Foto: Rubin - Zani / LVF

Quanto vale lo sport in Italia? E la pallavolo? Lo dice il Rapporto SIAE

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Il sistema dello spettacolo, dell’intrattenimento e dello sport in Italia consolida il proprio, importante peso nell’economia del Paese, registrando anche una crescita della spesa a fronte di volumi sostanzialmente stabili: è questo, in sintesi, quanto emerge dal Rapporto SIAE 2025, che fotografa un ecosistema capace di rafforzarsi sul piano economico, pur dentro una fase di trasformazione dei consumi culturali e di selezione dell’offerta.

Nel corso dell’anno sono stati realizzati 3.343.656 eventi, con 253.067.237 spettatori e una spesa complessiva di 4.299.846.591 euro, in aumento del 7% rispetto al 2024. A fronte di una leggera riduzione degli eventi (–0,8%) e di un pubblico che si è mantenuto costante (–0,1%), il sistema mostra una crescente capacità di generare valore.

Migliorano, infatti, tutti i principali indicatori economici e la spesa media per spettatore sale a 16,99 euro (+7%). Il quadro restituisce l’immagine di un mercato più maturo, che riduce la dispersione e valorizza spesso le esperienze proposte. Il 2025 conferma anche una trasformazione della domanda culturale: il pubblico resta stabile, ma si redistribuisce tra i diversi comparti. Arretra leggermente nei grandi settori della partecipazione di massa più “quotidiana”, mentre cresce nelle esperienze dal vivo ad alta intensità come concerti, teatro e alcuni eventi sportivi. Questa ricomposizione suggerisce una linea chiara: il pubblico premia sempre più le esperienze uniche, non facilmente sostituibili, capaci di generare coinvolgimento, appartenenza e qualità percepita.

LA GEOGRAFIA DEL DIVERTIMENTO
La geografia dell’intrattenimento italiano, dai dati SIAE, continua a ruotare attorno ai grandi poli del Centro-Nord: Lombardia, Lazio ed Emilia-Romagna concentrano insieme il 39,6% degli spettacoli, il 44,2% degli spettatori e soprattutto il 49% della spesa nazionale. La Lombardia, in particolare, si conferma il principale perno del sistema e detiene anche la spesa media per spettatore più alta d’Italia. Allo stesso tempo, il Mezzogiorno si segnala come l’area più dinamica sul piano della crescita, il Sud e le Isole salgono anche su eventi e pubblico. È un dato che segnala un”espansione della partecipazione e del valore anche fuori dai poli storicamente dominanti.

NEL DETTAGLIO
I concerti superano per la prima volta il miliardo di euro (1,16 miliardi, +17,5%) e confermano il ruolo di principale motore economico dello spettacolo, con il 27% della spesa totale. I cinema tengono sul piano economico (539,9 milioni), ma perdono pubblico (–2,3%), facendo registrare anche il ritorno in classifica dei film italiani, con 4 titoli nella top ten, mentre il teatro cresce in tutti gli indicatori: 154.900 spettacoli, 29,7 milioni di spettatori e 641 milioni di euro (+10,8%). Negli altri settori, invece, mostre e parchi tengono i livelli di spesa, mentre le fiere crescono (+7,1%) rafforzando ulteriormente il loro ruolo di piattaforme economiche e culturali.

E LO SPORT?
Il calcio resta dominante (oltre il 70% della spesa) e gli sport individuali accelerano (+13,6%), trainati dal boom del tennis (+30,7% spettatori). Il quadro dello Sport nel Rapporto SIAE 2025, infatti, restituisce un sistema articolato in tre grandi direttrici: il predominio strutturale del calcio, il profilo “premium” degli sport individuali, con il tennis in prima fila, e la crescita compatta degli altri sport di squadra. Insieme, queste componenti raccontano un comparto che continua a trasformarsi, sostenuto dai grandi eventi internazionali, dalla forza attrattiva delle competizioni professionistiche e dalla sua capacità di generare valore economico e impatto.

QUALCHE NUMERO DELLO SPORT
Ecco qualche curiosità e dei numeri sulle dimensioni del fenomeno dello sport in Italia: 873,3 milioni in euro è la spesa del pubblico (+5,3% rispetto al 2024, di cui 626,2 solo nel calcio) con 37,7 milioni di spettatori (-0,1%). Gli spettatori nei due weekend della Formula 1 in Italia sono stati 530mila (+15%), 400.783 le presenze agli Internazionali d’Italia di tennis (+13,5%), 113.252 gli spettatori all’autodromo del Mugello per il weekend del Motomondiale (+10,2%), 66.459 la media delle presenze per il Sei Nazioni di rugby (+2,1%) e, infine, 39.268 sono stati gli appassionati sugli spalti dell’Allianz Stadium di Torino per la finale della Kings World Cup Nations.

