Foto Instagram Cukurova Belediyespor

Lucia Bosetti torna in Turchia: “All’inizio avevo rifiutato, ma poi…”

DATA PUBBLICAZIONE
TEMPO DI LETTURA
più di 5 minuti
SHARE
SHARE
TEMPO DI LETTURA
più di 5 minuti

Di Alessandro Garotta

Mai come quest’anno il campionato turco femminile è sotto i riflettori in Italia: a catturare l’attenzione degli appassionati, inutile girarci intorno, è la presenza di Paola Egonu, al suo primo anno con la maglia del VakifBank. Ma la stagione di Sultanlar Ligi che prenderà il via la prossima settimana avrà tra le protagoniste anche altre giocatrici italiane, e non esattamente di seconda fascia: tra queste c’è anche Lucia Bosetti, l’ex schiacciatrice della nazionale che ha deciso di tornare in Turchia dopo l’esperienza dal 2014 al 2016 con il Fenerbahce, questa volta per vestire la maglia del Cukurova, neopromossa squadra di Adana. È su di lei e sulla sua scelta che si concentra la nostra intervista esclusiva

Lucia, com’è nata l’occasione di tornare in Turchia e cosa l’ha colpita maggiormente del progetto del suo nuovo club?

All’inizio non avevo intenzione di allontanarmi troppo da casa e da mio marito (il team manager della Lube Matteo Carancini, n.d.r.), al punto da rifiutare la proposta che mi era arrivata dal Cukurova. Poi, però, la prospettiva di mettermi in gioco, affrontando un’avventura stimolante e completamente diversa, mi ha fatto cambiare idea. È stata una trattativa lunga e complessa, ma alla fine è andato tutto per il verso giusto. Sono molto contenta di aver scelto questo club, che fin da subito mi ha colpito per la sua volontà di puntare su di me. E nonostante sia al suo primo anno in Sultanlar Ligi, questa squadra ha un progetto davvero interessante“.

Foto Instagram Cukurova Belediyespor

Un bilancio dei suoi primi mesi in Turchia?

Ormai sono qui da otto settimane e la stagione è pronta ad entrare nel vivo: lo scorso weekend abbiamo giocato tre partite di Coppa di Turchia, mentre il 2 novembre avrà inizio il campionato. Come d’altronde la Serie A italiana, dovremo affrontare un calendario fitto di impegni con due partite a settimana fino al termine del girone di andata, in programma per dicembre. Durante la preparazione non abbiamo potuto disputare tante amichevoli – se non un torneo due settimane fa – perché non ci sono molte altre squadre nei dintorni. Quindi, sarà normale incontrare qualche difficoltà nelle prime partite, ma sono convinta che durante il campionato riusciremo a crescere piano piano“.

Al di fuori del campo, come procede? Ci parli un po’ della vita ad Adana.

Tutto procede al meglio. Sicuramente l’impatto è stato meno traumatico rispetto a quello dell’esperienza al Fenerbahçe, anche perché i miei genitori sono venuti a trovarmi e mi hanno fatto compagnia per due settimane; inoltre, ho avuto la fortuna di conoscere altri italiani e in particolare mi riferisco allo staff della squadra di calcio di Adana, guidato da Vincenzo Montella. Qualche volta siamo andati a cena fuori e mi hanno aiutato ad ambientarmi più velocemente. Non è facile stare lontano da casa, ma cerco di tenermi occupata il più possibile in una quotidianità incentrata sul lavoro in palestra“.

Foto Instagram Cukurova Belediyespor

Quali sono i suoi obiettivi per questa stagione? E quelli del Çukurova?

Il mio obiettivo per questa stagione è di fare il meglio possibile, anche se a dire il vero non mi sono ancora fatta un’idea del livello del campionato turco. Ovviamente tutti conoscono le big, formazioni di altissimo livello che possono contare su diverse giocatrici straniere, ma devo ancora approfondire la conoscenza delle altre avversarie. Perciò, non avendo dei parametri di confronto, al momento faccio fatica a stabilire un obiettivo di squadra“.

Cosa le mancherà di più dell’Italia? E del nostro campionato?

