FOTO da: Belluno Volley

Belluno, Basso: “Ci siamo guardati negli occhi ed è arrivata la svolta”

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Dodici muri di squadra, sei firmati personalmente. In mezzo, una prova di sostanza, letture e presenza costante sotto rete. Nel successo del Belluno Volley, in Gara2 della finale playoff di Serie A3 Credem BancaEnrico Basso ha lasciato un’impronta evidente. E non solo nei numeri. Il centrale è stato uno dei protagonisti della vittoria per 3-1 con cui i rinoceronti hanno riequilibrato la serie contro la Domotek Reggio Calabria, tra le mura di una VHV Arena gremita in ogni ordine di posto. Un successo che ha rimesso tutto in discussione e spalancato le porte alla “bella”, in programma domenica 17 maggio (ore 18), al PalaCalafiore, dove si assegnerà la promozione in A2.

A bocce ferme, Basso prova a leggere ciò che è cambiato rispetto al primo atto: “Siamo riusciti a rimanere sempre sul pezzo, anche mentalmente. E ha funzionato meglio la correlazione muro-difesa, oltre al cambio palla, se si esclude un passaggio a vuoto nel primo parziale“. Proprio l’avvio lasciava presagire una serata complicata per i colori biancoblu, sotto 1-0 nel conto dei set e 14-10 nel secondo round. Ma i ragazzi di Mastrangelo hanno reagito, trovando ordine e continuità: “Dopo il set di partenza, ci siamo guardati negli occhi, con la consapevolezza che servisse una svolta. Ed è arrivata, grazie a una maggiore sintonia in campo e all’incisività nei contrattacchi“.

Una risposta da squadra vera, maturata in un ambiente che ha saputo trascinare i rinoceronti nei momenti più delicati. La VHV Arena, sold out, ha accompagnato i suoi beniamini dall’inizio alla fine: “La spinta del pubblico fa sempre bene. Indubbiamente, abbiamo beneficiato dell’incitamento arrivato dagli spalti“. Ma Basso evita qualsiasi semplificazione. Perché dall’altra parte della rete c’è pur sempre una compagine di altissimo livello: “La Domotek gioca una grande pallavolo, è quadrata e sta disputando un’ottima stagione“.

Non a caso, la sfida decisiva richiederà un Belluno Volley capace di unire qualità tecnica e forza emotiva. Il venticinquenne centrale, originario di Padova, lo dice chiaramente: “A Reggio Calabria, da parte nostra, servirà una versione in linea con Gara2“. Ovvero quella in grado di reggere l’urto del PalaCalafiore e restare a lungo dentro la partita. Ma, stavolta, con qualcosa in più nei momenti chiave: “L’importante è interpretare il match con la testa. E pure con il cuore, necessario per gestire le situazioni più confuse, che di sicuro non mancheranno“. 

Poi la chiusura, quasi sorprendente nella sua sincerità: “Sembrerà un paradosso, ma dovremo cercare di essere anche più individualisti e far entrare in gioco il nostro ego“. Perché le finali, a volte, si decidono pure così. Con l’organizzazione collettiva, certo. E con la personalità di chi, nelle fasi decisive, si prende una responsabilità in più. Come ha fatto Basso, domenica scorsa. E con lui, Marsili e Giannotti, Hoffer e Mozzato, Berger, Corrado, Loglisci. E un intero collettivo in missione. 

(Fonte comunicato stampa)

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