È amara la prima storica finale di Supercoppa italiana della Savino Del Bene Volley Scandicci. Amara per il risultato, vittoria 3-1 (23-25, 25-18, 26-24, 26-24) della Prosecco Doc A.Carraro Imoco Conegliano, ma soprattutto per le occasioni avute e non sfruttate al meglio per prolungare la sfida e magari scrivere, chissà, anche un epilogo diverso. Coach Marco Gaspari, comunque, non fa drammi e preferisce vedere il bicchiere mezzo pieno.
“Se analizziamo la partita in sé, non posso che fare i complimenti alle ragazze, perché in due settimane hanno compiuto un percorso di crescita straordinario. Siamo passati dal parlare di crisi al giocare una partita punto a punto contro una Conegliano in grandissima forma. Al di là delle individualità fisiche, che oggi purtroppo ci hanno sovrastato, le nostre avversarie hanno fatto anche un lavoro difensivo da campionesse quali sono. Vedere la mia squadra che, a eccezione del secondo set, non ha mai smesso di lottare, anche quando si è trovata in svantaggio nel primo, nel terzo e nel quarto parziale, è un segnale importante. Significa che le ragazze stanno iniziando a comprendere la responsabilità che comporta indossare questa maglia e cosa serve per rimanere aggrappati a partite di questo livello”.
“È chiaro che, in alcuni momenti, bisogna semplicemente applaudire l’avversario. Oggi faccio fatica a recriminare, soprattutto perché nei momenti decisivi ci siamo trovati di fronte una Haak capace di passare abbondantemente sopra il muro. Faccio quindi i complimenti a Conegliano, ma ne faccio ancora di più alla mia squadra. La seconda riflessione riguarda il rammarico che inevitabilmente rimane quando si conclude una gara come quella di oggi, così come era successo a Torino nella finale di Coppa Italia, con appena quattro punti di scarto tra il secondo e il terzo set. Sappiamo che sarà difficile, ma per riuscire a competere a questo livello dobbiamo essere ancora più esigenti con noi stessi.”
Dal nostro inviato Giuliano Bindoni
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