Coppe Europee: sorrisi per Verona e Ravenna. Brillano le italiane

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Di Redazione

Due importanti vittorie negli impegni europei per la Calzedonia Verona e la Bunge Ravenna.

Calzedonia domina a Kraljevo e batte i padroni di casa della Ribnica 3-0. Una partita da ricordare anche per Grodzanov e Frigo: entrambi infatti hanno esordito in una competizione europea. Per il bulgaro, anche il muro del punto decisivo davanti ai propri genitori, arrivati da Sofia apposta. La nebbia avvolge il palazzetto Hala Sportova, scaldato da 2mila persone accorse per vedere tre medaglie olimpiche: coach Grbic – allenatore anche della nazionale serba – Emanuele Birarelli, rimasto a riposo per precauzione e Thomas Jaeschke. La partita inizia e finisce monotono: BluVolley. Che ad ogni punto infilato esulta nel silenzio serbo. Boato, invece, ad ogni giocata positiva dei ragazzi di casa, giovani e vogliosi di mettersi in mostra.
Grbic sceglie appunto Grodzanov, dando fiducia ancora a Marretta. Linea diretta sull’asse Spirito-Maar, sostenuti da Mengozzi e Pesaresi. Calzedonia si mostra subito molto aggressiva e veloce negli scambi, l’intesa regge e la ricezione copra bene, nonostante l’esuberanza di Kraljevo che prova a creare pruriti.
La partita dura in totale 72 minuti, per una media punti che supera il punto al minuto per Verona (75 palloni messi giù). E non c’è esordio migliore per ritornare in Europa.
Il ritorno è in programma mercoledì 20 dicembre, all’Agsm Forum.

In poco più di un’ora la Bunge sbriga la pratica Gentofte nell’andata dei sedicesimi di finale di Challenge Cup disputata in Danimarca. I ravennati con una bella prova di squadra, impreziosita in particolare dalle prestazioni di Buchegger (top scorer del match con 14 punti), Poglajen (13 punti e 86% di positività in ricezione) e Georgiev (due ace e tre muri), battono i padroni di casa in tre set, al termine di una partita che non ha mai avuto storia. Tutte le frazioni iniziano in modo equilibrato, per poi registrare i puntuali break di Orduna e compagni, che hanno via via accumulato vantaggi importanti. C’è anche lo spazio per qualche esperimento per il tecnico Soli, che nel finale del terzo periodo ha inserito Gutierrez di banda al posto di Poglajen, con il cubano che ha realizzato il punto conclusivo. La gara di ritorno è in programma giovedì 21 dicembre al Pala De André (inizio ore 19.30).

Sestetti titolari Il tecnico serbo del Gentofte Denis Janka schiera il sestetto previsto, composto dal palleggiatore Sebastian Mikelsons, dall’opposto Bonnesen, dai centrali Gade e Rasmus Mikelsons, dagli schiacciatori Mollgard e Hartmann e dal libero italiano Moret. Il coach Fabio Soli disegna la “solita” Bunge, con l’unica differenza, rispetto al match contro Vibo, di Diamantini al centro al posto di Vitelli. Per il resto in campo ci sono il regista Orduna in diagonale con Buchegger, le bande Poglajen e Raffaelli, il centrale Georgiev e Goi in seconda linea. 

Primo set: L’inizio della sfida è caratterizzato dalle squadre che avanzano di pari passo fino al 9-9, quando sul turno in battuta di Poglajen (un ace per l’argentino) la Bunge scatta sul 9-12. Il Gentofte abbozza una reazione e si porta a -1 (12-13), ma Buchegger (12-15)  e Poglajen allontanano di nuovo i danesi: 13-18. Il servizio vincente di Georgiev mantiene intatte le distanze (15-20) e quello di Orduna in pratica decide la frazione (16-23), con i ravennati che vanno sull’1-0 grazie a un errore dai nove metri di Bonnesen.
Secondo set: Anche l’avvio del secondo parziale non registra scossoni fino al 6-6, quando due ace consecutivi di Raffaelli regalano il +3 alla Bunge: 6-9. Sempre in battuta Poglajen tiene lontano il Gentofte (11-14), con i padroni di casa che cominciano a sbagliare qualcosa di troppo in attacco e Buchegger e Diamantini a muro fanno il resto: 11-18. Nel finale c’è il break di 6-0 dei giallorossi, che trascinati da Raffaelli, Georgiev e Poglajen, quest’ultimo implacabile al primo set ball, chiudono 12-25.
Terzo set: Nella terza frazione Poglajen mette a terra la palla dell’1-3 e la formazione di Soli mantiene questo piccolo vantaggio fino a quando Georgiev con un ace non scava un solco maggiore in campo: 7-10. Poglajen mette a terra la palla dell’8-12, Diamantini quella del 9-15 e ancora Georgiev quella del 10-16. Entra in banda Gutierrez al posto di Poglajen, mentre Buchegger non fa avvicinare gli avversari: 18-23. Ci pensa infine il cubano, già autore in precedenza di un bel muro, a porre la parola fine alla partita al secondo match ball: 20-25.

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