Stando a quanto dichiarato dal presidente federale Giuseppe Manfredi, Noumory Keita potrebbe ricevere presto la nazionalità sportiva italiana e di conseguenza rispondere presente a una eventuale convocazione in Azzurro. Un iter burocratico già avviato che non si concretizzerà in tempo per gli Europei di questa estate, ma per i Mondiali del prossimo anno sì.
Favorevoli o contrari a questa ipotesi? Lo abbiamo chiesto ai nostri lettori tramite un sondaggio che in pochi giorni ha raccolto diverse migliaia di voti. Ecco qui in basso il risultato finale.
This poll is no longer accepting votes
Seppur di pochissimo, prevale il consenso. Ai nostri lettori avevamo chiesto anche di argomentare sulle nostre pagine social le ragioni del SI e quelle del NO. Anche in questo caso il volume dei commenti è stato significativo. Ne abbiamo selezionati alcuni, 10 tra i favorevoli e 10 tra i contrari.
FAVOREVOLE PERCHÈ…
Assolutamente si!!! Grande atleta!!! Doti fisiche e tecniche pazzesche!! Benvenuto! (Marco Perotti)
Io son convinto che è tonto non convocarlo. Poi se la deve sudare come tutti (Andrea Maistrello)
Favorevole. Se è cittadino italiano il coach può decidere se chiamarlo o meno. Non toglie il posto a nessuno. Se è tra i migliori che venga convocato. La sua bravura non abbassa quella degli altri (Jenny Verducci)
Tutte le squadre nazionali o di club hanno fuoriclasse con doppia cittadinanza: la Francia, la Polonia, Stati Uniti, anche nel calcio ricordo Sivori, Altafini, Camoranesi ecc (Gianky Borgo)
Ottimo, sarà un bene sia per lui come uomo ed atleta sia per la nazionale. Come opposto mangia in testa sia a Romanò che a Rychlicki e sono i numeri a parlare, non sono opinioni. Come banda fa più fatica non avendo la sua forza nella ricezione e lo sta dimostrando quest’anno a Verona (Levi Ackerman)
Meglio averlo con noi che contro (Raffaele Brusadelli)
Assolutamente favorevole. Keita merita di essere valutato, è un giocatore bravo e si impegna molto. Lo merita (Carla Zanoni)
Assolutamente d’accordo. Dopo Leon alla Polonia e Leal al Brasile, Keita italiano (Christian Pedratscher)
Io credo che se c’è la possibilità e la volontà da entrambe le parti di praticare questa strada della naturalizzazione si debba procedere, poi starà al Ct a convocarlo e a valutarlo all’interno del gruppo se può essere un elemento utile o no…. Penso che ne guadagni anche la squadra di club che può schierarlo da ITALIANO (Umberto Domenghini)
Come opposto sicuro, al momento in Italia non ce ne sono di così determinanti (Fabio Antonello)
CONTRARIO PERCHÈ…
Mio figlio con mamma italiana è cittadino italiano non può giocare in serie A da italiano perché cresciuto all’estero e lui invece si? (Gon Ibad)
Si indossa la maglia azzurra per appartenenza e non per giocare in una nazionale qualunque essa sia!!!! Se sporchiamo anche la nazionale è finita l’italianità!!! (Tijuana Bisoli)
No per motivi vari: non parla italiano dopo 3/4 anni (probabilmente non ha voglia/interesse), per lui una nazionale vale l’altra, meriti sportivi??? (per cosa??) (Tarcisio Castignoli)
Dico solo questo: ad un cittadino extracomunitario servono 10 anni di residenza e un certificato di italiano B1 per richiedere la cittadinanza. A lui basta solo saper giocare bene a volley? Non è equo (Ermanno Lamperti)
Contraria, anche se ritengo che sia un ottimo giocatore, ma l’atteggiamento e soprattutto il voler giocare in una nazionale pur che sia non mi piace, vogliamo per caso un altro che non canta nemmeno l’inno nazionale, come faceva Osmany? Poi ci sono degli ottimi giovani, per lo stesso ruolo che stanno crescendo, vi prego non facciamo come nel calcio (Paola Gilardi)
Se non coltiviamo i nostri giovani italiani facendoli crescere e dando loro una possibilità di arrivare al sogno della nazionale inserendo il giocatore straniero del momento nelle nostre fila (senza neppure un remoto collegamento con avi italiani…), vinceremo magari la manifestazione internazionale del momento… ma perderà attrattività tutto il movimento pallavolistico italiano verso i giovani atleti ed a lungo andare… faremo la fine del calcio… Purtroppo prevalgono sempre gli interessi a breve termine alle pianificazioni a lunga gittata (Giulio Vighetto)
Giocatore eccezionale, senza dubbio, ma la nazionale italiana sta vincendo come Squadra. Lui è una primadonna e anche ‘sufficentemente’ presuntuoso. Credo rovinerebbe in un attimo l’armonia che regna tra i ragazzi. Finché non ‘matura’ credo possa solo creare problemi ad un gruppo così ben assortito (Serena Costantini)
Contrario. Non si tratta di discutere quanto è bravo (è un campione oltretutto con ampi margini di miglioramento) né se è simpatico (non si decide sulla simpatia se una cosa è giusta o no). Il punto è che è sportivamente sleale nazionalizzare un campione straniero, già cresciuto e formato sportivamente fuori dall’Italia, per rinforzare la nazionale. E’ un discorso completamente diverso dagli atleti/atlete nati all’estero ma cresciuti sportivamente in Italia, che prendono la nazionalità italiana a prescindere dagli interessi sportivi (penso per esempio a Sara Fahr e Antropova), perché in Italia ci vivono, parlano e pensano italiano, in definitiva sono italiani. Qui si tratta di un campione straniero che per mero interesse vuole entrare da mercenario in una nazionale forte, che non è italiano né vuole diventarlo più di quanto voglia diventare francese, e verrebbe accontentato solo per rinforzare una nazionale (peraltro già molto forte) – ma non è questo il punto: il punto è che non ci piace BARARE (Salvatore Montinaro)
Siamo bicampioni del mondo, cosa servono gli stranieri? Abbiamo vivai con tanti italiani e italiane e non vogliamo fare la fine del calcio (Mario Bartolacci)
Io no. E non è questione di razzismo, adoro le italianissime Egonu e Sylla (la mia giocatrice preferita!) odio i razzisti e ogni questione che denoti sostanziale imbecillita. Poteva essere pure francese o tedesco, il discorso è che se si fa cosi, non ha senso il concetto di “Nazionale”. E lo dice uno che di patriottismo e “bandiere” se ne fotte, “la mia patria è il mondo intero”. Parlo di “senso delle cose”. Se è cosi che funziona, allora le “nazionali” diventano squadre qualsiasi, che possono prendere e dare via giocatori, solo con ovvi giri burocratici in piu. Lui è fortissimo, averlo nella propria squadra del cuore sarebbe il top, ma di qui a cambiare nazionalita in base alle convocazioni no, si perde… “il senso delle cose” (Sergio di Petta)
Di VolleyNews.it
(©Riproduzione riservata)