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Lavarini dopo Gara3: “Orgoglioso della reazione e di come abbiamo gestito i momenti clou”

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Cuore, orgoglio e carattere: la Numia Vero Volley Milano le ha messe tutte in campo in Gara3 di Finale Scudetto centrando al Palaverde un successo che non solo riapre la serie, ma è anche un fatto storico perché l’ultima volta che Conegliano aveva perso una partita in casa distava addirittura due anni: 17 aprile 2024, Gara1 di finale scudetto contro Scandicci. Ovviamente soddisfatto a fine partite Stefano Lavarini che racconta così, ai nostri microfoni, questa bella prestazione della sua squadra.

“Senza dubbio le ragazze sono state brave a venire qua mettendo in campo le loro motivazioni per riaprire la serie. Era quello che volevamo, ma per farlo eravamo consapevole che serviva una grande prestazione, come ottima era stata quella di Gara1. Sono soddisfatto perché le ragazze sono riuscite in qualcosa a cui tenevano molto e lo hanno fatto con coraggio negli aspetti in cui sapevamo che dovevamo fare la differenza: spingendo molto in attacco, prendendo qualche rischio in più in alcune situazioni… Insomma, penso che sia stata veramente una bella gara. Possiamo tornare a Milano e continuare a credere nel nostro percorso”.

Quale aspetto del gioco espresso mi ha soddisfatto di più? L’approccio delle ragazze. Soprattutto nel terzo e nel quarto set la tenuta nei momenti più caldi. A metà del secondo set avevamo rallentato un po’ la spinta in alcuni momenti che potevano fare la differenza. Giocare il punto a punto con loro è estremamente pericoloso, e invece nel terzo set e nel momento clou del quarto abbiamo giocato con grande carattere. Questa è la cosa che mi ha dato più soddisfazione, quella qualità che abbiamo espresso in attacco”.

Come si fa a switchare mentalmente in questo modo nel giro di pochi giorni? In uno sport come il nostro si usa dire che non c’è il pareggio, bisogna conquistarsi tutti i punti. Sotto il profilo psicologico la pallavolo è molto simile al tennis, con la difficoltà in più che qui si deve mettere insieme l’aspetto psicologico di tante persone. Le dinamiche sono poi anche variegate, perché un conto è l’esordio, un conto è giocare la prima in casa, un conto è se sei avanti uno a zero, un conto è se sei avanti due a zero. E ancora se sei in casa e devi chiudere un vantaggio e un altro conto è se sei spalle al muro. Insomma in tutte queste dinamiche le reazioni da parte dei gruppi sono sempre differenti. Oggi siamo stati bravi noi a reagire in questo modo”.

Intervista di Giuliano Bindoni
(© Riproduzione riservata)

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