Si è conclusa con una rissa sfiorata l’ultima decisiva partita del campionato sudamericano, che ha visto affrontarsi le imbattute Brasile e Argentina. Il risultato finale è stato un secco 3-0 (25-20, 25-23, 25-20) inflitto dalla Seleção agli avversari. L’esito del match ha permesso anche alla nazionale verdeoro di centrare la qualificazione diretta per le Olimpiadi di Los Angeles 2028.
Dopo essersi scambiati provocazioni sotto rete per tutta la partita, caduto l’ultimo pallone brasiliani e argentini sono andati decisamente oltre venendo a contatto. A innescare la miccia è stato Darlan che, mentre i suoi compagni si abbracciavano a centro campo, si è girato verso gli avversari facendo ‘ciao ciao’ con la mano in modo irriverente e ripetuto. Gli argentini altro non aspettavano, sono passati quasi tutti sotto la rete con fare minaccioso e lì fortunatamente si sono fermati. Più di qualcuno se l’è cantata muso a muso, il peggio è stato evitato anche grazie ai tempestivi interventi di De Cecco da una parte e Bernardinho dall’altra, oltre che del primo arbitro Stefano Cesare e del resto delle panchine, che hanno allontanato i giocatori più nervosi e spento, seppur a fatica, una situazione che poteva seriamente degenerare.
LA VERSIONE DI DARLAN
Le motivazioni che hanno spinto Darlan a salutare gli avversari con la mano sembrano essere le provocazioni ricevute durante la partita, come ha poi spiegato il giocatore all’emittente TV Globo: “Eravamo nel terzo set, in un momento buono per noi, e loro hanno iniziato a provocarci, perché questo è il loro modo di giocare. Abbiamo dimostrato grande resilienza e non ci siamo lasciati condizionare troppo. Alla fine, però, ho dovuto rispondere per le rime. Non avevo scelta, così ho fatto il gesto di salutare con la mano. Che ci vuoi fare? Fa parte del gioco. È così che si reagisce, abbiamo giocato una bellissima pallavolo e siamo riusciti a portare a casa la vittoria per 3-0“.
LE IPOTESI DI ATTACCHI OMOFOBI
La situazione non è ancora stata chiarita ufficialmente dalla Federazione, ma altre parole al termine del match, nello specifico di Adriano, hanno sollevato poi ipotesi di insulti omofobi. L’autore del punto della vittoria è scoppiato in lacrime quando ha raccontato in un’intervista all’emittente GE TV il periodo difficile che ha vissuto negli ultimi mesi, segnato da attacchi omofobi in seguito ai risultati non soddisfacenti della Nazionale. “La squadra merita i complimenti, abbiamo lavorato duramente per questo. Non è andata bene nella VNL: è stato un momento molto difficile per me, per Maique, per Pureza, per Douglas Souza… per tutti. Siamo stati bersaglio di un odio che non dovrebbe esistere per nessuno. Abbiamo sofferto molto in quel momento“, afferma citando gli altri tre compagni che hanno dichiarato pubblicamente la loro omosessualità. “Oggi piangiamo, ma sono lacrime di gioia perché abbiamo attraversato un periodo molto difficile, abbiamo lottato duramente, non ci siamo arresi. Oggi siamo diventati campioni, ci siamo assicurati il nostro posto e continueremo a lottare, sia in campo che fuori“. Tra le ipotesi spunta, quindi, anche quella di insulti e gesti di carattere omofobo nelle presunte provocazioni degli argentini durante la partita. Ad ora, però, rimangono solo ipotesi, perché quello che si sono detti in campo possono saperlo solo i giocatori.
Di VolleyNews
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