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Francia, Polonia e Slovenia: l’élite d’Europa a Roma per sfidare gli azzurri

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Alla fine saranno le big a giocarsi le medaglie dei Campionati Europei maschili: alla fase finale di Roma (14-16 settembre) sono approdate le quattro favorite della vigilia, 3 delle quali si confermano rispetto alla scorsa edizione, quando mancava la Francia (eliminata a sorpresa negli ottavi). Nessuna di loro, però, ha avuto un cammino in discesa: chi ha rischiato maggiormente l’eliminazione nei quarti è stata proprio l’Italia campione in carica, costretta al tie break dall’Olanda, ma la Slovenia ha fatto ancora peggio negli ottavi (recuperando dal 2-0 contro la Turchia) e non ha avuto certo vita facile neppure contro l’Ucraina.

Nemmeno per la Polonia si può dire che sia stata una passeggiata contro la Serbia, e la stessa Francia ha avuto i suoi problemi, nonostante il doppio 3-0 contro Bulgaria e Romania. Insomma, sono stati quarti di finale più equilibrati del previsto e che testimoniano un buon livello medio generale, sicuramente migliore della competizione femminile (anche se 24 partecipanti restano comunque troppe). Ora, però, si fa davvero sul serio: andiamo alla scoperta di pregi e difetti delle quattro squadre che giovedì scenderanno in campo al Palazzo dello Sport dell’EUR a caccia del trono d’Europa.

Andrea Giani Francia
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Incerottata e camaleontica, la Francia di Andrea Giani è una squadra ben diversa da quella che nel 2022 trionfò in VNL (e venne sconfitta dagli azzurri in un epico quarto di finale dei Mondiali). I guai fisici di Earvin Ngapeth e Trevor Clevenot, con Monsieur Magique utilizzabile per il solo “giro dietro”, hanno cambiato faccia ai Bleus, che si affidano in posto 4 all’esuberante ma incostante Timothée Carle e a uno Yacine Louati più solido, ma senza troppi guizzi. Quella transalpina resta comunque una squadra che serve fortissimo, difende alla grande e in attacco colpisce con continuità grazie a Jean Patry. E il vero asso nella manica sono i due centrali: appena può, Antoine Brizard affida la palla a Chinenyeze e Le Goff, che lo ripagano con percentuali stellari.

Polonia nazionale maschile
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Mai come quest’anno la Polonia ha attirato i favori dei pronostici: la rosa a disposizione di Nikola Grbic fa paura, soprattutto a leggere i nomi degli schiacciatori di palla alta. Kaczmarek, Kurek, Leon, Sliwka, Semeniuk, Bednorz, Fornal: un elenco davvero impressionante, peccato (per i polacchi) che in campo ne possano andare solo 3 e che l’alternanza rischi di creare qualche problema di gestione. Ammesso che Marcin Janusz riesca a non perdersi nel “labirinto”, la Polonia è una vera e propria macchina da guerra, ma la Serbia ha dimostrato che metterla in difficoltà è possibile, puntando su una battuta incisiva. Anche qui, un occhio speciale ai due centrali: oltre a essere temibilissimi in attacco e a muro, Kochanowski e Huber sono uno spauracchio pure in battuta.

Rok Mozic Gregor Ropret Slovenia
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Su un piano puramente scaramantico, i polacchi devono fare i conti con un vero e proprio tabù: la Slovenia li eliminò in semifinale sia nel 2021, sia nel 2019 (e addirittura negli ottavi nel 2017). La squadra di Gheorghe Cretu è la stessa di sempre: solida, determinata, poco fallosa ma soggetta a qualche momento di calo. La chiave è il ruolo di Rok Mozic: lanciato da opposto titolare, il giocatore di Verona è stato entusiasmante nella prima fase, ma assai meno nelle partite a eliminazione diretta. La ricezione di Urnaut e Kovacic può andare in difficoltà se messa sotto pressione, ma la coppia formata dallo schiacciatore ex Trento e Modena e da Cebulj è sempre formidabile, e Kozamernik e Pajenk garantiscono centimetri ed esperienza al centro. Un osso duro per tutti, insomma.

SEMIFINALI
Giovedì 14/9 a Roma
Polonia-Slovenia ore 18.00
Italia-Francia ore 21.15

FINALI
Sabato 16/9 a Roma
Finale terzo posto ore 18.00
Finale primo posto ore 21.00

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