F4 Champions League femminile: Massimo Dagioni "studia" la Dinamo Mosca

164
FOTO FILIPPO RUBIN

Di Massimo Dagioni*

Una F4 di Champions League in casa si gioca senza se e senza ma: si va in campo al massimo dell’intensità, si gettano sul taraflex tutte le risorse ed anche il Palaverde farà la sua parte… d’altronde questo è il top level per definizione, tutte le squadre sono fantastiche ed in due gare secche sei all’inferno o in paradiso con un oro al collo che non dimenticherai mai!

L’avversario della semifinale per l’Imoco Conegliano è la Dinamo Mosca, squadra di grande tradizione in una sua versione veramente temibile: il cliché della squadra russa – alta ma lenta, potente ma con poco ritmo ed equilibrio – mal si adatta (purtroppo per l’Imoco!) a questa Dinamo. La palleggiatrice Kosanienko, rapida e con mani interessanti, infatti, divide le maggiori responsabilità dell’attacco in modo bilanciato tra la stella Goncharova e la dominicana De La Cruz; se aggiungiamo la croata, nostra vecchia conoscenza ex-Bergamo, Poljak (secondo miglior muro della Champions League finora con 1,22 muri per set!), abbiamo ben tre terminali: l’opposta, il primo martello ed il primo centrale… il che suona decisamente come un buon equilibrio! Completano il reparto attaccanti la ventitreenne centrale Fetisova (190 centimetri), che viene preferita alla pur ottima Lyubushkina che abbiamo apprezzato a Busto Arsizio, e la schiacciatrice Shcherban, giocatrice forse poco appariscente, ma regolare e costante; ed anche qui si nota una certa discontinuità rispetto alle caratteristiche tipiche delle squadre russe: in posto 4 troviamo due giocatrici complete, laddove siamo stati spesso abituati a vedere attaccanti di grande fisicità, ma deboli nei fondamentali di seconda linea ed in generale poco duttili (la stessa Goncharova, 196 cm di potenza pura, veniva in passato utilizzata in posto 4 nella stessa Dinamo); la linea di ricezione, completata dal libero Malova non ha percentuali altissime di palla perfetta, ma in Champions League ha finora concesso solo il 7% di punti diretti (Imoco 10%, Vakifbank 9%, Eczacibasi 14%: dati CEV). Anche in attacco si conferma la stabilità tecnica della Dinamo, che arriva a questa F4 con un 41% di attacco vincente (non un grande dato per una squadra russa…), ma “sporcato” solo dal 4% di errore! Insomma, una squadra più “europea” nelle mani di Yuri Panchenko, ex campione dell’URSS e formatosi come allenatore anni fa anche a Macerata.

L’Imoco arriva al momento decisivo della stagione priva di due elementi importanti come Bricio e De Kruiff ed è un peccato, ma chi pensa di poter disperdere energie ed aggressività si rilegga le prime righe! Davide Mazzanti ha il pieno controllo delle possibili rotazioni delle sue giocatrici. Detto degli infortuni ci aspettiamo in posto 4 Ortolani, che ormai passa con disinvoltura da opposta a schiacciatrice rimanendo stabile sia in attacco sia in ricezione; prima banda Robinson che attualmente è una delle migliori interpreti del suo ruolo a livello mondiale ed opposta l’altra americana Fawcett (193 cm), potente ed esperta; al centro in diagonale con Folie sarà molto interessante vedere a questo livello la giovane azzurra Danesi: questa F4 sarà una grande opportunità di crescita per lei; all’esperta palleggiatrice Skorupa il compito di “sentire” i momenti del match e di tenere in gioco tutte le sue attaccanti, mentre al libero Moky De Gennaro si chiede niente di più di quello che lei sa fare meglio: lanciarsi come un furetto dietro ad ogni pallone per togliere sicurezze all’attacco russo!

Il possibile tema del match? Un alto ritmo di gioco, la gestione tattica del servizio, saper approfittare delle palle “sporche” ed una grande difesa sono armi che a volte innescano nelle squadre russe quella sorta di strana “abulia” che abbassa il loro livello di aggressività e di performance.

*Massimo Dagioni è allenatore dal 1987 ed ha maturato esperienze di alto livello sia nel settore femminile che maschile. E’ stato vice allenatore della Nazionale maschile che ha conquistato l’oro europeo di Berlino 2003 e l’argento olimpico di Atene 2004.