L’angolo tecnico di Massimo Dagioni: Novara contro il Fenerbahce si gioca tutto

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Di Massimo Dagioni

Girone di ferro, la pool B della Champions League femminile 2017-2018, ma ottimo rendimento delle due squadre italiane che un sorteggio maligno ha messo nello stesso girone eliminatorio, insieme alla corazzata turca Fenerbahce. Il quarto incomodo è rappresentato dal Prostejov, da anni ormai regolarmente campione della Repubblica Ceca, ma è stato subito chiaro dal sorteggio che una tra tre grandi squadre del panorama continentale sarebbe risultata esclusa dai playoff. E se mai fosse una delle nostre il rammarico sarebbe doppio! Dopo quattro turni la classifica vede saldamente in testa le pantere di Conegliano, che finora non hanno perso un colpo, battendo 3-1 le campionesse italiane dell’Igor nella gara di esordio, regolando poi come da programma le ceche del Prostejov e rifilando un doppio 3-2, peraltro sempre in rimonta, proprio alle turche, sia in casa sia nella tana di Istanbul. Le ragazze di Novara sono anche messe bene, avendo vinto i due confronti con il Prostejov ed avendo anche loro espugnato Istanbul al tie-break. Tutto facile e deciso dunque? Certamente no…

Per Conegliano è davvero quasi fatta: prossimo turno in Repubblica Ceca in casa del fanalino di coda Prostejov ed in caso di prevedibile successo sarà qualificazione in cassaforte con addirittura un turno di anticipo, senza dipendere dal derby di ritorno in casa Igor, quindi una bella prospettiva!

Anche Novara ha impostato bene il girone, ma c’è ancora lo scoglio della gara di ritorno contro le turche (che poi avranno un “comodo” Prostejov all’ultimo turno) in programma giovedì e poi lo scontro con Conegliano (che probabilmente sarà già qualificato, ma… chi si fida di un gruppo di pantere?)

Andiamo dunque a conoscere meglio la squadra turca del Fenerbahce e studiamo i parametri di rendimento delle due contendenti alla seconda piazza che proietta ai play-off di Champions League.

Sicuramente il momento per le giallonere di Istanbul è un po’ delicato: il roster è profondo e di grande qualità, ma la squadra si trova attardata nella classifica della superlega turca, trovandosi attualmente in terza posizione appaiata al Galatasaray e con ben 14 punti di distacco dal Vakifbank capolista; e proprio la recente sconfitta in casa per 3-1 contro la squadra allenata da Giovanni Guidetti è costata la panchina al pur esperto coach De Brandt; finirà la stagione il suo ex-vice Salih Tavaci, almeno così ha comunicato il board del prestigioso club. In Champions League, come già detto, vittoria “obbligata” contro il Prostejov e tre sconfitte contro le italiane, ma tutte e tre al quinto set e dissipando un vantaggio di 2-0! Insomma, la continuità e la tenuta mentale non sembrano la miglior dote della versione attuale del Fenerbahce e forse anche l’ambiente non è in questo momento troppo stabile e sereno, ma le giocatrici sono forti ed hanno ancora la possibilità di scavalcare Novara, in caso di vittoria da tre punti giovedì sera ed aprirsi così una prospettiva di riscatto dopo una prima parte di stagione davvero sottotono ed insoddisfacente.

La squadra base (ma le alternative sono molte e di qualità, come accennato) è composta dalla star thailandese Nootsara Tomkom al palleggio, che ha sostituito ad inizio stagione la nostra vecchia conoscenza Carli Lloyd, a causa di un lungo infortunio (solo recentemente risolto dalla palleggiatrice statunitense, ora in Brasile); opposta la fortissima azera Polina Rahimova: una diagonale veramente di tutto rispetto… il pacchetto dei centrali, tutto turco, è anche di altissimo livello: Eda Erdem, Nur Babat e Bahar Toksoy (signora Guidetti, come noto); in posto 4 Natalia Pereira e Mia Jerkov, con Ylmaz libero, più le ottime turche Cakiroglu ed Uslupehlivan come primi cambi rispettivamente di banda ed opposto.

