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Italia-Slovacchia, i voti di Cozzi: un Mati da 10 e i punti di Michieletto

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Non c’è due senza tre, e questa vittoria per 3-1 dell’Italia contro la Slovacchia è la nota positiva che dimostra come la squadra azzurra sia pronta per lottare per il gradino più alto del podio del Campionato Europeo.

Va anche detto, però, che la sensazione che lascia per ora questo gruppo è di non essere ancora al massimo delle sue potenzialità, di giocare bene, ma di mancare un po’ di continuità e questo lo si è visto, per esempio, nel secondo set, quando abbiamo “gigioneggiato” con gli avversari senza dargli il “colpo di grazia” e loro sono stati bravi a strapparci un set.

Per il resto note positive dall’attacco e dall’atteggiamento in difesa, da sistemare un po’ il muro in posto due e la gestione del servizio. La Slovacchia si è dimostrata un discreto avversario, che ha pagato un palleggiatore a volte impreciso e molto leggibile e dei centrali che a muro e delle strategie di Giannelli ci hanno capito un po’ poco.

Ma veniamo alle pagelle del match…

Giannelli: voto 8,5. Se la squadra attacca con un mostruoso 70% è perché Simone gioca da grande direttore d’orchestra, esaltando di volta in volta i suoi attaccanti. Ottima l’intesa con Mati, e più in generale la gestione dei centrali, in quello che, forse, è sempre stato l’aspetto del gioco meno fluido del nostro palleggiatore. Mezzo voto in più proprio perché al centro mi sta piacendo moltissimo.

Romanò: voto 8. Davanti ad un pubblico che più di una volta sarebbe potuto diventare il suo, Jury sfodera una prestazione mostruosa, dove a tanta qualità unisce una eccellente gestione dell’errore. Bene anche al servizio, dove manca solo l’ace.

Mati: voto 10. Prova da predestinato quella di Pardo, che davanti al pubblico amico mette a terra 15 attacchi, 6 muri e una serie impressionante di battute che spezzano la ricezione avversaria. Mezzo voto in più, perché anche se è un saltatore anticipa bene la rincorsa e, soprattutto, anticipa veloce di braccio, caratteristiche che fanno di lui un centrale letale.

Galassi, voto 6. Entra per portare esperienza e lettura a muro, e fa il suo aiutando la squadra a ripartire dopo il secondo set.

Sanguinetti: voto 5,5. Tanti errori in battuta e una certa difficoltà a leggere il palleggiatore slovacco quando la palla è dentro i tre metri.

Lavia: voto 5,5. Meno incisivo che nella gara contro la Grecia, soffre in attacco la fisicità del muro slovacco che gli “sporca” molti palloni. Un po’ sottotono anche in ricezione, ma non è questa la partita dove il suo talento deve accendersi.

Bottolo: voto 7. Osservato un po’ speciale dopo una difficile gara il giorno precedente, Mattia parte lento e, poi, innesta la marcia e spinge come sa fare. Bene in prima linea, molto bene in pipe dove è sempre a suo agio nel fondamentale. Comincia anche a ritrovare la sua battuta, e questo è un buon segnale per tutto il gruppo. Mezzo voto in più perché non si arrende mai, anche dopo qualche momento di difficoltà.

Porro: voto 6,5. Bell’ingresso per lo schiacciatore modenese che in attacco e al servizio porta l’aggressività che serviva all’Italia in quel momento. Da rivedere, forse, la ricezione, fondamentale in cui può e deve fare di più.

Michieletto: voto 6,5. Già vederlo in campo fa sorridere i 4500 spettatori del PalaPanini, e quando mette a terra il primo punto è festa grande per tutti.

Laurenzano: voto 7,5. Copre tanto campo nella metà campo azzurra, garantendo ricezione, ma anche alcune difese da fromboliere. Mezzo voto in più perché alcune di queste difese le fa in momenti di punto a punto tirati.

Di Paolo Cozzi
(© Riproduzione riservata)

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