Oleh Plotnytskyi è una delle “anime” della sorprendente, per certi versi, nazionale ucraina che attualmente occupa il quinto posto della classifica nella Volleyball Nations League 2026, proprio davanti all’Italia (tra l’altro sconfitta di recente per 3-0).
Appena un paio di giorni fa, però, il CIO ha comunicato la revoca della sospensione del Comitato Olimpico Russo dalle manifestazioni internazionali con questa motivazione, come recita una comunicazione ufficiale: “La decisione è stata presa in seguito a un’analisi approfondita da parte della Commissioni Affari Legali del Cio, considerando che il Comitato olimpico russo non annovera più tra i suoi membri alcuna organizzazione sportiva regionale nei territori che rientrano nella giurisdizione del Comitato olimpico nazionale dell’Ucraina. Inoltre, il Comitato olimpico russo ha confermato di non svolgere, né di svolgere in futuro, alcuna attività in tali territori. Il Comitato esecutivo del CIO continuerà a monitorare attentamente la situazione relativa a eventuali attività del Comitato olimpico russo in questi territori e si riserva il diritto di adottare ulteriori misure qualora lo ritenga necessario“.
Un passaggio che riapre le porte anche delle Olimpiadi e dei Mondiali, pur se attualmente non è ancora stato definito se con la propria bandiera, l’inno e i colori nazionali, alle rappresentative della Russia. Un fatto sul quale Plotnytskyi, schiacciatore protagonista durante la stagione con la maglia di Perugia, ha voluto dire la sua, in maniera esplicita, attraverso un post su Instagram, chiamando in causa direttamente anche la FIVB, la sua comunicazione in linea con le indicazioni “passate” dal CIO e il mondo del volley…
Queste le chiare parole usate da Plotnytskyi, a cominciare dal titolo del suo post: “Mentre gli ucraini vengono uccisi, la FIVB ha deciso di riammettere la Russia“.
Che, poi, prosegue così: “La Russia ha lanciato la sua invasione su vasta scala dell’Ucraina il 24 febbraio 2022. Da allora, ha deliberatamente terrorizzato i civili, distrutto città, scuole, ospedali, abitazioni e impianti sportivi. Decine di migliaia di civili ucraini innocenti, tra cui centinaia di bambini, sono stati uccisi dalla Russia. E il numero reale è quasi certamente molto più alto. Milioni di ucraini hanno perso la propria casa, mentre centinaia di migliaia di edifici residenziali sono stati danneggiati o distrutti dagli attacchi russi, cancellando intere comunità dalla mappa. Eppure, la FIVB si appresta ad accogliere nuovamente gli atleti russi nel mondo della pallavolo internazionale. Ogni decisione volta a ripristinare il ruolo della Russia nello sport internazionale trasmette il messaggio che i crimini di guerra, le città distrutte, i bambini uccisi e le famiglie devastate possano alla fine essere ignorati. Lo sport non esiste al di fuori della realtà. Finché la Russia continuerà la sua guerra contro l’Ucraina, non dovrebbe esserci spazio per le squadre o gli atleti russi nelle competizioni internazionali. Questa decisione mina tutto ciò che lo sport dovrebbe rappresentare. Mi oppongo a ogni guerra, indipendentemente da chi la scateni. Lo sport deve essere sinonimo di pace, rispetto e dignità umana, non premiare chi li distrugge“.
Di Volley News
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