Isabelle Haak: “Mi mancano Istanbul e il caffè al bar, Guidetti è un grande”

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Di Redazione

Ospite della rubrica on line della CEV UnscriptedWith, Isabelle Haak ha parlato di sé, del volley e della sua esperienza a Istanbul che l’ha vista chiudere la stagione con 170 punti in Champions League. “Sono molto disciplinata – dice con un bel sorriso in connessione video – sono a casa in Svezia dalla mia famiglia e questo tutto sommato è bello perché qui ci sto davvero poco, solo quando sono in ritiro con la nazionale. Non vedevo la mia famiglia da molto tempo e anche se il momento è difficile ora posso passare molto tempo con loro. Mi manca stare sul campo e giocare a pallavolo. Ma non appena le cose torneranno alla normalità la prima cosa che voglio fare è una bella partita di pallavolo con le mie compagne di squadra, non per allenarsi ma solo per divertirmi”.

Isabelle in Italia, dopo l’esperienza di Scandicci, ha imparato molto sul gusto e sul piacere della vita, ma in Tuchia il pubblico la adora. I tifosi del Vakif l’hanno ribattezza kırmızı öfke che significa la furia rossa: “Mi manca mangiare fuori, andare a bere un caffè, fare colazione al bar. Mi manca passeggiare per Istanbul che è una città straordinaria e che mi ha accolto con grande calore e partecipazione. Mi manca il calore della nostra arena, il lavoro quotidiano in palestra. Ma ora le cose sono così”.

Isabelle ha splendide parole per il suo tecnico, Giovanni Guidetti, che è rimasto a Istanbul in isolamento insieme alla sua famiglia: “Giovanni è un tecnico di grande successo, bravo e preparato. Sono molto felice di lavorare con lui, sto crescendo molto. Credo abbia il talento di osservare ogni singolo dettaglio da migliorare e tutte queste cose affrontate con attenzione e metodo migliorano notevolmente il livello di gioco”.

La stagione si è conclusa male: “Peccato, perché eravamo entrate davvero in condizioni straordinarie nel momento chiave della stagione, sia in campionato che in Champions League. Abbiamo dimostrato fino alla fine di poter puntare a tutti i trofei e indubbiamente l’amaro in bocca rimane, ma mi rimane anche la fame. Voglio vincere il trofeo della Champions League e lo voglio vincere sul campo anche se il più miglior torneo che ho giocato in carriera è stato l’FIVB Club World Championship. Il nostro livello è quello. Ci sono sempre margini di miglioramento individuali e di squadra ma la nostra mentalità è questa, puntiamo al massimo. E questa interruzione ci sta semplicemente dando ancora maggiore motivazione”.

(Fonte: Voleybol Plus)

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