Analizzando il cammino fin qui percorso, come dati di squadra, osserviamo un livello di efficacia in attacco inferiore alle aspettative, considerando il livello delle attaccanti: abbiamo infatti un 33,5% di attacchi vincenti di squadra, dato basso per un top team; il deficit è in parte evidentemente compensato dall’esperienza delle giocatrici turche, che concedono solo un 7% di errore ed un 6% di murate subite: l’efficienza (il vero termometro dell’attacco di una squadra) si attesta quindi al 20,5%, dato certo non entusiasmante, ma nemmeno troppo deficitario. Le cose vanno meglio al servizio, dove la percentuale di errore è un po’alta (11%), ma compensata da un’ottima efficacia, che paga una media di ben 1,26 ace per set e tante palle staccate da rete per facilitare il lavoro del muro, che infatti viaggia ad una media di 2,7 vincenti per set, niente male davvero. Il dato di ricezione perfetta è molto basso (16% appena), ma si aggiunge un buon 45% di palle positive per un 61% globale, che considerando il livello delle schiacciatrici laterali può essere funzionale.

Il confronto con Novara, secondo gli stessi parametri, ci parla di strade diverse, ma di approdi simili: l’Igor infatti attacca con il 38% di palle vincenti, ma con evidente minore capacità di gestione (11,5% di errore e 6% di murate subite), che curiosamente… portano alla stessa identica efficienza del 20,5% di attacco! Il servizio di Novara è poi meno falloso (9% di errore), ma paga una media di 0,8 ace per set (non è un deficit, ma davvero troppo poco per il potenziale delle campionesse d’Italia); il dato del muro è leggermente inferiore (2,5 blocchi vincenti per set) e sensibilmente migliore invece la ricezione, che sommando il 18% di perfette (dato anche questo migliorabile) al 51,5% di palle positive arriva al 69,5% totale, ma con più errori diretti (subiti 1,6 ace per set contro 1,3 del Fenerbahce).

Insomma Novara è ad un passo dalla qualificazione ed il Fenerbahce è una squadra in questo momento ferita, ma piena di grandi giocatrici e con degli indici di rendimento in realtà molto simili a quelli delle piemontesi.

L’equilibrio di squadra è sicuramente diverso: un po’ per caratteristiche individuali, un po’ per un livello di ricezione basso le turche ottengono poco in attacco dal pacchetto delle centrali (tutte sotto il 50%), che hanno invece un altissimo e stabile rendimento a muro. Questo limita un po’ la fantasia della Tomkom (a proposito, occhio alla sua micidiale battuta float!), costretta ad appoggiarsi molto sulle sue laterali: e se Rahimova e soprattutto Natalia Pereira (4 ace per 3 errori, ben 7 muri vincenti ed attacco sopra il 41% in 3 partite!) hanno finora risposto presente all’appello, meno si può dire (anche a causa di svariati acciacchi fisici) per Mia Jerkov (grande esperienza ed ottimo rendimento al servizio ed a muro, ma solo il 29% di attacchi vincenti con efficienza 15%, davvero troppo poco per lei).

Novara, ricezione permettendo, può contare su un apporto di punti dal centro maggiore, grazie alle lunghe leve della Chirichella ed all’esplosività della Gibbermayer: e la possibilità da parte di Skorupa di non polarizzare troppo il gioco su una pur straordinaria Paola Egonu (soprattutto sulla fase di ricezione attacco; sulle rigiocate di palla alta… il problema è tutto delle avversarie!) può essere la chiave per “aprire” un po’ la linea di muro avversaria, che spesso tiene in gioco la squadra turca nei momenti di difficoltà in attacco. Poi il pacchetto delle giocatrici di posto 4 novarese è più che affidabile, con la classe dell’eterna Piccinini e la forza dirompente della Plak, alle quali si aggiunge l’ottima Enright (attacco efficacissimo quando chiamata in causa finora, ben 58% di palla a terra con 45% di efficienza, meglio delle centrali turche!).

Una sfida tutta da gustare, per quella che da tifosi del nostro volley speriamo sia una splendida doppietta di qualificazione nel girone più duro di questa Champions League 2017/2018.

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