IL CALCIO
Il calcio si conferma nel 2025 il settore largamente dominante del macro-aggregato Sport: da solo vale l’82,6% degli eventi sportivi totali, il 75,1% degli spettatori e il 71,7% della spesa complessiva. La spesa del pubblico raggiunge 626.246.807 euro (+3,1%), mentre gli spettatori si attestano a 28.319.326 e gli eventi rilevati a 63.187. La lieve flessione di spettacoli non riguarda le grandi serie professionistiche, ma riflette soprattutto l’aumento degli accessi gratuiti nel calcio dilettantistico. Sui volumi di pubblico incide anche il minor numero di competizioni europee giocate nell’anno nei grandi stadi, ma ciò non altera la centralità economica del comparto all’interno del settore. Un segnale da non sottovalutare, però, è la diminuzione degli spettatori nel 2025: pari all’1,6% per il calcio in generale, sale al 3,5% per le partite di Serie A, Serie B e delle competizioni internazionali. Un andamento in controtendenza rispetto ad altre discipline, in particolare rugby (+19,6%) e tennis (+30,7%).

GLI SPORT INDIVIDUALI
Se il calcio domina per volumi, gli sport individuali si confermano il segmento più forte sul piano del valore. Nel 2025 rappresentano appena il 3,9% degli eventi sportivi e il 6,5% degli spettatori, ma generano il 18,3% della spesa del macro-settore. Il comparto chiude l’anno con 2.962 eventi, 2.460.495 spettatori (+2%) e una spesa complessiva di 159.411.228 euro (+13,6%). Con una spesa media di 64,79 euro per spettatore, gli sport individuali risultano il comparto con il valore medio più alto del sistema dello spettacolo e dell’intrattenimento. Tennis e automobilismo raccolgono insieme il 65,6% degli spettatori e l’86,3% della spesa del comparto, con il tennis primo per pubblico (893.092 presenze, +30,7%) e l’automobilismo al vertice per spesa individuale (89,28 euro).

GLI ALTRI SPORT DI SQUADRA
Gli altri sport di squadra diversi dal calcio (basket, pallavolo, rugby e baseball) archiviano il 2025 con un bilancio in crescita su tutti i principali indicatori. Gli eventi salgono a 5.472 (+4%), gli spettatori a 5.260.132 (+2,3%), la spesa a 64.318.705 euro (+4,8%). Il settore vale il 7,2% degli eventi sportivi totali, il 13,9% degli spettatori e il 7,4% della spesa del macro-aggregato Sport: quote sostanzialmente in crescita o stabili rispetto al 2024, quando si attestavano rispettivamente al 6,6%, al 13,6% e al 7,4%, confermando la traiettoria di consolidamento del comparto. La spesa media per spettatore cresce leggermente, da 11,95 a 12,23 euro (+2,4%). L’affluenza media per evento scende ma in modo contenuto, da 977 a 961 spettatori (−1,6%), effetto pure della crescita dell’offerta più rapida rispetto a quella del pubblico. L’introito medio per evento aumenta da 11.670 a 11.754 euro (+0,7%). Crescono in modo deciso i locali attivi (da 433 a 473, +9,2%), gli organizzatori (da 440 a 455, +3,4%) e i comuni coinvolti (da 321 a 337, +5%). Da notare, poi, come oltre il 64% delle partite sia nel basket, il 30% nella pallavolo.

UN PO’ DI APPROFONDIMENTI
Dentro questo scenario ogni area dello Sport esprime una dinamica diversa. Nel calcio, Serie A, Serie B e calcio internazionale concentrano da soli 19.122.246 spettatori e 551.774.776 euro di spesa, pari all’88,1% della spesa dell’intero settore. Ma il comparto è un mosaico di economie diverse. Il basket guida per pubblico e spesa, 3.380.960 spettatori (64,3% del totale) e 39.597.308 euro (61,6%), ed è il rugby a raccontare la storia per certi versi più interessante: con soli 459.950 spettatori (8,7%) e poco meno del 5% sul totale delle gare, genera 11.944.118 euro di spesa (18,6% del comparto) e una spesa media per spettatore di 25,97 euro, più del doppio rispetto al basket (11,71 euro) e alla pallavolo (9,04 euro). Grazie alle partite dell’Italia nel Sei Nazioni, il rugby registra una spesa per spettatore paragonabile, e talvolta superiore, a quella degli eventi calcistici. La pallavolo presidia il 26,7% degli spettatori e il 19,7% della spesa. Il baseball chiude con lo 0,3% degli spettatori e lo 0,1% della spesa.

