HomeSerie B / C / DAndrea Brogioni analizza i primi due anni di vita della Geetit Bologna

Andrea Brogioni analizza i primi due anni di vita della Geetit Bologna

Di Redazione

Andrea Brogioni, ex palleggiatore azzurro e della Zinella, che di stagioni in Serie A ne ha disputate 20, seguite da 10 anni sulla panchina della nazionale finlandese, italiana e tedesca, analizza i primi due anni di vita della Geetit. Una squadra giovane e frizzante che è riuscita a centrare un obiettivo storico: una Finale Promozione che potrebbe regalare il ritorno del volley di Serie A all’ombra delle due Torri.

Da cosa è nato il desiderio di riportare la Pallavolo di vertice a Bologna? “Il desiderio è nato qualche anno fa durante la fase 2 dei mondiali del 2018 disputati a Bologna.  Davanti all’ennesimo sold out, io e Andrea Cappelletti (a quei tempi presidente del comitato provinciale) abbiamo fatto sedere intorno ad un tavolo le tutte squadre maschili del territorio di Bologna e provincia per cercare di trovare tutti insieme un modo per far crescere il movimento maschile in città. Come ormai è noto, grazie all’unione di sette società, due anni fa è nata Pallavolo Bologna”.

Una città come Bologna cosa può dare alla pallavolo? “Io lo dico sempre tutte le volte che mi intervistano: quando da Firenze sono arrivato a Bologna (1986) questa città era anche “Volley city”. La Zinella veniva da una finale scudetto persa e l’anno prima aveva vinto un fantastico tricolore nella bella di Reggio Emilia (io ero presente in quanto già tifoso giallo nero) contro la Panini Modena. Bologna ha fame di volley, lo ha dimostrato tutte le volte che la Lega Pallavolo Serie A ha organizzato un evento nella nostra città. Il risultato è sempre lo stesso: tutto esaurito. Questa città merita il volley e soprattutto c’è tanto spazio anche per la pallavolo. Bisogna solamente trovare le risorse giuste per proporre uno spettacolo degno della storia pallavolistica di questa città”.

L’esordio in Serie B ha conciso con l’anno più difficile per la Pallavolo mondiale. Avresti mai pensato che solo un anno dopo vi sareste giocati una Finale Promozione?  “L’anno scorso il Covid ci ha bloccati mentre eravamo secondi in classifica alla nostra prima esperienza in serie B. Nonostante le tante difficoltà la Società (grazie ad Elisabetta Velabri, Veronica Brandi, Piero Pedretti, Roberta Li Calzi ed Andrea Cappelletti) ha lavorato duramente per reggere il colpo della pandemia. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: al nostro secondo anno di vita siamo in finale per andare in serie A con una squadra fatta da giocatori esperti e giovani dalle grandi prospettive”.

I progressi della squadra sono sotto gli occhi di tutti, ti aspettavi una crescita simile nel corso dei playoff? “La scorsa settimana durante una tipica chiacchierata tra me e lo staff tecnico (Andrea Asta e Marco Generali) ho sottolineato proprio questo aspetto facendo loro i complimenti per la crescita straordinaria vista durante tutte le gare di play off. A volte lo diamo per scontato, ma questa squadra ha centrato una finale promozione non certo partendo con i favori dei pronostici. Abbiamo puntato su elementi molto giovani ed abbiamo battuto ed eliminato squadre che hanno speso 3 volte il nostro budget, questo deve essere chiaro a tutti: addetti ai lavori e sponsor. Quindi brava la società a puntare su questi giocatori e a permettere ai ragazzi di avere una continuità di allenamento nonostante i problemi causati dalla pandemia e bravissimi i tecnici che hanno svolto un ottimo lavoro durante tutta la stagione”. 

La Geetit ha sfatato diversi pronostici, qual è il punto di forza di questa squadra? “La Geetit 2020/21 rispetto alla squadra della scorsa stagione ha meno individualità che sulla carta avrebbero dovuto fare la differenza e ha puntato decisamente sul potere del gruppo e sul lavoro di squadra. Ovvio che anche noi abbiamo dei “leader tecnici” capaci di mettere a terra palloni importanti, ma la caratteristica che più mi ha entusiasmato è la determinazione a non mollare mai e la voglia di rimediare ad un eventuale errore o imprecisione del proprio compagno che ogni singolo ragazzo ha messo in campo negli ultimi mesi. Finora giocare contro di noi non è stato per niente facile. Ora godiamoci tutti insieme questa Finale che dedico a tutti quelli che hanno creduto in questo progetto, che non si sono tirati indietro al primo ostacolo e che lavorano quotidianamente (e gratuitamente) affinché anche a Bologna si possa parlare di pallavolo in maniera costante”.

(Fonte: comunicato stampa)

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