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ESCLUSIVO – Vincenzo Fanizza: “Io in discussione? Vi spiego cosa non ha funzionato questa estate”

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Ha rischiato seriamente di essere un’estate da ‘zero titoli’ quella delle nazionali giovanili maschili di pallavolo. Un fallimento totale in termini di risultati a cui la Federazione Italiana non era più abituata da molto, molto tempo. Nazionale Under 22 eliminata dopo la fase a gironi dell’Europeo di categoria; Nazionale Under 18 quarta agli Europei di categoria; Nazionale Under 17 eliminata agli ottavi del Mondiale di categoria. L’ultima spiaggia per Vincenzo Fanizza, direttore tecnico delle Nazionali giovanili maschili, erano i Giochi del Mediterraneo. Una manifestazione a cui una Federazione a forte identità pugliese teneva moltissimo, tanto da scegliere di far alloggiare le squadre Azzurre in un prestigioso hotel di Taranto, piuttosto che sulla nave da crociera usata come villaggio per gli atleti. L’obiettivo era mantenere alta la concentrazione evitando distrazioni… L’oro, però, non è arrivato neanche qui, in una manifestazione che, per il livello tutt’altro che alto, in molti, nell’ambiente della pallavolo, definiscono come ‘il torneo dei quattro rioni’.

Il patatrac è avvenuto sabato in semifinale, persa al tie-break contro la Grecia. “Una squadra seniores che giocherà l’Europeo” aveva poi dichiarato Fanizza, forse per giustificare la sconfitta. Una Grecia che comunque era arrivata seconda nel suo girone ai Giochi e che poi in finale è stata rullata 3-0 (25-18, 25-20, 25-15) da quella Francia che invece l’Italia aveva piegato in tre set con una buona prova corale. Dunque si poteva vincere l’oro? Assolutamente sì, e a mani basse, considerando anche la spinta di un pubblico da stadio di calcio che ha sempre spinto gli Azzurri a suon di sold-out al PalaMazzola.

È arrivato invece il bronzo, sudatissimo per giunta, vinto solo al tiebreak contro la Turchia. Squadra modesta quella messa in campo, fallosa oltre modo, eppure piegata solo dopo cinque set. Una medaglia è sempre una medaglia, si dice nel mondo dello sport. Giustissimo, ma il terzo posto, a Taranto, in Puglia, è il massimo risultato che questa Nazionale poteva ottenere?

“No, no, le medaglie sono tutte belle – risponde Fanizza a fine partita -. Ci tengo a sottolineare che sono tutte belle. Al di là del colore, quando si fanno competizioni del genere, arrivare fino alla fine, vincere la medaglia è motivo di grande soddisfazione. Infatti ha visto i festeggiamenti? Ce la siamo goduta alla grande. E faccio i complimenti a tutti i ragazzi per come sono stati bravi a recuperare le energie di ieri, della stanchezza di ieri, perché chiaramente perdere una partita alla fine dopo quattro set tutti i vantaggi non era facile dopo nemmeno 14 ore stare già in campo. Abbiamo resettato resettato, resettato tanto, e anche se molti di loro sono molto giovani, si sono fatti trovare pronti e lo sprint finale del quinto set ci ha dato la dimostrazione che tanti di questi ragazzi hanno il futuro dalla loro parte”.

Suo figlio Alessandro l’ha spremuto per bene, alla fine ha chiuso la partita con Mancini al palleggio.
“Abbiamo avuto tre acciacchi nella partita di oggi. Da fuori non si è visto. Uno è stato Orioli quando ha preso quella pallonata, poi c’è stato l’affaticamento di Truocchio e poi Alessandro ha avvertito un piccolo dolore. Nel quarto set, sul 16 pari, è venuto da me, lui difficilmente chiede il cambio, ha detto “Ho sentito un piccolo dolore”. Ho detto facciamo il cambio, anche perché Mancini non è venuto qui in vacanza, sapeva che in qualsiasi momento si doveva far trovare pronto e con caratteristiche diverse, anche perché quando facciamo le scelte prendiamo dei palleggiatori con caratteristiche diverse. È andata bene”.

