Adesso la pallavolo si gioca nell’acqua: l’esperimento di Van de Goor, Šmuc, Depestele e Samica

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Di Redazione

Dopo la sabbia e la neve ecco anche l’acqua: a Ljubliana, dove si stanno preparando gli Europei maschili, sono in corso tutta una serie di iniziative per promuovere in tutti i campi la pallavolo. Quindi, quando gli organizzatori hanno detto che avrebbero creato un campo sull’acqua nel letto del fiume Ljubljanica quasi tutti hanno pensato a uno scherzo. Anche Bas van de Goor, Frank Depestele, Guillaume Samica e il padrone di casa Tomi Šmuc, i quattro ambasciatori dell’Europeo, non pensavano fosse possibile giocare sull’acqua: ma si sono prestati. E in una delle serate più calde dell’anno si sono presentati in scarpe e calzettoni a mollo nell’acqua. Acqua fredda per la verità, 18 gradi circa. Partitella di tre set ai 15 di fronte ad almeno tremila curiosi affacciati da ponti e argine.

“Devo ammettere che non pensavo fosse possibile giocare sull’acqua – dice Tomi Šmuc – ma alla fine l’esperienza è stata molto piacevole e in un contesto sicuramente indimenticabile. Avere ritrovato per questa occasione degli amici così è stato straordinario”.

La rete era ad altezza normale, il campo di dimensioni leggermente ridotte rispetto ai campi da beach volley, era delimitato da una striscia colorata gonfiabile e galleggiante: “Scambio dopo scambio è stato sempre più semplice e divertente – dice Samica – alla fine mi sono davvero divertito. A ogni palla guardavamo verso l’alto dove c’era davvero tanto pubblico ed è stato estremamente divertente”.

Bas Van de Goor, campione olimpico ad Atlanta nel 1996, leggenda sportiva dell’Olanda e indimenticabile protagonista del campionato italiano per sei anni a Modena e due a Treviso (tre scudetti, tre coppe Italia, tre Champions League, due Coppe delle Coppe, tre Supercoppe italiana e una europea)  è contento di avere di nuovo battuto un record: “È sicuramente il primo match di pallavolo giocato nell’acqua, che si sappia. Noi per primi non sapevamo che cosa aspettarci, ma alla fine siamo addirittura riusciti a tuffarci nell’acqua come dei ragazzini”.

L’iniziativa ha avuto grande successo anche online: da capire adesso se in un prossimo futuro questa ulteriore contaminazione del volley potrà assumere un aspetto agonistico. In fondo molti anni fa anche le prime persone che giocarono a beach volley furono prese poco sul serio. Non sapevano di avere aperto una nuova era.

(Fonte: CEV.eu)

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