Santi Orduna: “La mia carriera testimonia che ho sempre amato le sfide”

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Foto Tonno Callipo Volley

Di Roberto Zucca

Parafrasando una canzone estiva, cercheremo il cuore di Santiago Orduna in un vecchio disco. Perché se la carriera di uno dei più forti palleggiatori (italiani, ci tiene sempre a dirlo, da quando ha preso la cittadinanza nel nostro Paese) degli ultimi anni fosse contenuta in alcuni album, sarebbe variegata, ma pulserebbe sempre con la grinta che lo contraddistingue. È con questo sentimento che “Santi” ha scelto per la prossima stagione una missione non facile, ovvero quella di ripartire dalla Serie A2 con la Tonno Callipo Vibo Valentia, stupendo ancora una volta tutti:

Non è la prima stagione in cui il mio nome viene accostato a Vibo Valentia. Non è stato difficile convincermi, perché conosco bene la Tonno Callipo, visto che per anni me la sono ritrovata come avversaria e sapevo da tanti amici e compagni quanto qui si stesse bene“.

Devo fare l’avvocato del diavolo, me lo conceda. Dopo una stagione come la precedente, perché scendere in A2?

Le belle stagioni non si creano solo scegliendo le società di vertice. La mia carriera è la testimonianza che spesso ho scelto le strade meno semplici, che spesso mi sono incaponito su certe scelte e soprattutto, mi sono sempre piaciute le sfide. Con Vibo io e altri abbiamo accettato la proposta perché vogliamo riportare questa squadra dove merita, ossia in Superlega“.

Foto Tonno Callipo Volley

Il suo nome è circolato per diversi club di Superlega. Il mercato c’era.

Sì, anche all’estero avevo delle opportunità. Ma volevo rimanere in Italia perché è sempre il campionato più bello del mondo. E ho scelto Vibo perché era questo ciò che volevo. Tornare al Sud mi ha ricordato il mio arrivo in Italia 15 anni fa, quando dall’Argentina arrivai a Catania“.

Non fu facile.

Dopo tre partite, la società iniziò a mandare via degli atleti perché si trovava in difficoltà economiche. È stato un momento in cui ho capito cosa volevo realmente, ossia giocarmi questa vita sportiva nel campionato italiano. E anno dopo anno, credo di essermi tolto delle grandi soddisfazioni“.

Foto Vero Volley Monza

Modena è stato forse il club più prestigioso. Anche lì non fu semplice.

Accettai una sfida, sostituire Bruno, e arrivare dopo la sua pesante eredità per molti era una follia. A Modena senti più di altri posti certe responsabilità. Credo di aver lasciato il ricordo di una persona che dà tutto sé stesso per la maglia. Così come credo che i quattro anni a Monza abbiano lasciato la stessa sensazione“.

A Monza lei ha giocato la pallavolo migliore della sua carriera.

Abbiamo costruito anno dopo anno qualcosa di magico. Soprattutto le ultime due stagioni ci hanno fatto capire quali potenzialità avesse la squadra. Porterò con me sempre un ricordo bellissimo di quegli anni: mio figlio che gioca con mia moglie alla fine dell’allenamento e muove i primi passi proprio all’Arena di Monza, ma anche la CEV Cup vinta lo scorso anno“.