A proposito di scelte, molti si chiedono come mai non abbia convocato Argilagos per questi Giochi.
“Bryan a inizio agosto ha perso il papà, ha vissuto un dramma famigliare anche nei mesi precedenti. Queste sono cose che non potevamo rendere pubbliche al momento delle convocazioni per rispetto del ragazzo, della sua privacy. Lui era con noi in collegiale, era uno dei tre palleggiatori, ma non è venuto neanche con l’Under22. Il ragazzo ha vissuto una tragedia non indifferente”.

Questa era la migliore squadra che si poteva portare a questi Giochi? Mi spiego meglio: quella femminile qui era la Nazionale B, ed era chiaro a tutti, mentre quella maschile non è chiaro se fosse la Nazionale C o D o cosa. Può spiegarci il senso del suo progetto?
“Noi la nazionale migliore la vogliamo sempre avere con la seniores. Vedi anche Pardo Mati? Stava con me con l’Under 22, no? L’Under 22 è stata importante per lui, ha fatto dei passi da gigante anche in Superlega quest’anno, si sta ritagliando spazi lì e noi quello che facciamo è quello, perché è importante far fare esperienza a ragazzi molto giovani. Al di là del colore della medaglia vinta, abbiamo portato una medaglia a casa. Poi sul discorso scelte, c’è sempre chi accetta le scelte e chi non le accetta. Abbiamo avuto tutti ragazzi che hanno fatto il campionato di Superlega, anche giocando nel sestetto iniziale. Cioè, non c’era gente che abbiamo portato qui giusto per fare una passeggiata, è gente che ha meritato e hanno fatto un’estate molto lunga che è iniziata dal 21 di maggio”.

Un bronzo con giocatori di Superlega a una manifestazione molto importante, giocata in casa, contro avversari non superiori. Mettiamoci anche i risultati negativi delle altre Nazionali giovanili. Devo chiederglielo Fanizza, questa medaglia l’ha salvata per certi versi? Ha sentito per un momento che avrebbe potuto essere messo in discussione quest’anno?
“Questo bisogna chiederlo ai vertici federali. Io, lo può dire anche la mia famiglia, sto sempre a lavorare dalla mattina alla sera a Camigliadello. Qui sono a Taranto e sto a 30 minuti, 28 minuti da Francavilla, eppure sono rimasto sempre qui. La mia deformazione è questa, pensare prima a lavorare. Come dire, tante problematiche fisiche le abbiamo avute. Diversi atleti hanno avuto problemi fisici prima di arrivare e noi abbiamo cercato di recuperare qualcuno. Manuel Zlatanov, per dire, ha avuto dei problemi, poi si è ripreso e tutto. Se si fosse ripreso un po’ prima, ‘Zlati’ sarebbe stato uno di quelli che poteva essere anche qui, no? Abbiamo tanti ragazzi che stiamo crescendo con ottimi parametri. Infatti nell’under 22 abbiamo tenuto in campo quasi sempre tre 2008. Poi non abbiamo avuto Barotto che era infortunato, non abbiamo avuto Gironi che era infortunato, non abbiamo avuto Magalini che era infortunato. Posso continuare? Ci sono tanti nominativi. A noi piace avere la squadra al completo, ma quando non c’è, testa bassa e lavorare, fai giocare anche più giovani e ragazzi che hanno ottimi parametri perché ad oggi si può vedere qualche risultato in meno. Frà due o tre anni scriverai che certi giocatori li ho messi io tre anni prima. Noi dobbiamo essere lungimiranti”.

Ultima domanda, da pugliese a pugliese: questa città di Taranto, questo palazzetto, meriterebbero un progetto federale serio anche sul giovanile, visto che la squadra da Serie A non c’è più?
“Questo bisognerebbe chiederlo al presidente, al vicepresidente, a tutto il consiglio federale. Per quello che noi abbiamo vissuto in questi giorni, dire che è stato fantastico, è riduttivo. Avere un soldout in tutte le partite è stato spettacolare. Anche se sono francavillese, sono più vicino a Taranto e ho tantissimi amici a Taranto. Per me è stato molto molto molto molto emozionante. Vedi quante volte ho detto molto? Ma per tutte le persone, tutti i ragazzi che ci hanno accolto, tutti molto ospitali, fantastico. Veramente sono d’accordo che qualcosa di importante qui si può fare, però non sono io a decidere queste cose”.

Intervista di Giuliano Bindoni
(©Riproduzione riservata)

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