Lunedì 25 maggio alle ore 11, presso l’Excelsior Hotel Gallia di Milano in Piazza Duca d’Aosta 9, si è tenuta l’Assemblea Ordinaria di fine stagione della Lega Pallavolo Serie A Femminile.
Un’Assemblea molto intensa e partecipata, con discussioni dirette e profonde e la collaborazione di tutti i partecipanti. In apertura, puntuale approfondimento da parte di Simone Tomassetti, direttore generale di Spike Media, la newco formata al 60% da Lega Volley Femminile e al 40% dal fondo NJF, sul primo anno del nuovo organismo.
Una stagione ricca di soddisfazioni, che ha visto una crescita della Serie A sia in termini di innovazione che di ricavi. Gli investimenti tecnologici e quelli sugli eventi e sul personale hanno consentito al Consorzio di raddoppiare gli introiti commerciali della scorsa stagione, certificando il secondo posto di LVF tra le leghe sportive italiane per followers sui social e ottenendo importanti traguardi, come le 25mila persone accorse all’Inalpi Arena di Torino per la scorsa Coppa Italia.
Successivamente l’Assemblea ha approvato le revisioni di budget per la stagione in via di conclusione e confermato la scelta di planning per i campionati di A1 e A2. Per il massimo campionato, significativa la riduzione degli infrasettimanali, che consentirà di terminare la Regular Season tre settimane dopo il termine della stagione 2025-26. Per la Serie A2, ratificata la decisione assunta nella Consulta dei Presidenti di tornare ad un campionato a girone unico, con 34 turni di Regular Season e playoff con formula di andata-ritorno per quarti di finale, semifinali e finali. Entrambi i campionati cominceranno nella prima finestra disponibile per i calendari internazionali nel weekend del 3-4 ottobre 2026.
Per quanto riguarda il naming, confermata la volontà di rafforzare il brand LVF con l’attuale logo, l’Assemblea si riserverà di approfondire eventuali variazioni per le denominazioni di Serie A1 e la Serie A2.
Infine, l’Assemblea ha approvato le modifiche allo statuto richieste dalla FIPAV, subendo l’imposizione federale nell’interesse dei club, dei campionati e dei tifosi riservandosi però il diritto di continuare le azioni in sede legale perché si ritiene che le modifiche imposte siano contrarie alle norme sportive di riferimento e all’ordinamento generale.
Sempre per quanto riguarda le modifiche statutarie, è stata variata la governance della Serie A: la Serie A1 peserà in sede di voto il 60% contro il 40% della Serie A2, contrariamente all’attuale divisione del 50-50. Su alcune tematiche verrà richiesta la maggioranza dei due terzi dei votanti.
(Fonte comunicato stampa)