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VNL maschile, l’Italia è già fuori: 0-3 severo ma giusto contro gli Stati Uniti

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Ciao ciao Ningbo, l’Italia bi-campionde del mondo in carica saluta la VNL, fa già le valigie e risale sull’aereo col capo chino. Ad eliminare gli Azzurri nei quarti di finale delle Finals maschili sono stati gli Stati Uniti, infliggendo uno 0-3 che fa molto male e farà molto riflettere. Un risultato figlio di una efficienza fuori scala degli americani al servizio, 14 ace contro 5 dell’Italia, e una ricezione, la nostra, a tratti imbarazzante (chiudiamo con il 32% di positiva e il 5% di perfetta). Una squadra, quella di De Giorgi, apparsa, e non era la prima volta questa estate, sgonfia, scarica, soprattutto mentalmente.

Unica reazione nel terzo set. Vantaggio ben costruito di cinque punti, partita che sembrava destinata a cambiare volto nonostante i due set di svantaggio, poi a far saltare tutto è bastata una serie lunga al servizio di Hanes. Il nuovo oppostone a stelle e strisce (210 cm), 21 punti oggi con 6 ace e 2 muri, una volta ripresi ci ha anche superati, l’Italia psicologicamente questa cosa non l’ha saputa gestire e tanti saluti. Finisce qui, finisce male, finisce senza medaglia.

Come per la nazionale femminile di Velasco, l’obiettivo dichiarato di questo gruppo era ed è comunque l’Europeo, da giocare per di più in casa, ma arrivarci così, dopo un torneo in cui di lampi di luce se ne sono visti pochini e di musi lunghi tantini, non sarà cosa facile. Davanti c’è un mese per ritrovarsi, ricompattarsi e motivarsi. Forza Azzurri. Sempre!

6 ACE A 0 PER GLI USA NEL PRIMO SET
L’inizio del match fa subito intuire che oggi non sarà una passeggiata, ma questo era intuibile. Gli Usa portano subito l’inerzia dalla loro parte e poi ci mettono presto alle corde (6-11). Shoji serve in testa a Christenson anche mazzate terrificanti che non dovrebbero essere giocabili, soprattutto in quel modo. Christenson, neanche a dirlo, è Christenson e per il nostro muro leggerlo non è impresa facile. E poi c’è Anderson, e poi c’è Hanes, e poi c’è addirittura Averill, uno che aveva praticamente smesso di giocare e che invece quando veste questa maglia si trasforma. Eppure, li riprendiamo. Lo facciamo ai 17, dopo aver sofferto e inseguito a lungo, forse perché non va dimenticato che saremmo comunque bi-campioni del mondo in carica. A far saltare il banco restano comunque le battute degli americani che fanno sistematicamente saltare la nostra ricezione. Ace di Christenson (17-19), doppio ace di Hanes (20-24) e il primo set scappa via. Per il totale fate 6 ace a zero per loro. Un peccato, considerando che l’attacco dell’Italia ha viaggiato sul 64% contro il 54% degli americani.

ITALIA IN BAMBOLA ANCHE NEL SECONDO SET
Alla ripresa del gioco, il gioco , ahinoi, non cambia: 4-7 e timeout motivazionale di De Giorgi che chiede ai suoi di crederci di più. Dopo aver subito altri due ace, finalmente gli Azzurri ne mettono anche uno a referto con Sanguinetti, ma cambia poco. Dai nove metri loro sono abilissimi nel variare corto-lungo e passare sempre all’incasso (8-13). De Giorgi spende il suo secondo discrezionale, altra preghiera ai suoi, “Ragazzi statemi a sentire, lasciamo perdere il discorso della ricezione, ma se non ci svegliamo la partita ci scappa via”. Dentro Porro per Lavia e anche Laurenzano per Balaso, Giannelli quando può la serve a Bottolo, al momento la mano azzurra più calda, ma appena gli Usa vanno a battere son sempre e comunque dolori. Non li riprendiamo più, non li avviciniamo mai: 21-25 e siamo sotto due set a zero senza aver mai dato l’impressione di giocare alla pari. Altri 5 ace subiti, ma anche 4 messi a segno. Forse questo potrebbe alimentare una speranza, a patto che loro calino al servizio. Di contro, in attacco l’Italia è calata, e di molto, scendendo dal 64% del primo set al 38% (60% invece per gli americani).

TERZO SET D’ILLUSIONE E GRANDE DELUSIONE
Il murone dell’impavido Mati sul gigante Hanes vale il 3 pari a inizio del terzo e, si spera, un moto d’orgoglio nella nostra metà campo. Secondo indizio, Hanes, sempre lui, sbaglia per la prima volta ad alzarsi la palla in battuta. Sono inezie, ma adesso c’è da aggrapparsi a tutto. Terzo e quarto indizio, l’Italia trova per la prima volta un break di vantaggio: 8-6 e timeout (mai successo sin qui) di Kiraly. Quinto indizio: ace di Sanguinetti e +3 Italia (11-8). Attacco di Bum-Bum-Bottolo, +4 Italia (13-9). Attacco mani fuori di Romanò, +5 Italia (15-10). Bello, bellissimo, poi però arriva una tranvata tra capo e collo che forse nessuno si aspettava: dai nove metri si ripresenta Hanes il gigante, serie lunga con tre ace, contro sorpasso (15-16) e tutto da rifare. Ma non è questo l’aspetto peggiore. Dopo averci ripreso gli americani accelerano anche, si costruiscono quattro palle match e al secondo tentativo ci mandano a casa. Risultato severo ma giusto.

ITALIA-STATI UNITI 0-3
(22-25, 21-25, 21-25)
ITALIA: Giannelli 1, Bottolo 14, Mati 4, Romanò 16, Lavia 2, Sanguinetti 7, Balaso (L). Laurenzano, Sbertoli, Sani, Porro. N.e: Galassi, Russo, Bovolenta. All. De Giorgi.
USA: Averill 5, Christenson 2, Champlin 11, McHenry 2, Hanes 21, Anderson 13, Shoji (L). Jendryk, Robinson, Ma’a 1, Hartke. N.e: Briggs, De Falco, Knigge. All. Kiraly
Arbitri: Simonovic Vladimir (SUI),Jurkovic Ksenija (CRO)
Durata: 27’, 28’, 30’
Italia: a 5, bs 14, m 4, et 17.
Usa: a 14, bs 15, m 3, et 17 .

Di Giuliano Bindoni
(© Riproduzione riservata)

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