Aveva tredici anni quando nel 2022 la guerra in Ucraina l’ha costretta a lasciare Kyiv e a trasferirsi in Italia insieme alla sua famiglia. Un cambiamento improvviso, fatto di una nuova scuola, una nuova lingua e un nuovo Paese in cui ricominciare.
Quella storia di sradicamento e rinascita è arrivata nelle scuole di Padova grazie all’incontro con Mariia “Masha” Solovei, giovane atleta del Club Italia, protagonista di una nuova tappa del progetto “Italiani – Essere e sentirsi italiani attraverso la maglia azzurra“, promosso dalla Fondazione SIT in collaborazione con la Federazione Italiana Pallavolo.
Mariia ha incontrato i ragazzi e le ragazze della scuola media Pacinotti e della scuola primaria Giovanni XXIII di Padova, condividendo il proprio percorso di vita e di sport e aprendo un dialogo sui temi di identità, cittadinanza, inclusione e appartenenza: “Quando sono arrivata in Italia non conoscevo neanche una parola di italiano – ha raccontato Mariia – Mi sentivo spaesata, ma pochi giorni dopo il mio arrivo ero già in un campo da pallavolo. La pallavolo è stata il mio primo linguaggio: le mie compagne di squadra mi hanno accolta subito come una di loro e mi hanno fatto sentire a casa“.

La pallavolo è diventata per Mariia non solo uno sport, ma uno spazio di relazione e crescita. Un percorso che in pochi anni l’ha portata a vestire la maglia del Club Italia, il progetto federale dedicato allo sviluppo dei giovani talenti della pallavolo nazionale, attraverso il quale sono passate molte delle campionesse che hanno fatto la storia recente della Nazionale azzurra, tra cui la capitana azzurra Anna Danesi, Paola Egonu e Alessia Orro.
Nel confronto con i ragazzi e le ragazze, Mariia ha parlato delle difficoltà iniziali, dell’importanza dell’impegno quotidiano e del valore della squadra come luogo di fiducia, rispetto e responsabilità. Un racconto capace di rendere concreti concetti complessi come identità e appartenenza, partendo dall’esperienza reale di una giovane atleta: “Io non ho scelto di venire in Italia, ma ho scelto di rimanere qui. E ho scelto di giocare per questo Paese“, ha concluso Mariia, lasciando un messaggio forte sul significato dello sport e del sentirsi parte di una comunità.
L’incontro rientra nel progetto “Italiani”, inserito nel più ampio percorso educativo Partenze e Traguardi, selezionato nell’ambito del bando InclusiON. Attraverso testimonianze come quella di Mariia Solovei, la Fondazione SIT porta nelle scuole storie capaci di parlare ai più giovani, mostrando come lo sport possa essere un ponte tra culture, un luogo di accoglienza e un potente strumento di crescita personale e collettiva.
(Fonte Fipav)