Photocredit Andrea Marangon

Arrighetti: “Non è stato facile accettare la fase discendente, vorrei essere sempre protagonista”

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Di Redazione

Una quarantena in mezzo ai “suoi animali”. È così che sta passando questi giorni particolari Valentina Arrighetti: con il suo pappagallo Pride, il gatto Aristotele e il cane Platone. “Con loro non mi annoio mai“, spiega la centrale dell’Igor Volley a Il Secolo XIX, “non mi fermo un attimo. Mi
alleno in casa, studio per l università e progetto il futuro”.

In pochi mesi il coronavirus ha stravolto le nostre esistenze. Cosa prova in questo momento?

È una situazione inedita, particolare per tutti. C’è preoccupazione per quel che sarà, ci aspetta una recessione che investirà tutti i settori.C’è il forte dispiacere per le persone che si sono ammalate. E c’è ammirazione per chi si sacrifica nell’ambito sanitario. Ho giocato a Busto Arsizio e a Bergamo e mi riportano esperienze drammatiche. Per fortuna le persone che conosco, così come i miei familiari, per ora non sono state colpite. E anche io sto bene: le mie giornate in casa sono molto piene”.

I campionati di volley sono stati dichiarati conclusi: giusto così?

“È un qualcosa su cui non si può neanche avere un opinione. Davanti a cause di forza maggiore devi fermarti: la salute viene prima di tutto. Il problema anche nel volley sarà il dopo: bisognerò parlarsi e trovare accordi ragionevoli per ripartire. Ora, però, continuo ad allenarmi perchè sulle coppe europee non si sono ancora pronunciati e noi siamo ai quarti di Champions”.

Come si allena in casa?

Soprattutto esercizi a corpo libero. Palla per ora no, anche se potrei fare qualcosa con mio fratello. Ho un fisico particolare, in estate perdo sempre 5­/6 chili di massa muscolare, che poi recupero velocemente”.

Trova il tempo per fare tanto altro.

“Prima di tutto studio, sono iscritta a Scienze Politiche, a Padova. E poi mi preparo per cosa fare quando non giocherò più”

Progetti?

“Da ragazza dicevo che poi mi sarei allontanata dal volley,ma ho cambiato idea. Di sicuro non farò l’allenatrice: mi pesa la poca stabilità, perchè al giorno d oggi a un tecnico non viene data la possibilità di programmare a lungo termine. Però ho progetti legati al mio mondo: mi piacerebbe fare qualcosa nel campo della tutela dello sport e degli sportivi”.

A proposito di allenatori, quest anno ha ritrovato Massimo Barbolini, con cui aveva condiviso tanti successi in Nazionale.

“È l’ allenatore più bravo che ho avuto, anche se ne ho avuti tanti bravissimi. La sua filosofia è quella che più si avvicina alla mia visione del volley: lavorare con lui è bellissimo e a Novara mi sono trovata molto bene, c’è una bella atmosfera”

Prossimi sogni? Non è che pensa ancora alle Olimpiadi?

Spero che la Nazionale vinca l’oro, ma non sarà con me. Sì, nel volley avevo altri sogni, ma credo che resteranno tali. Sono un’ agonista, una vincente, per me non è stato facile accettare la fase discendente, vorrei essere sempre protagonista. Certo, potrei dire che vorrei smettere segnando l’ ultimo punto in finale di Champions ma è difficilmente realizzabile. So che non mi resta molto da giocare. E chissà, magari questo stop può essere un segno del destino: lo sfrutterò per riflettere sul mio futuro“.

(fonte: Il Secolo XIX)

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