I campioni del mondo ricevuti al Quirinale. Mattarella: “Una serata non dimenticabile”

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Foto Quirinale.it

Di Redazione

Un anno dopo, di nuovo al Quirinale, e questa volta da campioni del mondo. L’appuntamento con il Presidente della Repubblica sta ormai diventando una piacevole abitudine per la nazionale maschile, aspetto più volte sottolineato nel corso dell’incontro tenutosi questa mattina, al ritorno degli azzurri dalla Polonia: “Spero di rivederla l’anno prossimo!” è l’augurio che il CT Fefè De Giorgi ha rivolto a Sergio Mattarella, suscitando la risata di tutti i presenti compreso il Capo dello Stato.

I miei complimenti più affettuosi, intensi e sentiti – ha esordito il presidente – in particolare al presidente Manfredi, che alla premiazione mi è parso il più emozionato di tutti. È stata una serata non dimenticabile, e vedervi di nuovo qui è un grande piacere. Io cerco di seguire la pallavolo quando posso, ho seguito anche i commenti e le critiche nell’avvicinamento ai Mondiali: leggevo che era una squadra molto giovane, come a dire che partecipasse solo per fare esperienza… è stata una magnifica dissimulazione, sono convinto che in realtà ciascuno di voi pensasse sin dal primo giorno a conquistare il titolo“.

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Mi ricordo bene il 1998 – ha continuato Mattarella facendo riferimento all’ultimo titolo mondiale vinto dall’Italia – però, caro De Giorgi, vincere tre campionati del mondo da giocatore è un’impresa, vincerlo guidando da fuori campo la squadra è ancora più impegnativo. Ho molto ammirato il modo in cui lei si è rivolto alla squadra durante le partite: altri hanno usato toni imperiosi, gesti di disappunto e di rimprovero. La sua tranquillità, invece, ha certamente contribuito a dare serenità alla squadra. Ieri vi ho seguito dalla prima all’ultima battuta… è stato un bel gesto concedere un set al pubblico polacco, che è stato estremamente sportivo! Correttezza e rispetto reciproco sono una caratteristica della pallavolo, diversamente da altri sport, e mi auguro rimanga sempre così“.

Ieri è stata una giornata importante per il nostro sport – ha concluso il Presidente della Repubblica – con la grande partecipazione popolare al Gran premio di Formula 1 a Monza e l’impresa dell’Italia del basket contro la Serbia; il vostro titolo ne è stato il coronamento. Sarà una giornata che rimarrà nella memoria di ciascuno, certamente nella vostra, ma anche di coloro che vi hanno seguito. Ora aspettiamo i Mondiali femminili: agli Europei hanno vinto prima le ragazze e poi voi, quest’anno mi auguro che la stessa sorte si ripeta con il percorso inverso“.

Dal CT Ferdinando De Giorgi un ringraziamento al presidente e parole ricche di emozione: “È un risultato storico, non si vinceva un Mondiale da 24 anni e io ero in quella squadra… è stato veramente incredibile. Questi ragazzi mi hanno fatto vivere delle emozioni straordinarie, è stato come un passaggio generazionale da allenatore a giocatori, un lungo abbraccio con la maglia azzurra. Questi ragazzi si sono spesi in un progetto di crescita, sono giovani talentuosi e sono un motivo di fiducia e di speranza per il nostro paese, perché generano valore. Sono da tenere in grande considerazione. L’altra volta avevo raccontato del nostro urlo agonistico ‘Noi Italia!’: be’, a Katowice l’hanno sentito forte!“.

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Il capitano Simone Giannelli ha consegnato a Mattarella un pallone autografato da tutti i giocatori: “È un piacere e un onore essere qui. Ancora, secondo me, non stiamo realizzando bene cosa abbiamo fatto: io avevo 2 anni all’epoca dell’ultimo titolo mondiale… abbiamo tutti una bella eredità sulle spalle, perché la Generazione di Fenomeni ha fatto qualcosa di straordinario, e sono molto contento di aver riportato l’Italia dove era 24 anni fa. L’abbiamo fatto con uno stile nostro, fatto di sorrisi e di gioia nello stare in campo, e l’abbiamo fatto in tutti i momenti, sia quando giocavamo bene sia quando eravamo sotto nel punteggio. Questo mi ha fatto capire che siamo un gruppo speciale, con tanta voglia di mettersi in gioco. La partita di ieri è stata difficile in tanti momenti, però grazie alla forza del gruppo non mi sembrava neanche di giocare una finale, ma di essere con un gruppo di amici in mezzo al campo“.

All’incontro con il Capo dello Stato hanno partecipato anche il presidente federale Giuseppe Manfredi e il presidente Giovanni Malagò, che ha raccontato come il Presidente gli avesse chiesto di poter incontrare il gruppo anche in caso di sconfitta. “Questa è una squadra incredibile – ha aggiunto Malagò – di soli 24 anni di età media. Una squadra nata da un’intuizione formidabile del presidente Manfredi in tempi non sospetti, dopo la mezza delusione di Tokyo. È stata un’intuizione decisiva quello di mettere alla guida della nazionale un uomo come Fefè De Giorgi, per il quale la mia stima non solo tecnica, ma anche umana e personale, non ha confini“.