È finalmente tempo di Finale Scudetto, una splendida cornice per una Superlega che ha saputo regalare emozioni e spettacolo anche in questa stagione. E se Perugia ha giocato ogni singola gara con il pronostico a favore, un plauso va fatto a Civitanova che da sesta, con grande merito, ha saputo ribaltare ogni fattore e imporsi su una Trento incerottata ai quarti e su Verona in una combattuta semifinale.
Tempo per preparare al meglio questi match lo hanno avuto entrambe le squadre, sia dal punto di vista fisico che mentale, ora si tratta solo di infilarsi in quel tritacarne di gioie, passioni, dolori che sono le Finali e vedere chi ne uscirà fuori vincitore. Ma vediamo un po le caratteristiche delle due squadre, i punti di forza e quelli che potrebbero saltare nei finali di set concitati!

SIR SUSA SCAI PERUGIA
Perugia è squadra solida, con giocatori abituati a cibarsi di pressione e che danno del tu alla vittoria. La battuta è certamente un fondamentale usato per spingere tanto, soprattutto in casa, ma uno dei veri punti di forza è la ricezione, gestita da Colaci in versione direttore d’orchestra, che garantisce equilibrio e permette a Giannelli di scegliere al meglio la sua strategia. Ben Tara e Plotnytskyi sono i due terminali principali, con la possibilità di forzare e sbagliare di più, ma occhio a Semeniuk e Russo, sempre in grado di spaccare un set in due.
Con Giannelli in regia l’attacco vola a velocità supersonica, alternando i tre laterali e inserendo quando possibile la combinazione primo tempo/pipe. Qualche momento altalenante c’è, specie con Ben Tara, ma il valore di questo reparto è di primissimo livello grazie anche all’imprevedibiltà del duo di banda. Al centro Russo è garanzia di rendimento, alternato al duo Solè-Crosato, con il primo più esperto e sfruttato in attacco, il secondo più concreto a muro.
Proprio a muro Perugia potrebbe concedere qualcosa dove paga laterali non altissimi e ha ogni tanto la tendenza a sbracciare. Occhio però a chiudere il colpo, Russo e compagni in questi casi non perdonano!
Insomma, punti deboli pochi e una capacità innata di giocare a occhi chiusi le gare che contano, in più vincere sarebbe un ottimo trampolino di lancio per le Finals di Champions League di Torino.

CUCINE LUBE CIVITANOVA
Civitanova è una squadra molto diversa, con Nikolov bomber di razza a prendersi le responsabilità maggiori nei momenti caldi del match. Il servizio è più temibile di quello perugino, con Nikolov e Bottolo sempre pronti a far viaggiare il pallone, ma occhio anche a Loeppky, che potrebbe essere il vero ago della bilancia di questa finale. Attenzione anche agli errori dalla linea dei nove metri che potrebbero appesantire la performance dei cucinieri.
La ricezione è l’anello debole della squadra, con Balaso che deve tenere serrate le fila per permettere a Boninfante di non correre troppo per il campo con il rischio di perdere lucidità. Bottolo è il giocatore che può dare qualcosa in più, Nikolov invece, quando riceve, diventa il target numero uno per i battitori avversari.
È stato messo molto in discussione nel corso della stagione, eppure Boninfante fa attaccare i suoi martelli con un ottimo 53% nei playoff. Ogni tanto qualche palla corta rimane, ma nei momenti caldi è sempre molto lucido e ha un Nikolov che si nutre di adrenalina e palloni importanti. Come dicevamo prima, però, il termometro della squadra è Loeppky, forse poco appariscente ma gran trascinatore contro Verona in semifinale.
Fondamentale top il muro, dove i laterali sanno essere molto pericolosi e tutta la squadra può contare sulle capacità di lettura e gestione dell’ Highlander Podrascanin che, dopo una stagione in panca ad osservare le difficoltà di D’Heer e Tenorio, si è preso la scena dando un valido contributo anche in attacco.
Insomma, la Finale Scudetto si preannuncia ad alto contenuto di spettacolo, divertimento ed adrenalina, ma se dovessi fare un pronostico secco, Perugia resta favorita per la vittoria finale. Forse addirittura in tre sole gare.
Di Paolo Cozzi
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