Dire “Italia vs Haak”, forse, è un po’ troppo e non rende giustizia a tutte le ragazze in gialloblù, però, era evidente che “Bella”, la fortissima opposta di Conegliano, fosse la “nemica pubblica numero uno” nella Svezia e dell’occasione. La nazionale scandinava guidata dall’italianissimo coach Micelli, infatti, è l’avversaria della terza gara nei Campionati Europei della formazione azzurra di Velasco. Una Svezia trascinata nelle prime due sfide proprio dalla sua cercatissima schiacciatrice di posto 2, autrice di 68 punti e di prestazioni davvero “monstre”.
Dall’altra parte della rete, però, con la maglia azzurra e guardando, per esempio, solo a Egonu e Antropova, l’Italia presenta in campo le prime due marcatrici del campionato italiano di Serie A1, graduatoria di cui è proprio la “stella” Haak a completare il podio, ma al terzo posto (sono 2062 i punti messi a segno da queste tre giocatrici insieme in una sola stagione, con rispettivamente 807, 636 e 619 marcature personali nell’ultimo campionato).
La sfida si chiude sul 3-0 (a 18, 23 e 14), con 18 punti di Antropova (top-scorer delle Azzurre per la terza volta consecutiva), 14 di Egonu e 12 di una Fahr da MVP e 5 muri. Le sorelle Haak ne mettono 25 in due: sono 15 per Isabelle e 10 per Anna. La Nazionale di Velasco continua il suo percorso da imbattuta, e si prepara per la Slovacchia e la Francia.
Troppa Italia, ma anche troppo poca Svezia
La partenza dell’Italia, schierata con Orro-Egonu, Danesi-Fahr, Antropova-Sylla e Fersino, è fulminante: 4-0, e time-out per le padrone di casa (si gioca nello Scandinavium di Goteborg, teatro della Pool D di Eurovolley). Anche la seconda interruzione di gioco per Micelli arriva in fretta, sul 10-4. L’Italia spinge, in primis con Antropova al servizio, ma la Svezia in questo avvio è rigida, imprecisa, in difficoltà. Fin troppo. Il divario in campo c’è, è già evidente, ma anche le gialloblù non possono essere solo queste. Infatti, con un paio di buoni palloni le svedesi provano a dare un segnale, anche se non basta: è 14-8. Haak è sempre Haak, e si va sul 14-10, ma Fersino prende da sola mezzo campo in ricezione ed Egonu trova la sua parallela (15-11). Una nota di merito va a Orro, che, magari anche aiutata un po’ dai ritmi non intensissimi della gara, si inventa diverse soluzioni davvero di valore. Il +6 per l’Italia è il distacco con cui si arriva al 20 (a 14), ma sul 23-18 anche Velasco preferisce fermare un momento la partita, per parlare principalmente del muro azzurro, un po’ troppo “usato” dalle attaccanti svedesi. Sono Egonu e Antropova, con due gran palle in attacco, a mettere la firma finale sul 25-18 che chiude la frazione.
Tra le più attese, Antropova ne mette a terra 8, Haak 4 (e la sorella Anna, altre 4) ed Egonu chiude con 3.
Si riparte, ma la “musica” non cambia: la sinfonia è tricolore
Pronti, partenza e… 3-0 per l’Italia (che diventa 4-1 con uno splendido primo tempo di Fahr). La Svezia, però, si è trovata, ha più intensità e ci prova (7-7), ma Micelli preferisce “parlarci sopra” quando il tabellone segna 11-9. L’Italia allunga con un colpo preso altissimo in seconda linea da Egonu (16-12) per chiudere la diagonale, ma con il muro la Svezia torna a -1 e sul 16-15 la panchina azzurra chiama un time-out. La parità arriva sul 16-16, mentre il primo vantaggio del match per le gialloblù c’è sul 18-19. Break svedese, e nuovo time-out per l’Italia sul 18-20. Muro di Egonu per il 20-20, alle Azzurre servirebbe anche qualche primo tempo in più che arriva con Fahr, difesa, e arriva anche un nuovo +2 per la Svezia: 20-22. Cambi e Adigwe sono il doppio cambio sul 21-22. Time-out anche per Micelli (22-22). Arriva un muro a uno imperioso di Fahr sulla pipe di Haak (Anna) ed ecco il primo set point da giocare sul servizio di Antropova: l’errore in attacco della Svezia ci regala il doppio vantaggio, si va 2-0.
L’Italia viaggia sul 46% in attacco (complessivo), contro il 38% della Svezia, che, però, fa meglio in ricezione: 63% di positiva (con il 23% di palla perfetta) contro il 54% e 31% dell’Italia. Sono 6, poi, i muri delle Azzurre contro 3.
L’Italia alza i giri, la Svezia va… “fuorigiri”
Tra le Azzurre rientra Sylla, uscita nel set precedente per lasciare spazio a Nervini, che mette un pallonetto di lusso per un 5-3 diventato in fretta un +4 (9-5) prima del time-out di Micelli. La Svezia ha un po’ troppa fretta nella sua costruzione, e sbaglia. Antropova, invece, non perdona dopo un paio di magie di Fersino: 11-5. L’Italia va e il muro di Fahr su Haak, sua compagna di squadra nel Club, a Conegliano, costringe la panchina gialloblù a interrompere nuovamente il gioco, ma l’impressione è che con le Azzurre che hanno alzato i giri del motore per la Svezia sia… un po’ troppo! Doppio ace di Antropova (17-9), poi, a rompere il “muro” del 20 arriva la diagonale di potenza e precisione di Sylla: 20-11. Danesi “stampa” la palla del +10 (22-12), Egonu firma il colpo del 24-13 che apre la serie dei match point. In servizio ci va Giovannini: out, di poco. Attacco della Svezia dalla seconda linea, muro di Fahr, e finisce qui, con le Azzurre che arrivano al giorno di riposo, domani, con tre vittorie su tre.
ITALIA-SVEZIA 3-0
(25-18, 25-23, 25-14)
ITALIA Meli ne, Cambi, Spirito (L), Fersino (L), Orro 2, Danesi 5, Nwakalor ne, Adigwe 2, Nervini 1, Sylla 5, Egonu 14, Fahr 12, Giovannini, Antropova 18 . All.: Velasco
SVEZIA Muhizi ne, Tabron 1, Andersson 1, Malm, Olofsson 1, I.Haak 15, Gustafsson 1, Brink (L), Hellvig 6, Julevik, A.Haak 10, Hallin 1, Edlund 1, Nordin Ottosson. All. Micelli
ARBITRI: Raquel Portela (Por), Jennifer Hesse (Ger)
NOTE – Spettatori: 6800. Durata: 25’, 27’, 22’. Tot.: 74’
Italia bv 6, bs 8, mv 10; Svezia bv 2 , bs 9, mv 4
Di Dario Keller
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