una stagione da assoluti protagonisti, con lo schiacciatore italiano che ha trovato continuità in ricezione e in attacco, diventando il partner perfetto per il bulgaro. Darà sicuramente spettacolo anche il solito Podrascanin, che affronterà la sua ex squadra. Ma questi sono solo alcuni esempi delle stelle in campo, senza citare ancora Balaso, Gargiulo, Loeppky e Boninfante. O ancora Colaci e Russo e via dicendo…
Come abbiamo visto ripercorrendo i precedenti tra le due formazioni, poi, le Finali sono un discorso a sé: più volte, infatti, Perugia è partita con il favore del pronostico per non riuscire a concretizzare nei momenti decisivi.
In attesa che sia il campo a parlare, però, tre protagonisti indiscussi delle Finali tra Perugia e Civitanova hanno deciso di fare una reunion…
Di Volley News
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