Foto VakifBank Spor Kulubu/Eczacibasi Spor Kulubu

Resa dei conti tra VakifBank ed Eczacibasi per “salvare” la stagione

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È la prima sfida tra due rappresentanti della Turchia nella finale di Champions League, una grande festa per il movimento pallavolistico dominante delle ultime stagioni (insieme a quello italiano). Ma la Super Final femminile di Torino (sabato alle 17.30) ha anche un meno gradevole sapore di “ultima spiaggia” per VakifBank Istanbul ed Eczacibasi Dynavit Istanbul: entrambe si sono viste bruciare sul filo di lana dal Fenerbahce in campionato, e se il Vakif ha portato a casa almeno la Coppa di Turchia, le arancionere sono finora a secco di trofei, pur avendo dominato la regular season. Decisamente troppo poco per due squadre costruite per vincere tutto, e che di conseguenza non saranno disposte a mollare neppure un punto.

VakifBank Istanbul
Foto CEV

LA STORIA – Oltre a essere la squadra campione in carica, il Vakif ha disputato ben 10 finali di Champions League nella sua storia (di cui 8 con Guidetti in panchina), e il bilancio è in perfetta parità: 5 vittorie e 5 sconfitte. Per l’Eczacibasi si tratta invece della terza finale dopo la vittoria del 2015, ai danni di Busto Arsizio, e la sconfitta del lontano 1980. Sebbene le due squadre non si siano mai incrociate in finale, il derby tra Vakif ed Ecza è di gran lunga la sfida più giocata nella storia della competizione: ben 18 i precedenti, di cui 13 vinti dalle giallonere, che oltretutto si sono aggiudicate 12 delle ultime 13 gare.

I TEMI – Ovviamente non si può parlare di VakifBank-Eczacibasi senza fare riferimento al duello tra Paola Egonu e Tijana Boskovic, stelle delle rispettive squadre ed eterne rivali. La serba non ha mai vinto la Champions League, così come la compagna di squadra Maja Ognjenovic, mentre l’italiana ne ha già conquistate due con due squadre diverse (Novara e Conegliano), perdendo soltanto la finale dello scorso anno. Per lei, però, si tratterà anche dell’ultima partita con la maglia del Vakif prima di trasferirsi a Milano, e chiuderla con una sconfitta lascerebbe inevitabilmente in bocca un sapore amaro. In questa stagione di Champions Boskovic ha siglato 153 punti con un’impressionante media di 6,37 a set, mentre Egonu è la top scorer della manifestazione con 235 punti, ma con una media inferiore (6,03).

L’interrogativo numero uno della finale riguarda invece i posti 4: se il Vakif può disporre di un fenomeno come Gabi e, a stagione in corso, ha trovato continuità con l’inserimento di Kara Bajema al posto di Daalderop, le armi dell’Eczacibasi sembrano più spuntate. Irina Voronkova garantisce infatti stabilità, ma Hande Baladin è apparsa in grande difficoltà nelle ultime uscite e l’alternativa Saliha Sahin non dà garanzie. Anche il muro del Vakif sulla carta è uno spauracchio, con Gunes (31 block vincenti nella stagione europea) e Ogbogu in gran forma. Alla squadra di Ferhat Akbas non resta che puntare su una battuta quanto più incisiva possibile per mettere in difficoltà il palleggio di Ozbay e rendere più prevedibile l’attacco del Vakif, che talvolta qualche errore lo concede.

Eczacibasi Dynavit Istanbul
Foto CEV

LE DICHIARAZIONI – Per Gabi sarà la prima finale da capitano del Vakif: “Non vediamo l’ora di scendere in campo – ha detto nella conferenza stampa della vigilia – la finale è l’obiettivo principale di questa stagione. Sappiamo che sarà difficilissima, ma siamo felici di affrontare l’Eczacibasi: è un segnale che il campionato turco sta diventando sempre più forte. La cosa più importante per noi sarà combattere fino alla fine, dando il cuore in campo. Boskovic? Sappiamo che è una delle più forti giocatrici al mondo ed è abituata a giocare partite di questo livello, bisogna sempre tirare fuori qualcosa in più per fermarla“.

Giovanni Guidetti, invece, è addirittura alla sua nona finale al timone delle giallonere: “Non lo sapevo, non le ho contate – sorride – perché nello sport non conta il passato, ma quello che deve ancora accadere. Questa è la prima finale di un gruppo nuovo e arriva al termine di un cammino difficile: siamo orgogliosi e felici di essere qui a giocarcela. Il modo in cui è cresciuto il volley turco negli ultimi 10 anni è impressionante: le partite sono spettacolari e c’è un enorme sostegno da parte del pubblico“.

Siamo davvero entusiasti di essere qui – dice Ferhat Akbasè la partita più importante nella storia della nostra società. Rispettiamo tantissimo gli avversari, è la prima volta che ci incontriamo in finale e siamo davvero pronti a dare il massimo. La preparazione mentale è la cosa più importante in questo tipo di partite. Siamo felici di poter vivere una grande notte turca ed è ancora più significativo il fatto di farlo in Italia, uno dei nostri più grandi rivali della pallavolo“.

Prima finale di Champions in carriera per Tijana Boskovic: “Sono felice, è stato un percorso difficile, ma abbiamo meritato di essere qui e speriamo di fare una grande prestazione. Conosciamo bene le nostre rivali e sappiamo che sarà una grande battaglia, ma vogliamo fare la storia. È sempre un piacere giocare contro Gabi ed è difficilissimo giocare contro il Vakif; abbiamo avuto 8 anni di battaglie, spero che sabato sarà lo stesso“.

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