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Perugia, Lorenzetti felice per “Il Mondiale per Club, l’eredità, l’ace finale di Plotnytskyi”

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All’Inalpi Arena la Sir Sicoma Monini Perugia si è dimostrata inarrestabile e ha superato con il punteggio di 3-0 (25-19, 25-20, 26-24) la PGE Projekt Warszawa nella semifinale della CEV Champions League maschile.
Grazie a questo importante successo, la formazione campione d’Italia e del mondo allenata da Angelo Lorenzetti ha conquistato meritatamente l’accesso alla finale per il titolo, in programma domani 17 maggio alle ore 20.30, in diretta televisiva su Sky Sport (streaming disponibile anche su NOW) e DAZN.

Angelo Lorenzetti: “È stata una partita dove tutte e due le squadre non hanno spinto tanto in battuta e noi sapevamo che con loro, con Tillie che copre più di metà campo, bisogna trovare uno al mondo più bravo di lui difficilmente avremmo ricavato qualcosa e quindi siamo stati un po’ attendisti. Poi quando noi facevamo più cambio palla di loro nel secondo set, hanno sbagliato, mentre nel terzo set han fatto l’accelerazione che c’è stata tra virgolette fatale e erano delle belle battute. Sono convinto che i ragazzi potessero fare qualcosa di meglio, però insomma è la pallavolo e quindi bisogna essere contenti così e io sono strafelice perché, prima di pensare alla finale, Perugia è giocherà ancora il Mondiale per club e per questo sono grato ai giocatori”.

“Ma è soprattutto ai giocatori che il prossimo anno non ci saranno, che ci lasciano queste eredità, il concetto di eredità è un concetto che abbiamo frequentato in questi giorni e c’erano due step e questo era un qualcosa che magari a giocatori superficiali non poteva interessare e invece il concetto di eredità è un po’ come nella vita. Per noi genitori, per i nostri genitori, è un valore e quindi sono veramente grato e il prossimo anno su quell’aereo saremo più di 14”.

“Il finale del terzo set è stato un gran bel finale, perché non siamo stati mai sotto, però c’è stato che soprattutto a livello agonistico in quel momento loro ci stavano sopra e così sono contento perché anche lì è stato presente in un concetto molto importante della pallavolo. Vale a dire che quando giochi non fai tutto bene alla perfezione, non esiste. Plotnytskyi aveva fatto un giro in attacco di prima linea sicuramente non positivo, ma non è stato con la testa a quegli attacchi lì, è stato con la battuta ed è stato più protagonista di tutto l’arco dei tre set in battuta. Questo per un giocatore come lui, non dico che non l’abbia mai fatto, ma farlo in questo contesto secondo me è un ulteriore step di crescita e quindi me lo tengo. Dopo, insomma, so che quegli attacchi sul finale poteva farli meglio…”.

Dal nostro inviato Giuliano Bindoni
(© Riproduzione riservata)

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