L’Italia si prepara alle elezioni politiche. E il voto degli sportivi “fuori sede”?

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Foto Voto dove Vivo

Di Redazione

Com’è noto, domenica 25 settembre l’Italia tornerà alle urne in giornata unica per le elezioni politiche che determineranno la composizione del nuovo Parlamento. Tra i tanti temi all’ordine del giorno c’è un problema che rispunta ciclicamente in occasione di ogni tornata elettorale e che, purtroppo, non ha ancora trovato soluzione: quello dei “fuori sede”, chiamati a votare in un luogo diverso da quello in cui abitano, per motivi di lavoro o di studio. Per queste persone, tornare nel proprio luogo di residenza per esercitare il proprio diritto di voto diventa spesso un’impresa difficile e molto costosa, vista la scarsità di mezzi e l’affollamento.

Una sottocategoria particolarmente toccata dal problema è naturalmente quella degli sportivi, che nella maggior parte dei casi esercitano la propria attività lavorativa nel weekend e difficilmente possono permettersi di spostarsi: per molti di loro il voto rischia di rimanere un miraggio. Un vero paradosso, se si pensa che il nuovo Governo dovrà decidere tra l’altro anche su questioni estremamente importanti per il settore sportivo, non ultima l’applicazione della riforma entrata in vigore lo scorso anno.

A sollevare il tema è, tra gli altri, il Comitato “Voto dove Vivo”, che sostiene l’omonima proposta di legge presentata da Marianna Madia per consentire agli elettori di votare anche a distanza. Su Instagram il comitato fa riferimento a “centinaia di migliaia di lavoratori e lavoratrici, ancora molto spesso dilettanti e invisibili agli occhi dello Stato. Nel diritti sul lavoro, ma anche, ad esempio, nel diritto al voto“. La speranza è quella di far crescere finalmente la sensibilità sull’argomento perché questo venga affrontato dalla politica, almeno in vista di una prossima tornata elettorale.

(fonte: Voto dove Vivo)