Angelo Lorenzetti è stato tra i protagonisti della conferenza stampa organizzata dalla sua società con in testa il presidente Gino Sirci in merito ai nuovi calendari della FIVB per la pallavolo internazionale. Il tecnico, uno dei più rispettati e vincenti della storia, ha espresso un pensiero fermo, tenendo in considerazione anche gli aspetti di tutela della salute degli atleti che gli allenatori sono tenuti a gestire, oltre al rapporto tra le istituzioni e i club.
Sottolinea Angelo Lorenzetti: “Le cose da dire su questo tema sarebbero tantissime. Provo a riportarne due: una da allenatore e una da osservatore, come dire, un po’ esterno. La prima, da allenatore, è che io sono discretamente convinto che guardando questo calendario per noi allenatori non sarà difficile mettere in campo, gestire il lavoro e preparare una squadra, perché quello siamo chiamati sempre a farlo. Ma sarà difficile far stare in salute le persone con cui lavoriamo. E anche questo è un nostro compito. Noi non abbiamo un codice etico, però, ognuno di noi ci tiene nella sua professione. Vogliamo, prima di tutto, non essere un danno per la salute di questi ragazzi e, dopo, possiamo imparare a giocare e farlo meglio. Ma non possiamo essere quasi obbligati ad andare nel rischio di farli stare male. Per noi allenatori non sarà tanto difficile trovare il modo di farli giocare, ma per farli stare bene“.
E ancora: “L’altra è una considerazione da osservatore esterno. Tra le tante cose che ha detto il presidente, Sirci, una è evidente: ci sono interessi completamente opposti. Da una parte c’è un guadagno che diventa un migliore guadagno, dall’altra parte mi sembra che di bilanci in positivo ce ne siano pochi. Quando ci sono interessi contrastanti ci vorrebbe un clima democratico, e questa democrazia nella pallavolo, ma forse nello sport, non c’è, perché a decidere è solo una parte, no? E quando non c’è democrazia, chi sta, per così dire, ‘sotto’ può parlare, sì, ma deve fare delle azioni, che non sono sempre neanche di poco conto, perché deve lottare. Quindi, questa giornata è un grido di ‘urgenza’ da parte del presidente. Perché tenere aperto un canale diplomatico non significa per forza tenere aperto anche un negoziato. Il negoziato si apre quando tutte e due le parti hanno bisogno di qualcosa dall’altro. Questo non è il caso della pallavolo, pare, perché come è stato detto sembra che loro dei club hanno poco bisogno e in questo clima un’azione da fare è di non pensare che gli altri ascoltino per forza. Ho 62 anni e sono poco fiducioso che i potenti ascoltino, perché vanno verso i loro interessi e perché hanno la forza. Per farli ascoltare bisogna usare anche delle mosse, delle iniziative che, a volte, tra virgolette, sono anche ‘violente’. Delle iniziative che anche in altri sport ci sono state e bisogna mettere il seme della discordia tra le stesse federazioni, come è già successo anche in altre discipline. Non c’è solo la federazione internazionale, ma c’è la CEV, ci sono le federazioni nazionali. Se stanno tutti insieme, i club non ce la fanno. Se cominciano a dividersi qualche spiraglio c’è“.
Una considerazione cui Gino Sirci, presidente di Perugia, ha aggiunto che “la federazione italiana è chiaramente in disaccordo con questo nuovo calendario ed è d’accordo con noi, con i club, con i giocatori, con gli allenatori, a continuare con l’attuale calendario. La federazione è con noi e sono con noi anche altri 25 club europei. Sono d’accordo con noi, sono d’accordo con il fatto che togliere ai club, che sono poveri, ma che mantengono il movimento, due mesi della loro stagione, del loro migliore tempo durante l’anno è veramente qualcosa che non possiamo accettare. Perché questi due mesi vanno a gente che in questo momento già ha tanti soldi e ha i suoi spazi, ma soprattutto già scrive le regole. C’è, come diceva il nostro allenatore, una situazione che anche altri sport hanno vissuto, dove c’è un operatore commerciale, che sono i club, poi, c’è la federazione internazionale che è sopra, che fa le regole. Poi, la stessa federazione si mette un altro cappello e dice adesso mi metto a giocare anch’io, quindi, si fa concorrenza. Francamente mi lascia un po’ così… pensieroso. Dobbiamo vedere, adesso, come funziona“.
A cura di VolleyNews.it
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