La distribuzione mensile dell’attività degli sport di squadra (a parte il calcio) è scandita dal calendario delle competizioni indoor e internazionali: i mesi estivi restano marginali, il cuore della stagione batte tra gennaio e marzo con un secondo picco a novembre. Il periodo da giugno ad agosto assorbe meno del 3% degli eventi e meno del 4% degli spettatori. Quasi metà del pubblico si concentra in presenza nella giornata della domenica.

Il Nord-Est è la macro-area che raccoglie più pubblico e spesa: 2.049.307 spettatori (+2,9%) e 24.607.225 euro (+1%), pari al 39% degli spettatori e al 38,3% della spesa nazionale del comparto. Il Nord-Ovest cresce in eventi (+11,3%) ma perde terreno in spesa (-3,6%, 18.788.638 euro), riflesso del calo del Piemonte (-27,7%) che viene compensato solo parzialmente dalla crescita della Lombardia. Il Centro cede eventi (-6,9%) e spettatori (-3,2%),
ma registra la seconda crescita di spesa più alta tra le macro-aree (+12,6%, 13.925.248 euro), trainata dall’exploit del Lazio e del rugby internazionale. Il Sud cresce su tutti i fronti: +10,3% di eventi, +15,1% di spettatori (460.081) e +19,4% di spesa (3.314.338 euro). Le Isole, trainate dalla Sicilia, crescono in spesa (+53,6%) e spettatori (+12%).

Oltre il 69% del pubblico è al Nord, ma è da notare come la Lombardia sia solo ottava nella classifica delle regioni per la spesa media negli sport di squadra diversi dal calcio, preceduta da Lazio, Sicilia, Valle d’Aosta, Emilia Romagna, Liguria, Sardegna, Friuli Venezia Giulia, seguita dal Piemonte e sotto la media nazionale di €12,23.

Grafica SIAE

LA PALLAVOLO COSA FA?
La Lega Volley Femminile ha fatto sapere che circa 600mila persone hanno riempito i palazzetti delle squadre di Serie A, mentre gli eventi organizzati dalla Lega hanno raggiunto quasi 40.000 persone (dai 4.500 spettatori accorsi alla Courmayeur Cup fino agli oltre 6.000 della Supercoppa di Trieste per concludere con lo storico record dell’Inalpi Arena di Torino, riempita da più di 25.000 persone nei due giorni delle Finali di Coppa Italia). Da segnalare la crescita della Serie A2 femminile, che ha aumentato di oltre il 13% il suo pubblico nei palazzetti. Per quanto riguarda il settore maschile, invece, e stringendo il campo soltanto alla massima categoria della pallavolo nazionale, la Lega Volley ha comunicato che la SuperLega ha continuato a migliorare i propri numeri anche nel 2025/26. La Regular Season ha fatto segnare un nuovo incremento di spettatori: dopo i circa 393.000 presenti del 2024/25, l’ultima stagione ha superato quota 395.000 presenze complessive, confermando una media molto vicina ai 3.000 spettatori per gara. La crescita è proseguita anche nei Playoff Scudetto, che hanno ulteriormente consolidato il rapporto tra il pubblico del volley e gli appuntamenti finali della stagione: la media spettatori per partita è salita dai 3.882 della stagione 2024/25 ai 3.946 del 2025/26. A questi dati si aggiungono gli eccellenti riscontri registrati durante gli eventi della Coppa Italia e della Supercoppa: la due giorni della Coppa Italia all’Unipol Arena di Bologna ha fatto segnare complessivamente oltre 18.000 spettatori presenti con il tutto esaurito in entrambe le giornate (entrambe sold-out con 9.100 spettatori), la Supercoppa al PalaTrieste ha visto 5.400 tifosi sugli spalti nelle semifinali e un sold-out per la finale, disputata davanti a oltre 6.100 spettatori.

In uno sport che cambia e sta cambiando, con sempre più attori e “forze” internazionali che entrano sulla scena anche locale, è evidente che i numeri del rapporto SIAE fotografano uno “stato di fatto”: la pallavolo cresce, ma resta alla ricerca di conferme, aperture, di uno sviluppo e dei suoi spazi, mentre l’attività sportiva e il modo in cui le persone ne usufruiscono, da praticanti o spettatori, si stanno evolvendo. Sono mondi che impareranno sempre di più a incontrarsi e a crescere insieme, anche per avvicinarsi ai nuovi scenari dello sport internazionale?

Ci si abituerà all’idea di uno sport sempre più evento ed “entertainment” per generare valore e convivere pure nel “piccolo” dei campionati nazionali con l’espansione delle leghe e delle discipline a stelle e strisce, con l’attività internazionale, i suoi calendari sempre più ingolfati e per sopravvivere a una sorta di globalizzazione dell’attività?

Di Dario Keller
(© Riproduzione riservata)

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