Senza dubbio mi mancano mio marito, la mia famiglia e il cibo italiano. Quest’ultima è una mancanza non così poco rilevante quando sei all’estero: per esempio, in Turchia non trovo il prosciutto e per me è quasi una tragedia! Per quanto riguarda la Serie A, penso che non sia facile per noi italiani andare a giocare all’estero visto che abbiamo un campionato bello e competitivo, con squadre di alto livello, ottimi allenatori e buone giocatrici. Perciò, non è scontato trovare le giuste occasioni lontano dall’Italia“.

Foto Instagram Cukurova Belediyespor

Facendo un salto indietro, è reduce da una stagione alla Unet e-Work Busto Arsizio. Come giudica questa esperienza?

Penso che nel complesso sia stata un’annata positiva. Mi dispiace di averla terminata senza la palleggiatrice titolare e quindi con gli equilibri di squadra un po’ scombussolati: a mio parere avremmo potuto dire la nostra nei Play Off, ma in quelle condizioni ovviamente era tutto più complicato. Il rammarico più grande, però, resta l’eliminazione dalla Cev Cup, dove avremmo potuto giocarci le nostre carte fino alla fine. Purtroppo abbiamo sbagliato la partita in trasferta contro lo Stuttgart e le nostre avversarie hanno meritato di passare il turno. Invece, il momento più bello è stata la qualificazione alla Final Four di Coppa Italia“.

Com’è stato ritrovarsi in cabina di regia dopo gli infortuni di Jordyn Poulter e Sofia Monza? Quali sono state le difficoltà maggiori che ha dovuto affrontare?

Non è stato bello perdere una palleggiatrice come Poulter proprio nella volata finale: il nostro campionato sarebbe potuto terminare diversamente. Comunque mi sono divertita a giocare da alzatrice e penso che sia stata la cosa più entusiasmante di un’ultima parte di stagione davvero sfortunata. Non lo avevo mai fatto, anche se in allenamento ogni tanto provo le alzate perché come zona 6 può capitare di dover alzare. Le difficoltà principali che ho incontrato sono state le palle staccate, le penetrazioni (le azioni che compie l’alzatore quando dalla seconda linea va in prima linea per palleggiare, n.d.r.) e l’adattamento ad un ruolo completamente nuovo“.

Foto Unet E-Work Busto A.

Nella sua carriera non si è mai lasciata andare a polemiche, ma proprio l’anno scorso non è passata inosservata l’esultanza dopo la vittoria in Coppa Italia contro la Savino Del Bene Scandicci, quando si è girata verso il campo avversario facendo “ciao” con la mano. A chi era rivolto?

A questa domanda preferirei non rispondere proprio perché – come dici tu – non mi piace fare polemiche extra campo“.

A parte la breve parentesi da palleggiatrice della scorsa stagione, in carriera ha quasi sempre giocato come schiacciatrice-ricevitrice, dando equilibrio alle sue squadre e fornendo ampie garanzie in tutti i fondamentali. Cosa le piace maggiormente del suo ruolo?

Quello che mi piace maggiormente del mio ruolo è il fatto che la prestazione non si limita a un solo fondamentale: se magari non sono in giornata in ricezione o in attacco posso provare a farmi valere in altri aspetti del gioco e dare comunque un buon contributo alla squadra. Invece, per gli altri ruoli non è così, visto che agli opposti si chiede di essere incisivi soprattutto in attacco, ai liberi in difesa e ai centrali a muro“.

Foto Unet E-Work Busto A.

Non sono molte le schiacciatrici italiane con le sue caratteristiche. Secondo lei, c’è una spiegazione?

Non credo che ci sia una spiegazione specifica. Però, posso dire che personalmente ho sempre cercato di fare delle mie qualità un punto di forza, focalizzandomi su quello che mi riesce meglio e non provando a competere in altezza e forza con giocatrici più alte di me o dai mezzi fisici maggiori dei miei“.

In chiusura, quali sono i suoi piani per il futuro dopo la pallavolo?

Non so ancora cosa farò al termine della mia carriera. Mi piacerebbe restare nell’ambiente pallavolistico, ma non ho ancora deciso in quali vesti. Sicuramente la laurea in Scienze Motorie e l’esperienza da giocatrice – compresi gli aspetti legati alla preparazione fisica e al recupero da lunghi infortuni che ho vissuto in prima persona – saranno un buon punto di partenza per la pianificazione del mio futuro“.

CONDIVIDI SUI SOCIAL

Facebook

ULTIMI

ARTICOLI