Cristian Savani: "Latina è stata una scelta di cuore. Mi hanno voluto da subito"

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Ufficio Stampa Top Volley

Di Roberto Zucca

Il più grande responso lo ha avuto dal pubblico. Migliaia di messaggi arrivati sui suoi profili social e attestazioni di stima da tutto il mondo del volley. La notizia è di quelle che smuovono positivamente il mercato: Cristian Savani, dopo quattro anni, torna a giocare in Italia. La sua scelta, dopo l’interesse di molti club italiani ed esteri, è ricaduta su Latina.  Il giocatore, classe ’82, ci ha raccontato gli sviluppi del suo rientro in Italia e le sue sensazioni sul presente e il futuro.

Come è nata l’idea e come mai, tra molte richieste, proprio Latina?
“Mi ha voluto, mi ha cercato e mi ha richiesto. Ho fatto una scelta di cuore, quella di andare verso una società che mi ha desiderato tanto, sin dal primo contatto”.

La rende felice il fatto di tornare nella sua Italia?
Sicuramente. È un campionato bello da giocare in primis e poi lo ritrovo dopo molte stagioni trascorse giocando in tornei diversi dal punto di vista tecnico e professionale. Latina la conosco da giocatore, ho giocato nella vicina Roma e ricordo solo un palazzetto e un pubblico caldissimo, molto attento e interessato alla pallavolo. Infatti il mio primo desiderio è quello di ritrovarlo riempito in ogni ordine di posto”.

Un bilancio dei quattro anni all’estero?
“È stata un’esperienza stupenda, per me, Mihaela e Mia. Siamo arrivati a Shanghai con Mia ancora in fasce, e mi sembra incredibile come questi quattro anni siano volati. Ho trovato una Cina diversa da come la immaginano tanti connazionali. Gli italiani in Cina sono molto integrati: abbiamo conosciuto parecchie famiglie italiane e si trovano benissimo. Parlando dal punto di vista pallavolistico, la soddisfazione è stata se vogliamo maggiore, non solo perché oggettivamente siamo riusciti a vincere due campionati, ma perché da subito mi sono sentito un giocatore integrato e la squadra, l’allenatore e la dirigenza avevano molto interesse nell’ascoltare e nel vivere l’esperienza che avevo in valigia, maturata dopo tante stagioni in Italia. Per loro il nostro campionato è un modello e il loro desiderio è di poterlo equiparare al torneo cinese”.

Durante un’intervista ha detto che la Turchia invece le è sembrata meno pericolosa di ciò che si racconta sui giornali?
“In Turchia  ho passato uno degli anni più belli della mia vita. È stato una stagione molto positiva dal punto di vista soprattutto familiare. Ci siamo ambientati subito, Mia è andata in una scuola internazionale e adesso parla per metà inglese e per metà italiano. Anche Mihaela ha trovato Ankara molto affascinante ed è spiaciuto dover ripartire”.

Qual è l’atleta più forte con cui ha giocato in questi anni?
“Beh, avere Leon in squadra durante un torneo negli Emirati fa sempre comodo! (ride, Ndr)”.

Dopo la Cina e la Turchia le piacerebbe giocare in altri campionati esteri?
“Qualche anno fa avrei detto la Russia. Ora dico che non disdegnerei gli Emirati Arabi o il Sud-Est Asiatico, tipo l’Indonesia. Sono campionati che stanno cercando una propria identità, oltre al fatto di essere paesi in cui vivere risulta interessante”.

Per il suo arrivo a Latina, ha parlato subito della grande stima che la lega a Vincenzo Di Pinto.
“Lo sottoscrivo. Con Vincenzo ho vinto una CEV a Perugia e lo ricordo in primis perché l’ho vinta con Bovo. Ho dei ricordi bellissimi di quella squadra e di Vincenzo come allenatore. È un coach esperto, tecnicamente tra i più preparati con cui abbia mai giocato ed ha un’esperienza importante. Sono sicuro che sapremo prenderci le giuste soddisfazioni”.

A 35 anni Savani ritorna Italia. Sarà lo stesso che tutti ricordano a Trento e Macerata?
“L’estero in questo non mi ha cambiato, anzi mi ha dato delle nuove chiavi di lettura del mio gioco. Spero quindi di andare ancora meglio delle ultime stagioni in Italia!”.

Alcuni compagni “storici” si sono ritirati e altri non hanno scelto la Superlega. Nostalgia?
“Beh, non giocare contro alcuni risulterà nostalgico, oppure ritrovarmi con i compagni di una vita e gli amici come Matej Cernic e Ciso, per fare due esempi. Sarà interessante vedere cosa è successo agonisticamente in questi anni”.