Matteo Cecchini: un talento del beach che va al di là del risultato

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Di Roberto Zucca

Il suo talento è innegabile, soprattutto quando, anche a corto di allenamenti, principalmente per la sua vita lavorativa come gestore in un fondo di investimento, ogni weekend del campionato italiano, si presenta sicuro di andare a meta. È accaduto anche al Fantini Club, dove Matteo Cecchini, in coppia con Davide Dal Molin, ha ceduto solo al tie break contro gli ormai protagonisti del campionato, Bonifazi-Manni, che per la seconda volta consecutiva salgono sul gradino più alto:

“Il rammarico c’è. Sono contento del buon torneo disputato, giocato a tratti ad un livello molto alto. Il rammarico non è tanto per la sconfitta, quanto per il fatto che non riusciamo a comprendere e a lavorare sugli errori fatti”.

Cecchini, il rammarico è comprensibile. Ma la vostra è una coppia che si ritrova in campo direttamente nel weekend?
“Beh si. La distanza e la mia vita frenetica non aiuta. Considerando che negli ultimi due anni, ci siamo allenati assieme una sola volta, direi che il bilancio è strapositivo”.

Se ci fosse stato qualche allenamento in più?
“Il risultato secondo me sarebbe diverso. Quelle cose che vedo affinate in alcune coppie, noi riusciamo ad affinarle direttamente in campo”.

Battere Andreatta-Abbiati in semifinale come è stato?
“Positivo. Sono atleti che lavorano sodo e vincere la semifinale contro atleti di livello è sempre una grande soddisfazione”.

Lei ormai è cittadino di Milano. È vero che vorrebbe importare la coppia nella capitale meneghina?
“Mi piacerebbe avere uno staff ed allenarmi qualche giorno alla settimana con Davide. Ci stiamo lavorando perché credo che qualche chance in più la nostra coppia la meriterebbe. Servono gli sponsor, un budget adeguato e un po’ di tempo in più”.

Contro chi vorrebbe giocare la finale del campionato italiano?
“Contro Paolo Ingrosso, che è un amico e sono felice di averlo ritrovato nel campionato italiano. Sicuramente è sempre stimolante giocare contro atleti così”.

 

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