Cornacchia World Cup 2017, le ragioni del successo delle squadre italiane

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Ufficio Stampa Vero Volley

La 35esima edizione del Cornacchia World Cup, manifestazione tenutasi a Pordenone che ha coinvolto nel periodo di Pasqua oltre 1500 atleti Under 19 provenienti da tutto il mondo, ha visto una grande affermazione della scuola italiana. I risultati non potevano essere migliori per i colori nazionali, con 4 squadre italiane semifinaliste nella categoria maschile e 2 finaliste nella categoria femminile.

La manifestazione ha avuto un grande successo sotto il profilo organizzativo, permettendo a giovani atleti di tutto il mondo di confrontarsi in gare agonistiche di alto livello. Ancora una volta la pallavolo ha dimostrato che nello sport non esistono barriere culturali e di razza, bensì la voglia e la curiosità di scoprire abitudini e usanze diverse.

Parlando di risultati: nella categoria femminile si è affermata la Bruel Bassano che ha sconfitto in finale la Liù Jo Tironi Modena, mentre nella categoria maschile si è imposta la formazione del Vero Volley di Monza contro la Kione Padova.

Abbiamo voluto approfittare della disponibilità di Oreste Vacondio, tecnico esperto e preparato (alla guida della formazione della Lombarda Motori Vero Volley), molto noto nell’ambito del panorama pallavolistico italiano, per approfondire con lui la ragione del successo delle squadre del nostro paese a questo prestigioso torneo.

Quanto è importante per i giovani partecipare a queste manifestazioni?
Questa tipologia di manifestazioni assomiglia molto alla formula che viene adottata nelle finali nazionali, quindi gli atleti imparano a gestire lo stress psico-fisico e ad affrontare  le proprie emozioni. I giocatori che hanno la fortuna di arrivare alle finali trovandosi a giocare davanti a 3000 persone, maturano una esperienza che sarà utile quando si troveranno nella loro carriera ad affrontare situazioni analoghe. Queste competizioni a carattere internazionale rivestono inoltre una importanza fondamentale nella crescita di un giovane, che ha la possibilità di confrontarsi con atleti di altri paesi  e tradizioni.

Quali sono le difficoltà nel gestire 6 gare in 3 giorni ?
Sicuramente la preparazione atletica è fondamentale nel recupero dello sforzo fisico, bisogna inoltre sottolineare che i giovani hanno un tempo di recupero più rapido rispetto ad atleti più maturi. Riveste naturalmente grande importanza anche la gestione del roster. Non ultimo una corretta e adeguata alimentazione. Tutti questi elementi favoriscono il recupero fisico e la tenuta in un torneo cosi faticoso e stressante.

Spesso atleti che si mettono in luce in queste manifestazioni, poi, non riescono ad imporsi ai massimi livelli: quali sono le ragioni?
Dobbiamo tenere conto che ci sono atleti che maturano più precocemente di altri, che hanno quindi picchi di forza maggiore a parità di età. Gli stessi allenatori, magari, lavorano maggiormente su atleti che possono dare risultati nel breve periodo. Gli atleti che già a 16 anni si avvicinano ai 200 cm possono avere difficoltà motorie che richiedono maggiore lavoro e tempo per arrivare, poi, ad esprimere tutto il potenziale possibile.

Le ragioni del successo delle squadre italiane al “Cornacchia”?
Per quanto riguarda la manifestazione maschile, dal punto di vista dell’aspetto tecnico credo si sia evidenziata da parte delle squadre italiane una maggiore qualità nei fondamentali della ricezione e del servizio, soprattutto jump float. In generale mi sento di dire che nel nostro paese si lavora molto sul fondamentale della ricezione, infatti, abbiamo visto alcune squadre straniere molto dotate fisicamente, con grandi potenzialità in attacco ma, appunto, in grande difficoltà sulla ricezione.