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Il punto di Paolo Cozzi dopo la prima settimana di VNL

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Si è concluso la prima settimana di VNL per i nostri portabandiera che sono scesi in campo ad Ottawa in quattro gare tornando a casa con un bottino di due partite perse e due vinte. Tutto sommato un buon esordio per la compagine di De Giorgi se pensiamo che del sestetto che meno di un anno fa si è laureato Campione del Mondo c’erano in campo due soli titolari, ovvero Romanò e Balaso e che molti dei nostri azzurri erano praticamente all’esordio internazionale come Porro e Rinaldi.

In quest’ottica le vittorie con Cuba e Germania, giunte dopo le scoppole con Argentina e Stati Uniti, dimostrano che la squadra ha grinta e carattere, anche se in entrambi gli incontri ha peccato di presunzione, distraendosi dopo due set dominati. in aggiunta c’è anche la considerazione che i due avversari sono sembrati davvero di un livello molto basso. Meno bene, come dicevamo, le gare contro Argentina e Usa. Se contro i nordamericani la sconfitta può essere accettabile data la loro formazione praticamente titolare schierata, fa molto più male la sconfitta contro De Cecco e compagni, specialmente perché sia nel primo che nel secondo set eravamo avanti prima di spegnerci e cominciare a regalare punti.

E sono proprio queste pause, unite ai tantissimi errori al servizio, gli aspetti che avranno fatto storcere di più il naso allo staff azzurro che comunque può guardare con ottimismo al prosieguo della competizione che vedrà le prime otto qualificarsi per le Final Eight. Analizzando le varie partite, De Giorgi è partito nelle prime due partite con un sestetto più solido in ricezione, con Recine e Rinaldi di banda. Buono in generale l’esordio con i colori azzurri del portacolori modenese, mentre su Recine va detto che se al servizio è stato sempre molto pericoloso, altrettanto non è riuscito a fare in attacco, dove ha chiuso con percentuali molto basse. Un vero peccato che non sia riuscito ad esprimere tutto il suo talento e la sua ostinazione, sprecando un po’ queste occasioni, ma purtroppo credo che questa “involuzione” sia dovuta anche alla tanta panchina fatta nel club che rischia di prolungarsi anche l’anno prossimo. Onestamente credo che per lui la scelta migliore sia giocare con continuità, rinunciando magari a qualche vittoria di grido, ma dando più continuità al campo .

Con un muro laterale da “Banda Bassotti” (Porro, Recine e Rinaldi pagano tanto a muro a livello di cm), De Giorgi si è affidato alle lunghe leve di Mosca e Cortesia per limitare i danni a muro, ma in tutto il week end questo fondamentale ha latitato, con qualche sprazzo di Mosca, ma anche tanta fatica da parte di Cortesia, che dalla terza gara ha lasciato il posto ad un Sanguinetti in rampa di lancio, molto più produttivo in termine di punti e di presenza in campo. Fatica anche Romanò nelle prime due uscite dove è chiamato ad attaccare più del solito, mentre torna sui suoi livelli contro Cuba e Germania, anche grazie ad un Bottolo che si fa trovare pronto quando chiamato in causa, ben conscio che quest’anno si giocherà il posto di terza banda proprio con Rinaldi.

Tornando quindi ad una analisi più generalista, il bicchiere è comunque mezzo pieno, ma sono stati tanti gli errori commessi dai nostri, soprattutto al servizio. Il muro è stato pressoché inesistente per due gare prima di cominciare a lavorare nella giusta direzione, mentre l’attacco dei laterali è andato in crescendo con Rinaldi che all’esordio azzurro ha dato quello slancio in più soprattutto al servizio e in attacco dimostrando da subito di poter diventare giocatore importante in questo gruppo. Bene l’esordiente Porro, che quando ha avuto modo di dare continuità al suo gioco ha dato vita a quella alternanza di primo tempo e  pipe che ha fatto la fortuna di Milano.

Guardando al futuro, la prossima tappa ci vedrà invece impegnati contro Iran, Cina, Serbia e Polonia e, al di là dei giocatori che verranno convocati da De Giorgi, è secondo me realisticamente possibile vincere 3 partite su 4, magari con un tie-break di mezzo, per un totale di 8 punti che ci spingerebbe nelle zone più nobili della classifica. Questo aiuterebbe anche il ranking FIVB che, con Parigi 2024 dietro l’angolo, non si può lasciare al caso.

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