Ci sono percorsi sportivi che vanno oltre il campo, oltre i punti, oltre le partite. La stagione di Mariam Metwally con la maglia della UYBA Volley Busto Arsizio è stata uno di questi: un’esperienza capace di lasciare un segno non solo dal punto di vista tecnico, ma anche umano, culturale e identitario.
Arrivata a Busto Arsizio come una delle giocatrici più rappresentative della pallavolo egiziana, Metwally ha scritto una pagina importante del volley italiano: è stata la prima giocatrice egiziana del campionato italiano e la prima atleta a scendere in campo con il velo in Serie A1, un’immagine forte, nuova, significativa. Un messaggio potente di apertura, inclusione e rispetto, che la UYBA ha accolto con orgoglio e naturalezza. “Per me questa esperienza significa molto più che giocare semplicemente a pallavolo“, spiega la schiacciatrice, “Essere la prima donna egiziana nella storia a giocare nel campionato italiano è qualcosa che mi riempie di immenso orgoglio. È difficile spiegare a parole cosa si provi sapendo di aver raggiunto qualcosa che nessuna donna egiziana aveva mai fatto prima. Mi sento onorata di rappresentare il mio Paese e di aprire la strada ad altre ragazze egiziane, affinché possano sognare più in grande e credere di poter arrivare anche loro a questo livello“.
La sua stagione alla e-work arena ha raccontato il coraggio di chi affronta una nuova sfida lontano da casa, in un Paese diverso, in un campionato diverso, con abitudini, lingua e cultura tutte da scoprire. Metwally lo ha fatto con il sorriso, con discrezione, con professionalità e con quella forza silenziosa che ha saputo conquistare compagne, staff e tifosi. “Indossare la maglia della UYBA e giocare nel campionato italiano ha significato moltissimo per me, sia come atleta sia come persona. L’Italia ha uno dei campionati di pallavolo più competitivi al mondo, quindi è stata un’opportunità incredibile per mettermi alla prova, crescere e imparare da giocatrici e allenatori di altissimo livello. Oltre all’aspetto sportivo, ero consapevole che il mio percorso avesse anche un significato simbolico. Speravo di dimostrare che determinazione, duro lavoro e passione possono superare le barriere e ispirare gli altri, soprattutto le giovani ragazze che sognano di praticare sport indipendentemente dal loro background. Rappresentare la UYBA è stato un onore e sono grata per il supporto che ho ricevuto dal club, dalle mie compagne e dai tifosi durante tutta la stagione. È stata un’esperienza che porterò sempre con me“.
Arrivando in un paese nuovo, possono sorgere incomprensioni legate alla diversità culturale, religiosa o personale. Metwally spiega questo punto, sottolineando come non siano state difficoltà insormontabili e come, al contrario, club e compagne siano state accoglienti sin da subito: “C’erano piccole differenze nella lingua, nella cultura e nelle abitudini quotidiane, ma non le ho mai viste come ostacoli. Le ho viste come opportunità per imparare e crescere. Per quanto riguarda la mia religione o il mio background personale, mi sono sempre sentita rispettata, soprattutto durante il Ramadan. Tutti all’interno del club sono stati molto comprensivi e disponibili, e questo per me ha fatto davvero la differenza. A farmi sentire parte del gruppo sono stati soprattutto i semplici gesti quotidiani: le mie compagne mi hanno sempre coinvolta, mi hanno aiutata a comunicare e si sono assicurate che non mi sentissi mai sola. La loro gentilezza e il loro supporto hanno reso il mio adattamento molto più facile e, in pochissimo tempo, mi sono sentita parte di una famiglia, non solo di una squadra“.
Per il club biancorosso, la presenza di “Meeto” è stata un valore aggiunto. Non solo per ciò che ha portato in palestra ogni giorno, ma per ciò che ha rappresentato all’interno del gruppo: una possibilità concreta di crescita reciproca, di conoscenza, di confronto e di arricchimento. In una squadra sempre più internazionale, Metwally ha contribuito a rendere ancora più profondo il significato di parole come coesione, diversità e appartenenza. Dal punto di vista umano e culturale, racconta poi quali sono state le differenze più grandi che ha trovato arrivando in Italia: “Quando sono arrivata in Italia, ho notato molte differenze, sia a livello culturale sia nella vita di tutti i giorni. Per me era tutto nuovo, ma ciò che mi ha sorpresa di più è stato quanto tutti siano stati accoglienti e disponibili. Le mie compagne, lo staff tecnico, le persone per strada e tutti all’interno del club mi hanno fatta sentire a casa fin dall’inizio, rendendo l’adattamento molto più semplice. Nello spogliatoio ho apprezzato davvero tanto l’atmosfera positiva e la professionalità. Tutti lavoravano duramente, ma allo stesso tempo si sostenevano a vicenda, e questo mi ha aiutata a crescere come giocatrice. Mi è piaciuto molto il fatto che nello spogliatoio ognuna condividesse la propria cultura. Anche i tifosi mi hanno colpita moltissimo. La loro passione e il loro sostegno costante, sia nelle vittorie sia nelle sconfitte, hanno significato tanto per me. Ho sentito davvero il loro affetto ogni volta che sono scesa in campo e sono molto grata per questa esperienza“.
Infine, Metwally racconta cosa porterà con sé dell’esperienza alla UYBA, della città e dei tifosi: “Davvero tantissimo. Porterò con me moltissimi ricordi indimenticabili. Busto Arsizio avrà sempre un posto speciale nel mio cuore, perché è il luogo in cui ho iniziato la mia carriera professionistica e realizzato uno dei miei sogni più grandi. Ricorderò sempre le mie compagne, lo staff tecnico e tutte le persone della UYBA per avermi fatta sentire accolta fin dal primo giorno. Mi hanno aiutata a crescere non solo come giocatrice, ma anche come persona. L’atmosfera della e-work Arena è qualcosa che non dimenticherò mai. Giocare davanti ai tifosi biancorossi è stato incredibile. La loro passione, la loro energia e il loro sostegno mi hanno dato fiducia ogni volta che sono scesa in campo. Me ne vado con tantissimi ricordi, insegnamenti preziosi e amicizie che spero dureranno per sempre. Sarò sempre grata alla UYBA e a tutti coloro che mi hanno sostenuta durante questo capitolo speciale della mia carriera“.
(Fonte comunicato stampa)