Non ci sono parole per descrivere l’attacco ingiustificato via social arrivato nelle ultime ore all’indirizzo di Manuel Coscione da parte di un anonimo codardo, ovviamente nascosto dietro un profilo fake per vomitare minacce di morte al giocatore di Cuneo e alla sua famiglia. L’ennesimo caso, uno di troppi, che dimostra come l’anonimato e l’uso di una falsa identità riducano il senso di responsabilità morale sui social network. L’ennesimo caso, uno di troppi, che dovrebbe far riflettere sull’urgenza di regolamentare l’accesso e l’utilizzo dei social network.
Di seguito riportiamo le parole usate da Coscione per raccontare cosa gli è accaduto, con lo screenshot dei messaggi ricevuti, seguite dalla ferma denuncia dell’AIP, l’Associazione Italiana Pallavolisti.
IL POST DI COSCIONE
Ho sempre dato e sempre darò il massimo in campo, ieri purtroppo non sono riuscito a farlo sempre, ho commesso il mio secondo errore in battuta sul match-ball per noi al quinto set, ma ciò non autorizza nessuno ad attaccarmi sul personale coinvolgendo la mia famiglia e minacciandomi in questo modo con delle frasi che sono totalmente estranee a quello che è il concetto di sport .
Poi non avendo il coraggio di farlo a proprio nome il personaggio ha creato evidentemente un profilo fake commentando un mio post vecchio di 2 anni, ma ho avviato le procedure che secondo me era giusto fare presso le autorità competenti perchè episodi del genere non devono passare in secondo piano .
Ormai sembra che sui social tutti si sentano in diritto di dire qualsiasi cosa giudicando,minacciando,diffamando, bullizzando ecc….persone che credo che di persona non avrebbero coraggio neanche di aprire la bocca.
Lo Sport è un’altra cosa,ma in generale la mia idea di educazione e rispetto degli altri è totalmente diversa .

LA NOTA DELL’AIP
L’Associazione Italiana Pallavolisti (AIP) esprime la più ferma condanna per le gravissime minacce e gli insulti rivolti sui social network all’atleta Manuel Coscione e alla sua famiglia, in seguito a un frangente di gioco avvenuto durante l’ultima partita disputata.
Un errore in campo – che per natura è parte integrante e umana di qualsiasi disciplina sportiva – non può e non deve mai diventare un pretesto per scatenare violenza verbale, intimidazioni o diffamazione.
Le frasi rivolte a Coscione sono estranee a qualsiasi concetto di tifo e di sport e configurano condotte inaccettabili e potenzialmente penalmente rilevanti.
AIP esprime piena e totale solidarietà a Manuel Coscione.
Oggi più che mai – dichiara AIP – è necessario ribadire che la tutela della persona, della dignità e della salute psicofisica di atlete e atleti viene prima di qualsiasi risultato sportivo.
La linea dell’Associazione è di tolleranza zero verso il cyberbullismo e gli hater: chiediamo alle istituzioni sportive e ai gestori delle piattaforme un impegno sempre più incisivo per arginare questo fenomeno, che troppo spesso colpisce chi scende in campo dando il massimo.
AIP rinnova il proprio impegno a supporto di tutti i propri associati, ricordando che nessuno deve essere lasciato solo o sola di fronte ad attacchi vili e inaccettabili.
Di VolleyNews.it
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