Nella giornata conclusiva dell’EuroVolley maschile, all’Unipol Forum di Assago, scopriremo chi si metterà al collo oro, argento e bronzo. Di sicuro non l’Italia, eliminata ai quarti dalla Finlandia dopo una drammatica, forse inaspettata, battaglia lunga cinque set e finita con la sconfitta per 13-15 al tie-break. Al termine delle semifinali hanno commentato questa eliminazione shock Andrea Giani, ct della Francia, Nikola Grbic, ct della Polonia, e Fabio Soli, ct della Slovenia, fornendo chiavi di lettura non banali.
Andrea Giani (Francia): “Dispiace. Giocare contro l’Italia oggi, qui, sarebbe stata una cosa super. E noi l’abbiamo preparata veramente la partita contro l’Italia. Però la Finlandia ci dimostra ancora una volta che la pallavolo è cresciuta. Anche se sei più forte, questo essere più forte è una responsabilità, è vero, però lo devi mettere lì. Quello che mi è piaciuto dell’Italia è che nelle difficoltà ha trovato le soluzione e ne sono venuti fuori. È difficile capire come nel tie-break abbia macinato gioco, li abbia messi sotto e non sia andata fino in fondo. Questa è l’unica cosa che un po’ è difficile da spiegare”.
Nikola Grbic (Polonia): “Non posso dire di essere triste perché l’Italia è un avversario forte – commenta sorridendo -. Scherzi a parte, non me l’aspettavo, assolutamente. L’Italia giocava in casa, in più tante volte, sotto uno a zero o due a uno, ha dimostrato di poter rientrare. Le ragioni adesso è meglio che le spieghi De Giorgi, io non posso farlo, però credo che la Finlandia stia facendo un ottimo torneo. Non mi aspettavo neanche che la Germania, sotto due a zero, battesse la Bulgaria. Io sto cercando di preparare la mia squadra ad ogni eventualità perché so che tutti gli avversari giocheranno a mille”.
Fabio Soli (Slovenia): “Non sono vecchio, ma comincio ad avere un po’ di esperienza per dire che queste cose ogni tanto succedono. Lo sappiamo benissimo tutti quanti. L’Europeo è una cosa strana perché è una competizione che non ti impone immediatamente un livello di gioco super per poter essere competitivo. È una competizione dove nelle prime partite, se tu sei una squadra come l’Italia, porti a casa il risultato magari non giocando la tua miglior pallavolo e poi ti trovi immediatamente contro una squadra a giocarti l’in e out che è lì per dare tutto quello che ha. La Finlandia secondo me è una squadra che gioca molto bene a pallavolo, che ha speso meno dell’Italia durante tutta l’estate e, come abbiamo visto anche al Mondiale dell’anno scorso, queste cose succedono. La storia è piena di questi eventi che non capitano con una percentuale sopra il 50% però capitano. È successo all’italia, che non ha sicuramente giocato la sua miglior pallavolo, però c’è da dire che la Finlandia ha fatto qualcosa di veramente speciale, solidissima, e si è infilata in quelle occasioni che noi in semifinale ad esempio non siamo riusciti a sfruttare contro una Polonia non perfetta”.
Dal nostro inviato Giuliano Bindoni
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