Arbitro abbandona la partita “per non fare tardi”: sospeso per due anni

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Di Redazione

Di arbitraggi discussi se ne sono visti e se ne vedranno tanti sui campi di pallavolo, ma l’episodio avvenuto lo scorso 19 aprile durante un match di Prima Divisione maschile in provincia di Reggio Emilia ha davvero dell’incredibile. E ha comportato conseguenze davvero serie per il direttore di gara protagonista, sospeso per due anni dal Tribunale Federale della Fipav per aver abbandonato il campo a partita in corso.

Nel corso dell’incontro tra Volley Tricolore Pieve e Volley Ball San Martino, spiega la sentenza federale, l’arbitro Luca Maccieri ha interrotto la direzione di gara e lasciato il campo “affermando che la squadra ospitante non avrebbe potuto perdere un set in quanto superiore, per poi riferire che non voleva fare tardi arbitrando altri set, in quanto il giorno dopo doveva alzarsi presto per andare a lavorare“. Durante il procedimento, l’arbitro ha aggiunto di essersi sentito “preso in giro“, ritenendo che lo svolgimento della partita fosse in qualche modo nonregolamentare.

Dichiarazioni che, secondo il Tribunale, aggravano la posizione dell’incolpato: “Qualora il direttore di gara avesse sospettato la sussistenza di qualsivoglia irregolarità o addirittura di qualche asserita combine – si legge nella sentenza – ben avrebbe potuto portare a termine l’incontro e trascrivere a referto i propri dubbi e/o sospetti, informando tempestivamente gli organi della Procura Federale per gli eventuali accertamenti del caso“.

Inoltre, spiega il giudice, “l’anteporre riferite esigenze lavorative allo svolgimento di compiti istituzionali di una Federazione sportiva, cui volontariamente si è scelto di associarsi, non è in alcun modo idoneo a scriminare una condotta gravemente antiregolamentare posta in essere, peraltro, in un incontro tra ragazzi giovanissimi (alcuni anche minorenni) che dovrebbero vedere nel direttore di gara non solo il simbolo dell’imparzialità istituzionale della Federazione, ma anche un esempio di condotta specchiata da emulare“.

Con il proprio comportamento, perciò, “l’arbitro ha anche creato una grave lesione del prestigio della categoria arbitrale e quindi dell’intera Federazione“. Con queste motivazioni il Tribunale Federale ha inflitto al direttore di gara una sanzione molto più pesante di quella richiesta dalla Procura, che aveva proposto 8 mesi di sospensione.

(fonte: Federazione Italiana Pallavolo)