Dietro ogni salto, ogni muro e ogni attacco c’è un lavoro silenzioso ma fondamentale, fatto di programmazione, test e attenzione costante ai dettagli. Forza, esplosività, resistenza e prevenzione non sono solo parole chiave, ma i pilastri su cui si costruisce la preparazione atletica del ChorusLife Volley Bergamo. A guidare questo percorso è Michele Palloni, che ha raccontato come nasce, giorno dopo giorno, la condizione necessaria per affrontare la Serie A1, in stretta integrazione con il lavoro tecnico in palestra.
Palloni è il preparatore atletico rossoblù con un percorso maturato tra atletica e pallavolo. Un’esperienza che porta in palestra competenze e metodo, con l’obiettivo di accompagnare le giocatrici nella costruzione della forma migliore, partendo dalle prime settimane di preparazione.
Un passato nell’atletica, in particolare nel salto in alto: ora ad attendere Palloni c’è una nuova sfida nel mondo della pallavolo femminile. “Porto con me ciò che ho fatto finora. Le richieste fisiche, in qualche modo, sono simili: nel salto in alto devi avere determinate qualità fisiche e nella pallavolo non sono esattamente le stesse, ma ci sono sicuramente delle caratteristiche e delle capacità motorie comuni. Dal punto di vista della programmazione, però, i due mondi sono molto differenti. Nell’atletica hai generalmente due macroperiodi, quello invernale e quello estivo, e la gara più importante dell’anno arriva alla fine della stagione. Può essere un Europeo, un Mondiale, un’Olimpiade. Programmi tutto in funzione di quell’appuntamento e di quel giorno, cercando di arrivare al picco prestativo proprio quando serve”.
“Nella pallavolo è completamente diverso. Hai un calendario agonistico lunghissimo e quindi è un po’ utopico pensare di programmare il picco prestativo per una determinata partita o per le finali, anche perché non sai mai quale sarà l’andamento della stagione” – spiega Palloni -. “La cosa più importante è cercare di mantenere sempre livelli prestativi medio-alti, garantendo la maggiore continuità possibile nel lavoro e cercando di avere meno problemi fisici possibili. L’obiettivo è mettere le ragazze nelle migliori condizioni per stare in campo e, di conseguenza, dare anche all’allenatore la possibilità di avere sempre più giocatrici pronte”.
Palloni ha poi spiegato come sono state impostate le prime settimane di preparazione: “Abbiamo cercato innanzitutto di portare tutte le ragazze più o meno allo stesso punto, considerando che alcune sono state fuori con le Nazionali e hanno seguito programmi fisici differenti. Siamo partiti con due sedute di pesi alla settimana, nelle quali stiamo lavorando attraverso una progressione dei carichi, con esercizi di forza ed esercizi isometrici. Abbiamo inserito anche lavoro sul campo in erba sintetica, sia per una parte di condizionamento metabolico sia per il rinforzo della muscolatura. Poi c’è il lavoro in piscina, che in questa fase utilizziamo quasi più come recupero attivo che come vero e proprio lavoro condizionale. Alla fine della terza settimana arriveremo a un blocco importante di preparazione, nel quale ci focalizzeremo principalmente sullo sviluppo della forza muscolare e delle altre capacità condizionali. Sarà la base di partenza per sviluppare poi le altre qualità fisiche che dovremo mantenere e portare avanti per tutta la stagione”.
Col passare dei giorni, Palloni ha sempre più chiare le caratteristiche e le esigenze delle diverse atlete del roster: “Il primo periodo, quello dei test, è servito proprio a capire quali sono i loro punti di forza, i punti deboli, le peculiarità di ciascuna, dove ci sono margini di miglioramento e dove invece non è necessario concentrarsi in questo momento. Sappiamo che ogni ragazza ha le proprie qualità e le proprie caratteristiche fisiche. Alcune cercano di fare affidamento sui loro punti di forza, altre hanno caratteristiche differenti. Il nostro compito è fare in modo che non si adattino semplicemente a quello che già sanno fare bene, ma che migliorino anche nei punti in cui esistono dei gap. Questa è una delle cose più importanti del lavoro: conoscere chi alleni e, sulla base dei dati e di quello che vediamo quotidianamente, capire come intervenire”.
Infine, il nuovo preparatore atletico di Bergamo si è espresso sulla qualità fisica che, secondo lui, potrà fare maggiormente la differenza in Serie A. “La forza è sicuramente una delle basi. Quando si guarda la letteratura scientifica e si cerca di capire quali siano le qualità più importanti per la prestazione, la forza ha un indice di correlazione molto positivo. È la base dalla quale poi puoi sviluppare le altre qualità fisiche. A seconda del ruolo, però, le esigenze possono essere differenti. Pensiamo a una centrale: deve essere in grado di effettuare salti ripetuti a muro e in attacco, quindi deve avere determinate caratteristiche di forza e di esplosività. Per un libero, magari, alcune qualità possono essere meno importanti, mentre può essere fondamentale la capacità di produrre forza orizzontale in maniera efficace”.
“Quindi le capacità e le qualità fisiche devono essere differenziate in base al ruolo, ma anche all’atleta” – conclude Palloni -. “Persino due giocatrici che ricoprono lo stesso ruolo possono avere caratteristiche differenti e quindi necessitare di un lavoro diverso. Quello che porta beneficio a un’atleta non necessariamente porta lo stesso beneficio a un’altra. Bisogna innanzitutto conoscere chi si allena e poi, piano piano, capire cosa funziona e cosa meno, aggiustando il tiro anche in base a quello che vediamo quotidianamente”.
(Fonte comunicato stampa)